L’intervento della Guardia di Finanza nell’area tra lo stabilimento e piazzale Loffredo. La porzione di arenile, di proprietà della Provincia, sarebbe gestita da oltre vent’anni sulla base di una convenzione. Restano da chiarire le irregolarità contestate
LATINA – Sigilli a una parte della spiaggia attrezzata dell’Hotel Miramare, sul lungomare di Latina. Il sequestro preventivo è stato eseguito nella mattinata di ieri dai militari della Sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Anzio, al termine di un controllo che avrebbe fatto emergere alcune irregolarità nella gestione dell’arenile.
L’intervento ha riguardato un centinaio di ombrelloni sistemati sul lato dello stabilimento più vicino al pontile, mentre le cabine e la restante parte della spiaggia in uso alla struttura ricettiva non sarebbero state interessate dal provvedimento. Gli utenti presenti sono stati invitati a lasciare lettini e ombrelloni prima che l’area venisse delimitata e sottoposta a sequestro.
La vicenda, tuttavia, presenta contorni meno lineari rispetto a un comune caso di occupazione irregolare del demanio marittimo. La porzione di spiaggia interessata dai sigilli non coincide infatti con l’arenile in concessione esclusiva allo stabilimento, ma si trova tra il lido dell’Hotel Miramare e piazzale Loffredo, all’ingresso del lungomare da Capoportiere.
L’area appartiene alla Provincia
Il tratto sequestrato farebbe parte di un compendio di proprietà dell’Amministrazione provinciale di Latina, comprendente anche un immobile situato a ridosso della strada. Da oltre vent’anni sia l’edificio sia la spiaggia sarebbero gestiti dalla struttura alberghiera in forza di una convenzione sottoscritta con la Provincia.
L’accordo avrebbe consentito al Miramare di integrare l’area nello stabilimento balneare adiacente, prevedendo anche condizioni economiche agevolate per i dipendenti dell’ente provinciale. Una gestione consolidata nel tempo e già sottoposta, negli anni, a verifiche da parte delle forze di polizia e degli uffici comunali senza che, almeno fino a questa stagione, fossero adottati provvedimenti di analoga portata.
È proprio la particolare natura dell’area a rendere più complessa la vicenda. Non si tratterebbe, infatti, di una tradizionale concessione demaniale marittima rilasciata dal Comune, ma di un bene appartenente al patrimonio della Provincia e affidato attraverso una convenzione. Occorrerà quindi comprendere se le contestazioni riguardino la validità o l’efficacia del titolo, le modalità concrete di utilizzazione della spiaggia, la presenza delle attrezzature oppure la necessità di ulteriori autorizzazioni amministrative.
Il precedente controllo del Comune
Il sequestro della Guardia di Finanza sarebbe stato preceduto da un controllo effettuato alla vigilia di Ferragosto dal Servizio Demanio marittimo del Comune di Latina, ufficio competente per concessioni, balneazione e servizi connessi sul litorale comunale.
In seguito a quella verifica sarebbe stato avviato un procedimento sanzionatorio nei confronti del gestore. I termini assegnati alla struttura per presentare memorie e osservazioni non sarebbero ancora scaduti quando è intervenuta la Sezione operativa navale della Guardia di Finanza, disponendo il sequestro preventivo dell’area.
Al momento non è stato diffuso un quadro completo delle violazioni contestate né è chiaro quale sia il rapporto tra il procedimento amministrativo promosso dal Comune e l’iniziativa di natura penale che ha portato all’apposizione dei sigilli. Il sequestro, peraltro, costituisce una misura cautelare e non comporta un accertamento definitivo delle eventuali responsabilità.
La struttura potrà adesso produrre la documentazione relativa alla convenzione con la Provincia e alle autorizzazioni utilizzate nel corso degli anni, oltre a valutare gli strumenti per chiedere il dissequestro dell’area. Saranno gli ulteriori accertamenti a stabilire se un modello di gestione proseguito per oltre vent’anni possa ancora considerarsi legittimo o se, invece, nel tempo siano cambiati i presupposti amministrativi necessari per l’utilizzo della spiaggia.
Il caso, dunque, non riguarda l’intero stabilimento Miramare, che continua a disporre della propria spiaggia attrezzata, ma una specifica porzione di arenile. Proprio su quel tratto, sulla natura del titolo utilizzato e sulle autorizzazioni necessarie si concentreranno ora le verifiche.