MINTURNO – Una telefonata da un sedicente maresciallo dei carabinieri, domande su una BMW e l’accusa di affittare “in nero a dei rumeni”. È quanto racconta Americo Zasa, ex consigliere comunale di Minturno, che questa mattina ha ricevuto una chiamata sospetta e ha deciso di renderla pubblica per mettere in guardia i cittadini.
“Mi ha chiamato un uomo che si è presentato come maresciallo dei carabinieri e mi ha chiesto se fossi proprietario di una BMW”, racconta Americo Zasa. “Poi ha detto che stavano facendo controlli perché avrei affittato in nero a dei rumeni. Ho cominciato a fargli domande e ha riattaccato”. L’ex consigliere ha subito segnalato la telefonata ai carabinieri: “Mi hanno riferito che ricevono segnalazioni ogni giorno e che soltanto oggi ne erano già arrivate cinque”.
Zasa ha scelto di raccontare l’episodio per invitare i cittadini alla prudenza: «Quando una telefonata sembra arrivare dalle forze dell’ordine, non bisogna lasciarsi intimidire. Se qualcosa non torna, interrompete la chiamata e contattate voi direttamente i carabinieri».
Il Comune di Minturno aveva già diffuso nei mesi scorsi un avviso, dopo una segnalazione della locale stazione dei carabinieri, sui tentativi di truffa compiuti da persone che si presentano al telefono come appartenenti all’Arma. Nell’avviso era descritto uno schema diverso: la falsa notizia di un incidente o di un problema giudiziario che coinvolge un familiare, seguita dalla richiesta urgente di denaro o gioielli. Anche le indicazioni dell’Arma ricordano che i truffatori possono usare la qualifica di carabiniere per rendere credibile la chiamata.
L’invito è a interrompere le conversazioni sospette, evitare di fornire dati personali e verificare autonomamente quanto viene riferito, chiamando il 112. L’Arma non chiede denaro o preziosi per risolvere incidenti e vicende giudiziarie.
Sul caso anche il vicesindaco Elisa Venturo ha pubblicato in giornata un post dal suo profilo Facebook:
“Anche oggi tante persone del nostro Comune hanno ricevuto telefonate riconducibili a tentativi di truffa.i l copione, questa volta, riguarda un presunto contratto o passaggio di proprietà di una BMW. Chi chiama arriva a spacciarsi per appartenente alle Forze dell’Ordine, parlando di Carabinieri o Polizia, e utilizza informazioni e dettagli tali da rendere il racconto estremamente credibile.
Non parliamo più di telefonate facilmente riconoscibili come false. Sono chiamate costruite per mettere paura, creare confusione, generare ansia e spingere soprattutto le persone più fragili ad agire senza avere il tempo di riflettere. Oggi, ancora una volta, diverse persone anziane hanno vissuto ore di paura e angoscia.
E la cosa che fa più rabbia non è soltanto il tentativo di sottrarre denaro. È la violenza psicologica che viene esercitata sulle persone: sentirsi osservati, sapere che chi telefona conosce alcuni dettagli della propria vita, avere paura che sappia dove viviamo o quali siano le nostre abitudini. E poi il timore che, non trovando ciò che cerca, qualcuno possa presentarsi a casa e diventare aggressivo.
Ne parlo anche da figlia di genitori che, purtroppo, hanno vissuto più volte tentativi di questo tipo. Gli appelli in televisione e sui giornali sono tanti, ma evidentemente non bastano. Per questo vi chiedo una cosa semplice: parlatene. E poi parlatene ancora. Parlatene con i vostri genitori, con i nonni, con gli zii, con il vicino anziano che vive solo.
Ricordiamo loro che, davanti a una telefonata sospetta, non devono consegnare denaro o oggetti di valore, non devono fornire dati personali e non devono fidarsi di chi mette fretta o incute paura. E soprattutto facciamo capire loro che possono chiamarci, a qualsiasi ora, anche solo per un dubbio. Perché qualche minuto del nostro tempo può evitare non soltanto una truffa, ma una paura che può rimanere dentro per molto tempo”.