SABAUDIA – Il sindaco Alberto Mosca ha rassegnato le dimissioni. L’annuncio è arrivato oggi, 22 ottobre, nel corso del Consiglio comunale, al culmine di una fase di crescente tensione all’interno della maggioranza che sostiene l’amministrazione cittadina.
A pesare sulla decisione del primo cittadino, ex generale dei Carabinieri, sarebbero state soprattutto le divisioni interne alla coalizione e le critiche arrivate nelle ultime settimane, in particolare da esponenti di Forza Italia. Una situazione che, con il passare dei giorni, ha reso sempre più evidenti le difficoltà politiche dell’amministrazione.
La rottura durante il Consiglio comunale
Il momento decisivo si è consumato nel corso della seduta consiliare di oggi. Durante i lavori, il presidente del Consiglio comunale e il consigliere di maggioranza Massimo Mazzali hanno lasciato l’aula. Un passaggio che ha preceduto l’intervento del sindaco, il quale ha preso la parola per annunciare le proprie dimissioni.
Nei giorni scorsi, Mazzali aveva espresso critiche nei confronti dell’azione amministrativa, contribuendo ad alimentare un clima già segnato da contrasti e malumori. Le tensioni non si sarebbero ricomposte e lo scontro politico è arrivato così alla sua manifestazione più evidente durante la seduta consiliare.
Nel motivare la propria scelta, Mosca avrebbe richiamato le divisioni nella maggioranza, con particolare riferimento alle contestazioni provenienti dall’area di Forza Italia. Un quadro che ha portato il sindaco a ritenere non più sostenibile la prosecuzione dell’esperienza amministrativa nelle condizioni attuali.
Venti giorni per tentare una ricomposizione
Le dimissioni aprono ora una fase delicata per il futuro del Comune di Sabaudia. La normativa prevede infatti un periodo di venti giorni durante il quale il sindaco può ritirare le dimissioni. Un intervallo nel quale potrebbero svilupparsi tentativi di mediazione per ricomporre le fratture politiche e verificare la possibilità di proseguire il mandato.
Resta da capire se esistano le condizioni per ricostruire un rapporto di fiducia tra il primo cittadino e le forze che lo sostengono. Le tensioni emerse nelle ultime settimane, culminate nell’episodio avvenuto in aula, rendono incerto il percorso di ricomposizione.
Al centro della crisi c’è soprattutto il rapporto con Forza Italia, le cui posizioni critiche avrebbero contribuito a indebolire gli equilibri della maggioranza. Saranno i prossimi giorni a chiarire se si tratti di una rottura definitiva o se sarà possibile trovare un nuovo accordo politico.
Sullo sfondo anche l’inchiesta sui chioschi
La crisi politica si inserisce in un contesto già complesso per l’amministrazione Mosca. Nei mesi scorsi, il Comune era stato interessato dagli sviluppi dell’indagine penale relativa ai chioschi sul litorale, che aveva portato all’arresto dell’ex vicesindaco Giovanni Secci.
Nella stessa vicenda erano emerse anche indagini a carico dello stesso Alberto Mosca. Si tratta di procedimenti da distinguere dalle dinamiche politiche che hanno condotto all’annuncio delle dimissioni e per i quali resta valido il principio di presunzione di innocenza.
Adesso l’attenzione è rivolta alle prossime mosse dei gruppi consiliari e alle eventuali iniziative per ricucire lo strappo. Per Sabaudia si apre una fase di incertezza istituzionale: i venti giorni previsti dalla legge rappresentano il tempo a disposizione per verificare se esistano ancora le condizioni politiche per andare avanti o se la crisi porterà alla conclusione anticipata dell’esperienza amministrativa.