LATINA – Solo due comuni – Priverno e Roccagorga – sui 38 facenti parte dell’Egato 4 hanno votato contro l’adeguamemto del piano tariffario dell’acqua in provincia di Latina per il triennio 2026-2028. Il resto dei comuni hanno votato a favore – a fronte dei 13 assenti – facendo quadrato sul piano politico a fronte del “timore” di subire la scure dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) che aveva previsto anche un incremento tariffario anche maggiore – del 9% – di quello approvato.
I 23 comuni che hanno licenziato il nuovo piano tariffario hanno una guida politica davvero eterogena: da Forza Italia al Partito Democratico, da Fratelli d’Italia ai civici. Il socio pubblico di Acqualatina è stato costretto a ritoccare “quanto basta” le bollette di un’utenza di 570mila abitanti per non incorrere nel rischio di subire d’”ufficio” le nuove tariffe annunciate dall’Arera. E così che le bollette idriche nel territorio dell’Egato 4 per quanto rimane del 2026 incrementeranno del 3,5%, per il 2027 del 4.5% mentre la percentuale dell’anno successivo sarà definita a breve. Acqualatina per il 2026 ipotizza di incassare 70milioni di euro, somme vincolate destinate a contribuire a finanziare gli investimenti nel momento in cui quelli sostenuti dai fondi del Pnrr sono in fase di esaurimento.
Il Pd ha deciso ancora una volta di votare insieme al centro destra con due sole eccezioni: quello contrario dei sindaci di Priverno Annamaria Bilancia e di Roccagorga Carla Amici. Il presidente dell’assemblea dei sindaci dell’Egato 4, il presidente della Provincia Federico Carnevale, ammette che al momento – la scadenza della nuova tariffaria era prevista entro il 31 ottobre 2026 pena l’intervento d’autorità dell’Autorità di garanzia – era “importante accontentarsi. Si pagherà leggermente di più ma come avrebbe potuto fare l’Area”.
Carnevale sottolinea l’ottimo lavoro svolto dalla segreteria tecnico operativa capitanata dall’ingegner Umberto Bernola anticipando quale sarà la prossima partita, quella dei conguagli da recuperare entro il 2029. “Lasciare invariate le bollette – ha specificato Carnevale – avrebbe provocato un possibile rischio,quelle di vedersi aumentate con importi maggiori le bollette negli ultimi anni di attività industriale di Acqualatina che scadono nel 2032”.