LATINA – Dodici articoli per disciplinare ed innovare i rapporti tra l’Asl di Latina e gli enti di terzo settore. Sono contenuti di uno specifico regolamento che, approvato dalla delibera numero 964 approvata il 30 ottobre scorso dalla direttrice generale aziendale Sabrina Cenciarelli, recepisce i dettami del decreto legislativo 117 del 3 luglio 2017 e delle successive modificazioni, in primis il Codice del Terzo settore.
Questo regolamento, redatto a quattro mani dalla direttrice dalla Uoc “Sviluppo organizzativo, Formazione e bilancio sociale” Assunta Lombardi e dalla responsabile del settore “Formazione e processi organizzativi” Marilisa Coluzzi, intende perseguire ulteriormente il miglioramento della sinergia tra l’attività istituzionale dell’Asl e gli Enti del Terzo Settore (di seguito “ETS”) che collaborano, in forma gratuita e attraverso l’apporto di volontari, allo svolgimento delle attività e dei servizi aziendali.
Sono diverse le finalità nel campeggiano nei 12 articoli del regolamento approntato dalla dirigente Assunta Lombardi. Innanzitutto “garantire trasparenza, imparzialità e parità di trattamento nella selezione e nella gestione dei rapporti con gli ETS; assicurare la coerenza delle collaborazioni con la missione istituzionale dell’Azienda e con i principi di sussidiarietà orizzontale previsto dall’articolo 118 della Costituzione; disciplinare le procedure di accesso, formazione, sicurezza e tutela assicurativa dei volontari operanti presso le strutture aziendali; definire le linee di responsabilità interne, con specifico riferimento alla UOC Sviluppo Organizzativo, Formazione e Bilancio Sociale, quale struttura di coordinamento e presidio del sistema dei rapporti con il Terzo Settore”.
La direttrice generale dell’Asl Cenciarelli precisa quali dovranno essere le azioni proposte dagli enti del Terzo settore che, “pur non sostituendosi in alcun modo alle competenze e ai compiti istituzionali, concorrono e collaborano al miglioramento della qualità assistenziale, offrendo un supporto globale e di umanizzazione durante i percorsi di prevenzione, cura e riabilitazione”. Secondo la “diggì” Cenciarelli il “volontariato e gli enti del Terzo Settore – ETS possono concorrere, nel rispetto delle rispettive competenze, al miglioramento dell’accessibilità, dell’accoglienza, dell’orientamento ai servizi, del supporto relazionale e della promozione della salute, senza sostituire le funzioni proprie del personale sanitario, sociosanitario e amministrativo”.
Secondo la dottoressa Cenciarelli l’Azienda “può instaurare rapporti di collaborazione con gli ETS secondo forme, alternative o concorrenti, per lo svolgimento in favore di terzi di attività di interesse generale per la realizzazione di progetti, anche innovativi e sperimentali, su specifici bisogni assistenziali, accordi di collaborazione occasionale o progettuale per iniziative di sensibilizzazione, informazione, accompagnamento e supporto non riconducibili a servizi organizzati e continuativi” e,infine, per la partecipazione a Tavoli aziendali di co-progettazione e co-policy, “quale ulteriore e distinta forma di collaborazione, anche non accompagnata dall’impiego diretto di volontari nei servizi”.
Su un aspetto la direttrice generale dell’Asl fa capire che non ci saranno deroghe allorquando scrive nella delibera d’approvazione del nuovo testo regolamentario che “le attività del volontariato previste nel Regolamento hanno natura esclusivamente non clinica e sono subordinate alla selezione dei soggetti, alla copertura assicurativa, alla formazione, all’assegnazione di un tutor, alla chiara delimitazione dei compiti, alla riservatezza e al rispetto delle procedure aziendali”.