LATINA, incidenti sul lavoro – Non conosce tregua sul territorio della provincia di Latina il fenomeno, gravissimo sul piano sociale ed anche economico, degli infortuni sui luoghi di lavoro. A confermarlo è la Cgil di Latina e Frosinone diffondendo una serie di dati che sono eufemisticamente inquietanti. Nel periodo gennaio–novembre 2025 nella provincia pontina ci sono state 3241 denunce di infortunio, 66 casi in più – secondo i dati dell’Inail – rispetto alle 3175 denunce (2,1%) rispetto allo stesso periodo del 2024. “Sono dati sconcertanti, eppure destano poca attenzione rispetto all’urgenza che la situazione richiederebbe – esordisce la Cgil – Il caso della provincia di Latina d’altronde non rappresenta un unicum nella regione dove pure emerge un quadro largamente preoccupante al netto del fatto che il Lazio, ancora una volta, si aggiudica la maglia nera segnando l’incremento più elevato di un Paese che già presenta un’impennata sul tema infortuni”. Per il principale sindacato italiano “occorre però entrare nello specifico dell’analisi per capire dove, come, e soprattutto chi sono le vittime di questa enorme falla nel sistema che continua ad impoverire e ledere la dignità di lavoratori e lavoratrici le cui vite messe in pericolo ogni giorno sotto gli occhi di tutti”.
La ripartizione nell’ambito della gestione dell’Inail vede primeggiare con una simbolica maglia nera i settori “Industria e servizi” con 2.292 denunce (70,7%), seguiti dal “conto Stato” con 648 (20,0%) e dall’Agricoltura con 301 (9,3%). Per i settori economici le denunce con settore ‘determinato’ sono 1656 (51,1%) mentre 1.585 (48,9%) risultano in settore ‘non determinato’ (ND). Nel perimetro dei settori determinati, si collocano ai primi posti la sanità con 177 denunce (10,7%), le costruzioni con 115 (6,9%) e il commercio al dettaglio con 114 (6,9%). Sul versante del genere, le denunce riguardano 2.097 uomini (64,7%) e 1.144 donne (35,3%). In termini di fasce d’età, le più interessate sono i 45–54 anni con 738 denunce (22,8%), i 55–64 anni con 669 (20,6%) e i 35–44 anni con 584 (18,0%).
La Cgil Frosinone Latina sostiene di adempiere al “compito di passare in rassegna tali dati, di renderli pubblici portandoli all’attenzione per segnalare con coerenza e lucidità l’estremo disagio che milioni di persone sono costrette a vivere. La soluzione per cui da sempre ci battiamo risiede innanzitutto nella richiesta di maggiori investimenti su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro al fine di ridurre gli infortuni invertendo la tendenza per portarla al minimo. La retorica degli “episodi” e delle “morti bianche” – conclude la segreteria interprovinciale di Latina e Frosinone del principale sindacato italiano – è una deresponsabilizzazione a cui non siamo più disposti ad assistere. Per questo vogliamo svelarne la sistematicità con dati certi, duri, incontrovertibili denunciando ancora una volta la sanguinosità che molto spesso il lavoro, quello privo di tutele, porta con sé”.