GAETA – Ma quanto vale il potere contrattuale e di controllo della segretaria generale del comune di Gaeta nei confronti dei dirigenti dell’ente? Il quesito scaturisce da una richiesta-sollecito di accesso agli atti che i consiglieri comunali del Partito Democratico Emiliano Scinicariello e Franco De Angelis hanno inviato alla segretaria generale dell’ente Patrizia Cinquanta e, per conoscenza, alla dirigente dello Sportello unico delle Imprese Annamaria De Filippis, al presidente del nucleo del nucleo di valutazione degli stessi dirigenti, il professor Bernardino Quattrociocchi, al sindaco Cristian Leccese e al presidente del consiglio comunale Gennaro Dies.
I consiglieri Dem incalzano o, meglio, chiedono l’intervento della segretaria Cinquanta per stigmatizzare quello che viene definito il comportamento omissivo della dirigente De Filippis in ordine alla legittima installazione dei totem pubblicitari che, presenti in diversi luoghi (naturalmente sui marciapedi) e lungo lo stesso Lungomare Caboto, sono gestiti da una società considerata la holding di un’importante emittente radiofonica di Gaeta. Si tratta di pannelli pubblicitari che, dopo Gaeta, da alcuni anni (soprattutto dall’avvento dell’amministrazione comunale di centro destra come quella gaetana) sono comparsi anche a Formia destando qualche timore e preoccupazione durante le giornate di maltempo e caratterizzate dal forte vento. Sono mesi, dal 27 gennaio, scorso, che i consiglieri Scinicariello e De Angelis chiedono di avere copia dei titoli autorizzatori di questi pannelli, la “ragione sociale del soggetto giuridico (o più soggetti giuridici) da cui il Comune di Gaeta incasserebbe per le installazioni e/o per l’utilizzo degli spazi pubblicitari in questione, nel caso in cui – come si ritiene – detti titoli autorizzatori fossero presenti”.
Due giorni dopo la presentazione al comune di Gaeta dell’originaria richiesta di accesso agli atti la segretaria Cinquanta – era il 28 gennaio – inviava copia di questa istanza alla dirigente del Suap De Filippis “chiedendo di evadere la stessa richiesta nei termini di cui alla Legge 241/90, dandone immediata comunicazione ai Consiglieri interessati”. In effetti la segretaria ha manifestato la sua disponibilità di evadere la richiesta del Pd e il 12 marzo 2026, dunque un mese e mezzo dopo la prima istanza, inviava una nota di sollecito alla solita dirigente De Filippis “affinché provvedesse agli adempimenti di competenza, sempre in relazione alla richiesta originaria di cui all’oggetto”. Un mese più tardi – era il 17 aprile scorso – sono stati gli stessi consiglieri Scinicariello e De Angelis a formalizzare un sollecito alla De Filippis ricordandole come, a quella data, fossero decorsi tre mesi dalla richiesta e, dunque, i termini previsti dalla legge numero 241/90.
E non è finita. Il 20 aprile la segretaria generale ha inviato un’ulteriore richiesta alla DirigenteDe Filippis, richiamando tutti i solleciti fino ad allora inviati “al fine di evadere la stessa nei termini previsti dalla Legge 241/90”. Facendo ricorso ad un salutare sarcasmo i due esponenti del Pd chiedono di conoscere l’entità dei “termini” a cui fa cenno la segretaria generale Cinquanta e danno un ultimatum di sette giorni al comune di Gaeta di avere copia delle richieste formalizzate “essendo decorsi i termini di legge (30 giorni), più volte richiamati, in misura intollerabile (siamo oggi oltre i 150 giorni!)”. La segretaria Cinquanta, a cui si rimprovera platealmente un scarso controllo sull’operato dei dirigenti del comune di Gaeta, è stata invitata ad esercitare il potere sostitutivo di cui dispone in caso di inerzia di un Dirigente al fine di concludere positivamente il procedimento amministrativo in corso”.
E se – come si profila – non sarà sufficiente il termine perentorio posto dagli stessi comunali del Pd? Scinicariello e De Angelis preannunciando che investiranno della questione il Prefetto Ciaramella “per le valutazioni di competenza in ordine alla tutela delle prerogative dei Consiglieri Comunali, nonché a segnalare la condotta omissiva presso le competenti sedi giudiziarie per l’accertamento di eventuali responsabilità per interruzione di pubblico servizio”. La vicenda – com’è prassi – è stata alimentata poi dai commenti al vetriolo sui principali social network dopo un post che Scinicariello ha pubblicato per conto del collega De Angelis: “Siamo oltre la frutta, anche oltre il caffè e l’ammazzacaffè, ma il conto no, quello non è ancora arrivato. Arriverà, sicuro, ed è anche chiaro chi lo pagherà. Le installazioni pubblicitarie sui marciapiedi sono certamente pericolose al punto di aver dubitato vi fossero le autorizzazioni per l’installazione. E poi, chi paga per queste installazioni?”.
Nel mirino anche sui social dei due consiglieri Dem è finita la dottoressa De Filippis con una valanga di quesiti: “Può un Dirigente ignorare del tutto i ripetuti solleciti di un segretario generale? Perché lo fa? È legittimo pensare che ‘qualcosa non quadri’ o siamo malpensanti? Se non ci sono autorizzazioni, perché è stata consentita l’installazione di questi totem pubblicitari? Perché non si può sapere se chi li ha installati paga, quanto paga e a chi paga? Sono soldi per occupazione di suolo pubblico e come tali entrano nelle casse comunali sono soldi di tutti i cittadini”.
E poi c’è il tema sulla “sicurezza”. Scinicariello e De Angelis hanno pubblicato una foto esemplificativa che, scattata da quest’ultimo, è emblematica per sottolineare la pericolosità ei pannelli/totem piazzati sui marciapiedi del lungomare fino a Villa Irlanda. “Il totem in foto è volato via per via del vento, poteva colpire un passante e fargli del male, o colpire la vetrata retrostante e romperla. E allora le domande sono queste: chi ha autorizzato quei pannelli ha obbligato a metterli in sicurezza? Se una persona viene danneggiata, al di là del danno fisico (cosa più importante)chiederà i danni al comune, chi ne risponde? Se il titolare della vetrata retrostante subisce il danno, ne chiederà il risarcimento al comune”.
E poi un’ultima, la più intrigante sul piano politico: “E’ possibile fare il consigliere comunale così? Poi qualche “tizio” si lamenta del denunciometro”. I consiglieri Scinicariello e De Angelis dicono di essere rimasti “pazienti fino ad ora, perché ci siamo resi conto che la Dirigente è stata impegnata a fare ben altre determine in questi ultimi tempi, tra autoliquidazioni e autoconferimenti di incarichi. E capiamo anche che sia gravoso gestire contemporaneamente i settori sociale, ambiente, Comando della Polizia locale e direzione del Consorzio Coises e tanto altro… ma ora pensasse a rispondere ai Consiglieri Comunali!” Se ci sarà tempo, naturalmente.
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