Smaltimento rifiuti dei Rifiuti di San Cosma ad Aprilia, il Cds chiede integrazioni

SANTI COSMA E DAMIANO – E’ lecita la ‘transumanza’ nell’intera provincia di Latina dei rifiuti prodotti dal Futuro Rifiuti zero (e dunque dei comuni di Formia e Santi Cosma e Damiano) prima di essere smaltiti presso il sito industriale della Rida di Aprilia? A questo intricante interrogativo venerdì ha cercato di dare risposta il Consiglio di Stato cui si sino appellati la municipalizzata dei comuni di Formia e San Cosma e Damiano contro una precedente sentenza del Tar che aveva accolto il ricorso del Centro Servizi ambientali di Castelforte contro la determina dirigenziale dell’amministratore unico della Frz Raffaele Rizzo di conferimento dell’incarico di smaltimento dei rifiuti all’impresa di Aprilia. Il Tar, censurando la decisione di Rizzo del gennaio 2025, aveva definito “fuorviante” l’offerta presentata dalla Rida rispetto a quella presentata dal Csa di Castelforte. I giudici amministrativi di Palazzo Spada si sono riservati la decisione se confermare o meno il pronunciamento del Tar e ha chiesto ai ricorrenti (alla Rida si è costituita anche la Regione) di integrare le loro lagnanze mentre il Csa continua a professare la sua linea che non riesce a fare breccia nel comportamento manageriale di Rizzo: i rifiuti prodotti vanno smaltiti nel centro autorizzato più vicino rispetto ai luoghi, Formia e Santi Cosma e Damiano, in cui vengono prodotti e, dunque, il Centro servizi ambientali della famiglia Giuliano-Ambroselli.
La discussione del ricorso della Frz” davanti il Consiglio di Stato è stata – come da previsione – interessante perché chi doveva questa volta difendersi, il Csa, ha portato nel suo arco due frecce. Il 17 ottobre scorso la Regione – la direzione del ciclo dei rifiuti- ha ricordato come i siti autorizzati in provincia di Latina (nel suo ambito territoriale, per la precisione) sono due siti dotati del Tmb, il sistema di trattamento meccanico biologico, la Rida ed il Csa di Castelforte, Ma con una sostanziale differenza: il sito del Csa, al contrario della struttura di Aprilia, si trova ad un tiro di schioppo, rispettivamente 15 ed un chilometro di distanza, dai Comuni di Formia e San Cosma. Se i legali del Csa continuano infaticabilmente a chiedere il rispetto del “principio di prossimità” sottolineato a ripetizione nel Codice dell’ambiente, la situazione venutasi a trovare è paradossale oltre che grave sul piano del presunto danno erariale; i mezzi della Frz devono attraversare l’intera provincia di Latina quando i rifiuti indifferenziati dovrebbero percorrere poco meno di 800 metri….. Sinora l’amministratore unico della Frz, Raffaele Rizzo (in cui incarico triennale conferitogli dall’assemblea dei soci è scaduto lo scorso novembre ed è probabile che gli venga confermato in occasione del Pef, il piano economico finanziario) ha sempre sostenuto – alla stessa stregua del sindaco di Formia Gianluca Taddeo – come il piano tariffario praticato dal Centro servizi ambientale di Castelforte fosse più oneroso per la municipalizzata dei comuni di Formia e Castelforte. Da qui la contestata decisione due anni di smaltire i rifiuti della Frz presso il sito della Saf a Colfelice, in provincia di Frosinone, una struttura – senza ombre di smentita – più lontana rispetto a quella del Centro Servizi ambientale di via Vario. Nelle controdeduzioni annunciate dai legali del Csa figurerà sicuramente una nota dell’Arera – l’Authority che si occupa della gestione delle risorse idriche ed energetiche – che ha considerato “regolamentata” la tariffa praticata dalla società di Castelforte a differenza di quella dell’apriliana Rida di via Valcamonica. Il Consiglio di Stato ha posticipato la sua decisione nell’udienza calendarizzata per il prossimo marzo. L’operato, discusso dalle minoranze al comune di Formia, della Futuro Rifiuti zero continua ad essere motivo invece di soddisfazione, economica e professionale, del suo studio legale, in particolare dell’avvocatessa Vittorina Teofilatto. Si discuterà il prossimo 28 gennaio il ricorso che ha presentato al Tar del Lazio il Csa contro la decisione del comune di Santi Cosma e Damiano di aderire alla municipalizzata Frz. Il Csa la scorsa estate è stato messo alla porta per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti da parte del comune dei santi medici in barba – come detto – alle perduranti disposizioni della regione Lazio che chiedono ai comuni di applicare un principio del Codice dell’Ambiente, quello di prossimità finalizzato a smaltire i rifiuti indifferenziati nel sito industriale autorizzato più vicino. Durante l’estate 2025 la Giunta del sindaco Franco Taddeo ha adottato una serie di provvedimenti amministrativi che, finalizzati ad aderire alla municipalizzata del comune di Formia, hanno di fatto rimpiazzato il comune di Ventotene ad essere il socio di minoranza della Frz dopo che avrebbero voluto rivestire questo ruolo le amministrazioni comunali di Minturno e di Spigno Saturnia. Il contratto di servizio tra il Csa ed il comune di Santi Cosma e Damiano era scaduto il 15 agosto ma si sapeva da mesi che il rapporto tra la Giunta Taddeo e la società della famiglia Ambroselli-Giuliano era ai titoli di coda ….nonostante l’apprezzamento effettuato per la gestione del ciclo dei rifiuti nel corso degli anni. Il Csa nel suo ricorso al Tar evidenzia come la decisione del comune di San Cosma e Damiano sia stata assunta davvero in tempi “smart”. E non è un caso che sono state impugnate la deliberazione numero 34 del 5 agosto 2025 del Consiglio Comunale del Comune di Santi Cosma e Damiano, dell’ordinanza numero 84/2025 del 6 agosto del sindaco Franco Taddeo, della determinazione numero 685/2025 del 12 agosto del responsabile del Settore Tecnico – Ambiente ed Attività Produttive del Comune di Santi Cosma e Damiano e di tutti gli altri atti della procedura finalizzata – come si sa- a dar vita al nuovo contratto per la gestione dei rifiuti solidi urbani. Inoltre il Csa ha chiesto di condannare sia il comune aurunco che la Frz per un affidamento definito illegittimo per un importo di 50mila euro o per la somma che definirà “congrua” il Tar durante il giudizio in programma il 28 gennaio 2026. Il comune di Santi Cosma e Damiano – e l’ha ribadito l’amministratore Rizzo durante la sua audizione nel consiglio comunale di Formia – si era detto “felice e soddisfatto” per la scelta operata dopo aver mitizzato in passato la gestione privatistica del ciclo dei rifiuti. A perorare le ragioni del comune aurunco sarà l’avvocato Giuseppe Di Principe, scelto nonostante l’ente abbia un rapporto di convenzione in materia di servizi legali con l’avvocato Luigi Rossi. Ma quest’ultimo a sorpresa (ma sino ad un certo punto) si è tirato indietro “per motivi di inopportunità e/o incompatibilità”. Nella delibera di Giunta di nomina dell’avvocato Di Principe l’amministrazione difende questa scelta affermando come l’avvocato Rossi – sancosimese di origini ma formiano d’adozione – non ha “un carattere di esclusività e pertanto il Comune può conferire incarichi anche al di fuori della convenzione”. Ma la scelta di Rossi è stata decisamente politica: avrebbe potuto difendere il comune di San Cosma e Damiano quando è consigliere di maggioranza al comune di …Formia che resta, nonostante tutto, il socio di maggioranza della Frz? Ma la scelta dell’avvocato Di Principe è stata motivata anche per un’altra ragione: “Garantirà un’equa ripartizione degli incarichi (di minore importanza) in quanto seriali e di importo contenuto”. Al di là delle informazioni sull’andamento del nuovo servizio a Santi Cosma e Damiano rese dall’amministratore Rizzo qualcosa va ancora migliorato nella comunicazione dell’utenza. Lo scorso ottobre era stato indetto per una giornata lo sciopero nazionale della categoria e la Frz aveva chiesto ai cittadini di evitare lo smaltimento del tipo di rifiuto previsto per quel giorno in prospettiva dell’adesione del suo personale alla forma di agitazione: la plastica. E invece i generosi dipendenti di San Cosma e Damiano della Frz hanno lavorato regolarmente e i cittadini di San Cosma e Damiano hanno dovuto tenere in casa…la plastica per un’altra settimana. I contenziosi aperti da Rizzo contro una determinata società del settore stanno facendo ipotizzare la tesi di un gratuito accanimento – non si esclude che la Procura di Cassino – abbia ricevuto segnalazioni a tal riguardo mentre sul piano politico si registra l’ennesima richiesta della consigliera comunale di Formia del Pd Imma Arnone che ha chiesto all’”esiliato” dirigente del settore Ambiente Pietro D’Angelo di rinnovare la convocazione del controllo analogo sulla Frz, la cui gestione “privatistica” merita “sempre di più le dovute verifiche anche alla luce della relazione di fine mandato” dell’amministratore Rizzo