Caringi lascia la presidenza del consiglio comunale di Terracina e diventa assessore

TERRACINA – Tanto tuonò che piovve. Ad un mese e mezzo dal suo avvio, è stato completato venerdì il rimpasto nella Giunta municipale di Terracina. Il sindaco Francesco Giannetti è stato costretto ad anticipare i tempi dopo che sabato scorso, in occasione del congresso cittadino, il coordinatore regionale di Forza Italia, il Senatore Claudio Fazzone, aveva annunciato la candidatura a sindaco (anche se le prossime elezioni amministrative si svolgeranno soltanto nella primavera 2028) del capogruppo di “Progetto Terracina” Alessandro Di Tommaso. Il sindaco era costretto a mescolare le sue carte dopo aver revocato l’incarico di assessore alle Politiche sociali alla leghista Sara Norcia perché sfiduciata dal suo gruppo consiliare sulla gestione politico amministrativa negli ultimi tre anni dell’Azienda speciale del Comune. La sua sostituzione avvenne rapidamente con la commercialista (ed ex candidata consigliera) Nicoletta Rossi che il 3 dicembre firmò per accettazione il decreto con cui era stata investita delle deleghe ai servizi sociali, politiche della famiglia, emergenza abitativa, pari opportunità, integrazione, trasporti scolastici, trasporto pubblico locale, servizi cimiteriali e tutela degli ambienti. Il secondo nuovo assessore prescelto da Giannetti era stato il presidente del consiglio comunale di Terracina Luca Caringi, di Fratelli d’Italia. Ma, dopo l’annuncio in diretta televisiva del sindaco, il colpo a sorpresa: l’esponente di Fdi decise di non sottoscrivere l’accoglimento dell’incarico assessorile (a differenza di quanto fecero i confermati Maurizio Casabona, Gianluca Corradini, Claudio De Felice, Alessandra Feudi, Antonella Isolani e Nicoletta Rossi) continuando a presiedere – come fece successivamente – consiglio comunale perché non soddisfatto delle deleghe che il sindaco Giannetti gli avrebbe voluto assegnare. A differenza di quanto aveva fatto Giannetti con il suo riconfermato “vice” Claudio De Felice assegnandogli le deleghe come le Grandi Opere, Infrastrutture, Pnrr, bilancio, programmazione finanziaria, fondi finanziari extracomunitari, Sportello, contenzioso e sistemi informativi. Caringi avrebbe ambito a diventare il neo assessore ai Lavori Pubblici accettando il sacrificio” di lasciare la presenza del consiglio, il ruolo di consigliere comunale e, con esso, di consigliere provinciale di Latina.

Caringi venerdì è diventato il settimo assessore perché, prima di firmare il decreto numero 5, il sindaco Giannetti aveva incontrato il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, il Senatore Nicola Calandrini, ed il diretto interessato, Luca Caringi. Ed il massimo dirigente provinciale di Fdi aveva chiesto per il suo consigliere un diverso trattamento che Giannetti – non volle Caringi in Giunta ad inizio del mandato nel 2023 perché, nonostante i 1000 voti raccolti, era semplicemente uno dei 32 indagati nell’inchiesta denominata “Free Breach” sul rilascio delle concessioni demaniali – non ha potuto dire di no alla luce di quanto avvenuto sabato scorso.

Il Senatore Fazzone in occasione del congresso comunale di Forza Italia aveva suonato la sveglia al sindaco Terracina anticipando che il capogruppo di Progetto Terracina sarà il candidato sindaco di una coalizione civica di centro destra. E così che il sindaco ha dovuto ridurre la portata delle deleghe a De Felice: non ha più quella ai Lavori Pubblici conservando le responsabilità amministrative al Pnrr, bilancio, programmazione finanziaria, Fondi finanziari extracomunitari, Sportello Europa, Nuove Opere e Nuove infrastrutture, contenzioso e sistemi informativi. Dalla ridistribuzione delle deleghe quella dei Lavori Pubblici è scomparsa, sostituita da “Manutenzioni ordinarie e straordinarie” di cui si occuperà il nuovo assessore Caringi insieme a viabilità, edilizia scolastica, edilizia sportiva, sviluppo delle periferie, decoro urbano, usi civici, Smart City, Suap, Attività produttive e finanche, caccia, pesca e gli immancabili pascoli. S’infittiscono intanto diverse indiscrezioni, una delle quale avrebbe convinto Caringi ad abbondonare la poltrona di presidente del consiglio comunale perché la sua rielezione alla Provincia sarebbe stata messa in forte discussione per il processo di riorganizzazione che sta interessando la componente interna a Fdi guidata da Tiero e, soprattutto, avrebbe avuto dallo stesso Senatore Calandrini e fors’anche dal deputato europeo Nicola Procaccini la promessa di essere il candidato sindaco di Fdi.

Naturalmente quando si voterà per le prossime amministrative. Nell’ambito di questo affannoso rimpasto di Giunta ora dovranno essere adempiuti alcuni obblighi. Il primo riguarderà la surroga nel consiglio comunale di Terracina di Caringi nella prima seduta utile: sarà il primo dei non eletti della lista di Fdi, Candido Luzzi. Caringi dovrà essere sostituito nel consiglio provinciale in cui era stato eletto nel marzo 2024. E’ pronto da fine novembre Alessandro Porzi che paradossalmente è consigliere comunale di una lista civica che al comune di Latina fa parte della maggioranza di Matilde Celentano ma – come detto – alle provinciali è stato un candidato di Fratelli d’Italia. E la maggioranza Fdi-Lega e lista Giannetti dovrà provvedere anche ad eleggere il nuovo presidente del consiglio comunale. E’ una posizione che rivendica Fdi e i nomi che circolano sono tre: Massimiliano Di Girolamo e due donne elette nel maggio 2023: Maria Pia Chionna e Silveria Giuliani. L’abbandono di Caringi del consiglio comunale ha riproposto il futuro politico di alcuni dirigenti della Lega che hanno lasciato il partito dopo la revoca assessorile a Sara Norcia. L’interessata ha smentito il suo passaggio nel nuovo movimento del generale Vannacci: “Come non mai sto bene dove sono – ha chiosato – Con la mia riacquistata libertà di decidere solo e soltanto per il bene della mia città”.