Sono state ricalcolate in ribasso le condanne per alcuni degli imputati che furono arrestati dai Carabinieri del Comando provinciale di Latina e da quelli della Compagnia di Formia nell’ambito del secondo processo bis promosso nell’ambito dell’operazione “Anni 2000”. La Dda di Roma ipotizzò l’esistenza di un’associazione a delinquere di stampo mafioso che tra i comuni di Minturno, Castelforte e Santi Cosma e Damiano avrebbe taglieggiato con minacce e incendi alcuni imprenditori per finalità estorsive e, oltre al possesso illegale di armi da fuoco, avrebbe messo su anche un fiorente mercato dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti. La Corte di Cassazione in un chiaro pronunciamento aveva annullato per tutti gli imputati la sussistenza dell’ipotesa associativa disponendo un nuovo processo d’appello che si è celebrato giovedì mattina davanti la prima sezione penale. E i giudici di secondo grado, nonostante la Procura generale avesse chiesto le condanne del primo processo d’appello, hanno assolto da tutte le imputazioni Ettore Mendico e Ciro Bonifacio (entrambi difesi dall’avvocato Pasquale Cardillo Cupo) ma anche Fabio Buonamano, Francisco ed Edoardo Parente assistiti dagli avvocati Pasquale Cardillo Cupo ed Enzo Biasillo.

La prima sezione d’appello ha accolto parzialmente il ricorso contro la sentenza di condanna primo grado di sei anni per Antonio Reale per l’ipotesi di reato di estorsione. L’ha dimezzata a tre anni di reclusione escludendo le aggravanti dell’uso delle armi e dell’associazione mafiosa, riducendo a tre anni la pena inflitta in primo grado e revocando le costituzioni di parte civile disposte dal Tribunale di Cassino a favore dell’associazione anti mafia “Antonino Caponnetto”. La Corte d’appello, inoltre, ha accolto in parte il ricorso degli avvocati Cardillo Cupo e Pasqualino Santamaria contro la sentenza di dieci anni e quattro mesi per Decororo Antinozzi. La Corte d’appello ha ridottto la condanna per l’uomo di Santi Cosma e Damiano per spaccio di droga a sei anni di carcere
Alessandro Forcina era stato condannato in primo anno per possesso dio armi e danneggiamento. La Corte d’Appello non gli ha riconosciuto l’aggravante mafiosa ma l’ha condannato a due anni per incendio doloso, pena sospesa. Ridotta altresí a 3 anni di reclusione la condanna per incendio per Sergio Canzolino che, assistito dall’avvocato Anna Marciano, era stato condannato in primo grado a sei anni per essere assolto in appello dall’accusa di danneggiamento. Anche in questo secondo processo d’appello gli imputati eccellenti erano Maurizio e Pierluigi Mendico, condannati in primo grado dal Tribunale di Cassino a 13 anni e mezzo il primo e a 10 anni e 8 mesi il secondo. I loro difensori, gli avvocati Cardillo Cupo e Camillo Irace, hanno chiesto ed ottenuto le aggravanti e l’associazione mafiosa e la Corte ha ridotto le pene ad anni 5 e mesi 8 per il primo e ad anni 6 per il secondo per le residue ipotesi di spaccio contestate. La donna del gruppo, Marica Messore, era stata condannata a quattro anni e 10 mesi in primo ed in secondo grado. L’assoluzione della Cassazione è stata confermata giovedì dai giudici d’appello che hanno fissato in novanta giorni il deposito delle motivazioni
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