CISTERNA, Corruzione – C’è molta attesa per la decisione che assumerà nei primi giorni della prossima settimana il Gip del Tribunale di Latina Barbara Cortegiano dopo lo svolgimento dell’interrogativo preventivo chiesto dal sostituto Procuratore Valentina Giammaria per sei persone, a rischio ora di finire ai domiciliari con l’ipotesi di reato di corruzione: Renio Monti, consigliere comunale di Cisterna, presidente della commissione consiliare Urbanistica e consigliere provinciale, del padre Domenico titolare di uno studio di architettura, Luca De Vincenti, dirigente comunale dei settori Lavori pubblici e Urbanistica, due imprenditori, David D’Ercole e Gabriele Califano. Davanti al Gip Cortegiano hanno fornito le loro versioni quasi tutti gli indagati sulla scorta delle indagini della Guardia di Finanza che, “abbracciando” quattro anni, hanno smascherato un rapporto corruttivo tra imprenditori e dirigenti del comune di Cisterna: la cessione di somme di danaro sarebbe servita per realizzare e accelerare alcune pratiche, soprattutto nel settore urbanistico. Gli inquirenti monitorato l’iter per la costruzione di un centro commerciale tra Corso della Repubblica e via delle Province. Secondo la versione accusatoria della Procura D’Ercole, rappresentante della società “3Heads srl”, avrebbe ricevuto da due funzionari comunali (anche loro indagati) il “consiglio” rivolgersi allo studio di architettura di Domenico Monti per la progettazione.
Da questo momento sarebbe entrato in scena il figlio Renio: consigliere comunale e presidente della commissione Urbanistica, l’esponente Dem si sarebbe impegnato, in cambio della cessione di un’importante somma di danaro, a far adottare alla giunta una delibera (risale all’ottobre 2022) per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria per un fabbricato a uso commerciale presentata, appunto, dalla società “3Heads”. E la procura ipotizza che Domenico e Renio Monti avrebbero ricevuto rispettivamente 75mila e 20mila euro ma padre e figlio, ribadendo la loro estraneità alle accuse mosse dalla Procura, hanno spiegato come il progetto originario sarebbe stato, nel corso del tempo, modificato rispetto a quello originario. L’inchiesta, inoltre, “poggia” su una seconda ipotesi di reato e il modus operandi sarebbe stato analogo alla prima: l’imprenditore Gabriele Califano, pur di ottenere il nulla osta per l’ampliamento della sua attività imprenditoriale (realizzazione e vendita di carrelli elevatori) lungo la strada regionale Pontina, avrebbe consegnato 40mila euro ad uno studio di architettura, di cui il dirigente comunale Luca De Vincenti era socio.
Il compito era quello di istruire e velocizzare l’approvazione di una pratica relativa al progetto di ampliamento del sito produttivo della famiglia Califano. Il Comune di Cisterna, di fronte a queste ipotesi accusatorie della Procura, è sotto shock e per il secondo giorno consecutivo è intervenuto il sindaco Valentino Mantini. Dopo aver espresso “fiducia” nell’operato della magistratura, il via a verifiche interne per fare luce su eventuali responsabilità o omissioni all’interno della macchina amministrativa, il primo cittadino cisternese ha convocato i capigruppo. “Ho richiesto al presidente del consiglio comunale la convocazione dei rappresentanti dei gruppi politici che siedono in consiglio, in relazione ai fatti che si sono susseguiti nella giornata odierna e che hanno visto il consigliere Renio Monti e il dirigente del nostro comune, l’architetto Luca De Vincenzi, sottoporsi a interrogatorio per le indagini preliminari che li riguardano”.