GAETA, Concessioni balneari – Dopo aver ottenuto dal Tar con la sentenza numero 3/2026 l’annullamento di tutti gli atti amministrativi e delibere adottate dal comune di Gaeta finalizzate a favorire la scalata ai suoi danni da parte di una società di recente costituzione (28 agosto 2024), la “Up srl” di Antonio Spinosa, lo stabilimento balneare Cab di Gaeta mette di nuovo alle corde il comune di Gaeta relativamente alla decisione, sempre più contestata, di ricorrere ai progetti di finanza per il rilascio delle concessioni ventennali per la gestione delle strutture turistico-ricettive. Il comune di Gaeta ha dovuto alzare di nuovo bandiera bianca nei confronti dello stabilimento di Serapo della famiglia Rossetti per un dietro front di dirigente appena arrivato che ora costerà ai cittadini contribuenti di Gaeta 3000 euro tondi tondi. La camera di consiglio davanti la seconda sezione di Latina del Tar c’era stata lo scorso 19 dicembre ma l’esito è stato pubblicato nella giornata di mercoledì stigmatizzando di fatto le contorte procedure seguite dall’amministrazione Leccese. I fatti. Il legale del Cab Srl, l’avvocato Andrea De Bonis aveva di fatto chiesto l’annullamento (“anche con un decreto monocratico presidenziale”) del provvedimento del neo dirigente del dipartimento Sviluppo Economico, Edilizia, Attività Pianificatoria e Patrimonio del comune di Gaeta Pasquale Sarao che il 19 novembre 2025, a fronte della richiesta della società Cab srl di beneficiare del rilascio di una concessione demaniale marittima per la finalità turistico-ricreativa”, rispondeva al privato richiedente di provvedere a quello che nella giustizia amministrativa si chiama “soccorso istruttorio”.
Il Comune di Gaeta, mentre sulla futura gestione del Cab aveva già promosso un’Opa chiaramente ai suoi danni, chiedeva ai suoi proprietari di riqualificare l’istanza di rinnovo entro un termine massimo di 10 giorni, di integrare la documentazione assegnandole un termine perentorio e di imporre un versamento di 2500 euro. Il Tar ha cominciato ad esaminare questo ricorso nell’udienza monocamerale del 29 novembre con il comune di Gaeta che, ormai costretto a stare sempre sulla difensiva, chiedeva di rigettare il ricorso dell’avvocato De Bonis. Ma a fare harakiri è stato lo stesso dirigente Sarao che, dopo due settimane dalla prima discussione davanti il Tar, faceva un’inversione di marcia a trecentosessanta gradi. Come? Annullando la richiesta di promuovere un soccorso istruttorio da parte della “Cab srl”. Era il 15 dicembre 2025. Era lo stesso comune di Gaeta, dunque a chiedere la “cessazione della materia del contendere” quando il privato aveva ottemperato puntualmente alle richieste provenienti dal settore urbanistica di piazza XIX Maggio. Ne hanno dovuto prendere atto che i giudici amministrativi – presidente Ines Simona Immacolata Pisano, giudice estensore Rosaria Natalia Fausta Imbesi – che hanno dichiarato, come detto, cessato il motivo del contendere ma hanno condannato l’amministrazione Leccese al pagamento al ricorrente 3000 euro, oltre agli accessori come per legge e al rimborso del contributo unificato. Questi 3000 euro si aggiungono ad un’altra lista della spesa che l’avvocato De Bonis il 29 gennaio scorso ha inviato con una Pec di sollecito all’avvocatura del comune e al sindaco di Gaeta. De Bonis ha chiesto il riconoscimento delle somme sostenute – 17.191,20 euro – in riferimento alla sentenza del Tar numero 3/2026 in ordine al ricorso (accolto) del “Cab srl” Rg 142-2025. L’avvocato De Bonis è stato oltremodo corretto quando ha ricordato al sindaco che il comune non deve liquidare il legale di Potenza ma l’amministratore unico della “Cab srl”, Gianluca Rossetti, perché nel frattempo è stato correttamente puntuale nel formalizzare il pagamento della parcella presentata dal legale incaricato. Mica come il comune di Gaeta che con i progetti di finanza voleva “innovare” la giurisprudenza italiana nel settore….La procura regionale della Corte dei Conti è stata già informata.