Commiato del presidente della provincia di Latina Stefanelli, i pretendenti alla successione

LATINA, Elezioni del presidente della Provincia – Orgoglioso di aver restituito all’ente una centralità nella vita istituzionale e sociale della provincia. Il presidente uscente della Provincia, Gerardo Stefanelli, ha dovuto gestire la sua commozione al termine del suo intervento che ha caratterizzato la manifestazione che, dal titolo “La Provincia di tutti”, gli è servita presso una gremitissima ex infermiera dell’Abbazia di San Benedetto per congedarsi dall’incarico che terminerà il prossimo 15 marzo. A fare da contorno a questo commiato sono stati numerosi cittadini, amministratori, associazioni e rappresentanti delle istituzioni per quello che, alla distanza, di è rivelato essere un momento di confronto e condivisione. Sono stati molti dei 32 sindaci in carica – il comune di Aprilia ha una guida Prefettizia essendo stato sciolto dal governo per mafia – che hanno affiancato il presidente della Provincia di Latina per una partecipazione definita “trasversale e unita”.

Stefanelli non poteva non sintetizzare i maggiori risultati amministrativi conseguiti (da una maggioranza formata da Forza Italia, Pd e liste civiche) da quando, alla vigilia del Natale 2021, vinse le elezioni battendo l’allora sindaco di Itri espressione di Fratelli d’Italia Giovanni Agresti. Su tutti gli investimenti sull’edilizia scolastica per ben 47 milioni di euro, la manutenzione e la messa in sicurezza delle strade provinciali con 26 milioni stanziati, le “tante” attività svolte in materia di tutela dell’ambiente per 5,4 milioni di euro, il rafforzamento del dialogo con i Comuni e la valorizzazione del patrimonio culturale. “Abbiamo lavorato – ha sottolineato Stefanelli – per rendere la Provincia una casa comune, capace di ascoltare e sostenere tutti. Un ente che non fosse distante, ma vicino alle esigenze reali dei territori”.

Stefanelli ci teneva da tanto a far visionare un video che “percorre e unisce tutto il territorio provinciale che corre lungo la via Appia. La Regina Viarum patrimonio Unesco divenuta il simbolo di unità, concretezza e visione di questi 4 anni di presidenza”. Stefanelli ha anche illustrato un volume che, snodandosi in 150 pagine, contiene le “cose realizzate” nonostante “le difficoltà economiche e normative che negli ultimi anni hanno interessato le Province italiane. Noi invece siamo riusciti a recuperare ruolo e credibilità, costruendo una rete solida con le realtà locali”. Il presidente uscente della Provincia ci teneva tanto avere come ospiti diversi rappresentanti del mondo culturale, scolastico, associativo e istituzionale, che hanno raccontato esperienze dirette di collaborazione positiva con l’ente. Daniele Pili, presidente di Coldiretti e della fondazione Biocampus ha evidenziato la capacità amministrativa di dare risposte che la Provincia ha avuto in questi anni e la grande sintonia e collaborazione instaurata con il Presidente Stefanelli “sempre pronto a ragionare nel merito delle cose e a sostenere progetti” come anche quello di Tesori Pontini. Fosco Esposito, direttore del Museo Piana delle Orme, ha parlato del lavoro svolto insieme per iniziative culturali e progettuali, sottolineando l’importanza di una Provincia attenta alla valorizzazione della memoria e dell’identità del territorio.

“La collaborazione istituzionale – ha detto – è fondamentale per far crescere progetti che parlano alla comunità”. Annamaria Bilancia, sindaco di Priverno, ha rimarcato il ruolo della Provincia come punto di raccordo tra i Comuni, soprattutto quelli di dimensioni più piccole: “In questi anni abbiamo trovato ascolto e collaborazione concreta. La Provincia è stata un partner affidabile”. Sulla stessa falsariga il fondano Vincenzo Mattei, vicepresidente di Forza Italia della Provincia. Ha evidenziato il lavoro di squadra portato avanti dall’amministrazione: “I risultati raggiunti sono frutto di una visione condivisa e di un impegno quotidiano, spesso silenzioso ma determinato e determinante”. Particolarmente toccante – come d previsone – è stato l’intervento di Giovanni Delle Cave, dell’Associazione familiari vittime della strada, che ha ricordato l’impegno comune per la sicurezza viaria e la sensibilizzazione: “Abbiamo trovato un’istituzione pronta ad ascoltare e a trasformare il dolore in azioni concrete per prevenire nuove tragedie”. I lavori sono stati conclusi dalla professoressa Paola Di Veroli, dirigente scolastica del liceo Manzoni di Latina. Ha posto l’accento sugli interventi sull’edilizia scolastica e sul dialogo costante con le scuole superiori del territorio: “Abbiamo percepito attenzione reale verso studenti e personale. La sicurezza e la qualità degli spazi educativi sono state una priorità concreta”

L’happening di fine mandato è servito a Stefanelli per annunciare, tra le righe, che la sua presidenza alla Provincia terminerà inderogabilmente il suo mandato il 15 marzo, giorno in cui i sindaci e i consiglieri comunali di 32 comuni pontini (mancheranno all’appello quelli di Aprilia essendo il comune sciolto per mafia) eleggeranno il suo successore. Che il sindaco di Minturno possa essere candidabile ed eleggibile per un secondo mandato gliel’ha detto domenica scorsa a Fondi il segretario regionale di Forza Italia, il Senatore Claudio Fazzone ma c’è un “ma”. Stefanelli tra poco più di un anno non potrà più guidare il comune di Minturno e, dunque, sarebbe costretto, qualora venisse rieletto il 15 marzo, a dimettersi da presidente della Provincia. Il Senatore Fazzone è stato più realista del re: serve dal 15 marzo un presidente che guidi l’amministrazione provinciale per quattro anni. E poi. I diktat che arrivano sempre più insistentemente da Roma sono altrettanto chiari: il centro destra pontino, ad un anno dalle elezioni politiche, deve essere unito per eleggere il neo presidente della Provincia anche perché, se non dovesse cambiare la legge elettorale, l’attuale Rosatellum, il collegio uninominale per il Senato, cui ambisce il Senatore Fazzone, non sarà altro che il territorio pontino, da Campoverde sino al Garigliano, isole comprese.

Stefanelli ha preso atto che l’inedita coalizione elettorale – Forza Itali, Pd e sindaci civici – “avallata” dagli ultimi due segretari regionali del Pd per guidare l’ente di via Costa negli ultimi otto anni, il compianto Bruno Astorre e Daniele Leodori, è giunta ai titoli di coda. Roma vuole a tutti i costi il centro destra unito e Stefanelli, prendendone atto, ha sgombrato il campo da un’altra possibile azione: essere ugualmente candidato presidente, ma solo per un anno, alla testa di una coalizione formata dallo stesso Pd (partito che non ha al momento un sindaco proprio da candidare….) e da alcune liste civiche. “Sarebbe ancora peggio – ha commentato – perché molti colleghi amministratori a ragione non capirebbero”. “Non chiedetemi il nome del candidato presidente perché non lo so. So che le segreterie regionali dei partiti di centro destra si stanno vedendo”. Stefanelli sapeva di dire una mezza bugia perché il tavolo del centro destra laziale si riunirà ufficialmente la prossima settimana per trovare una sintesi. E deve farlo anche con una certa tempestività perché le liste e le candidature alla massima carica della Provincia dovranno essere presentate domenica 22 febbraio (dalle 8 alle 20) e lunedì 23 (alle 8 alle 12).

Manca soltanto l’ufficialità ma il candidato presidente del centro destra – a meno di clamorosi colpi di scena – sarà il sindaco forzista (è stato candidato alle regionali del febbraio 2023) di Monte San Biagio, Federico Carnevale, il cui nome sarà indicato dal Senatore Fazzone con una puntualità degna di un orologio svizzero: rieletto sindaco nel 2024, cesserà il suo mandato nel 2029 quasi in concomitanza del suo eventuale incarico presidenziale a Latina dovrà potrà sfoggiare la sua esperienza e vasto bagaglio amministrativi. Quella di Carnevale si preannuncia essere una candidatura molto gradita soprattutto a Fratelli d’Italia. Il motivo? Il vice di Carnevale a Monte San Biagio è Arcangelo Biagio Di Cola che , originariamente della Lega, ha aderito nel marzo 2025 al partito di Giorgia Meloni ricoprendo deleghe chiavi come le Politiche sociali, Personali e Affari generali. In alternativa a Carnevale ci sarebbero altri tre nomi sui quali il centro destra potrebbe far quadrato: i sindaci di Itri Andrea Di Biase (il vice, Salvatore Ciccone, è emanazione diretta dell’assessora regionale Fdi al turismo e sport Elena Palazzo), di Sermoneta Giuseppina Giovannoli ( il presidente del consiglio comunale e delegato alla cultura e turismo è il “fratello” Pierluigi Torelli, area Enrico Tiero) e di Maenza Loreto Polidoro.

E il futuro di Stefanelli? Dovrà guidare ancora per un anno il comune di Minturno con i voti di Forza Italia e del Pd ma sa per primo che dalla primavera 2027 non andrà ai giardinetti di piazza Caio Mario a Scauri o in quelli di piazza Portanova a Minturno E se la promessa del Senatore Fazzone, per compensare il suo sacrificio, fosse quella di diventare “un giorno” il neo presidente di Acqualatina sino alla cessazione della sua attività industriale nel 2032? Stefanelli ha soltanto 50 anni e sa che non potrà fallire due degli appuntamenti elettorali che ha davanti: le politiche del 2027 o le regionali dell’anno successivo. Ma con chi? Solo il Pd può garantirgli qualcosa e solo su esplicita intercessione del leader nazionale di Italia Viva, Il Senatore Matteo Renzi.

Il vertice delle segreterie regionali del centro destra in programma la prossima settimana dovrà sciogliere un altro nodo: la candidatura a sindaco del centro destra al comune di Fondi alle amministrative della prossima primavera. E’ difficile, anche se non impossibile, che lo schieramento vada unito ed interessato a che ciò accada è il Senatore Fazzone, pronto a risolvere la pratica già al termine del primo turno con l’uscente Beniamino Maschietto o con un’alternativa da scegliere all’interno di Forza Italia (Vincenzo Mattei?).

Le prove di dialogo tra Fdi e la Lega per dar vita ad una coalizione alternativa all’attuale maggioranza di governo stanno conoscendo una tregua ed il carroccio fondano è convinto che, contrariamente a quanto si legge nei Vangeli, la schiena di un cammello passi in un cruna di un ago riferendosi ad obbligato accordo con Forza Italia. Lo stato maggiore della Lega attenderà l’arrivo mercoledì presso un albergo di Terracina del sottosegretario e vice segretario nazionale della Lega Claudio Durigon per capire il da farsi. “Ci chiederanno di allearci con Forza Italia – ha detto un dirigente che ha chiesto l’anonimato – Il generale Vannacci ci già cercato”