FORMIA – Cento anni a vegliare sulla città. La statua che domina il Monumento ai Caduti di Piazza della Vittoria a Formia celebra nel 2026 il suo centenario, confermandosi uno dei simboli più riconoscibili della città e uno dei luoghi più significativi della memoria collettiva.
Le celebrazioni prenderanno avvio alle ore 11, con la Santa Messa commemorativa officiata all’interno della chiesa di Santa Teresa d’Avila e proseguiranno con il Corteo cittadino, che sarà accompagnato in Piazza della Vittoria dalla Fanfara “appiedata” del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo. Seguirà la cerimonia dell’alzabandiera, gli interventi istituzionali e si concluderanno con il concerto della Fanfara del Quarto Reggimento Carabinieri a Cavallo.
L’opera venne inaugurata nel 1926, a pochi anni dalla conclusione della Prima guerra mondiale, nel periodo in cui in tutta Italia sorsero monumenti dedicati ai soldati caduti. A Formia, il monumento fu concepito non solo come omaggio ai concittadini che persero la vita al fronte, ma anche come luogo di raccoglimento e di identità civica, destinato a diventare il fulcro delle commemorazioni ufficiali.
L’autrice è la celebre scultrice australiana Dora Ohlfsen (1869-1948), artista di fama internazionale che visse a lungo in Italia e realizzò numerose opere celebrative tra gli anni Venti e Trenta. Per Formia ideò una composizione di grande forza espressiva: su un basamento in travertino si erge la figura bronzea di un fante a petto nudo, raffigurato nell’atto di tendere le braccia verso il cielo. Alla base, un rilievo con la Vittoria completa il messaggio simbolico dell’opera, che unisce il sacrificio del soldato alla speranza di pace e rinascita.
Il monumento fu realizzato nel clima di profonda elaborazione del lutto che seguì il primo conflitto mondiale. In quegli anni ogni comunità italiana cercò di dare un volto al ricordo dei propri caduti attraverso monumenti destinati a diventare luoghi permanenti della memoria. Anche a Formia la scelta cadde sulla piazza principale, trasformando quello spazio urbano in un punto di riferimento per la vita civile della città.
Nel corso del secolo trascorso la statua ha assistito ai grandi cambiamenti della città: dalla ricostruzione dopo la Seconda guerra mondiale allo sviluppo urbano, fino alle celebrazioni del 25 aprile, del 4 novembre e delle altre ricorrenze istituzionali che ancora oggi si svolgono ai suoi piedi. Generazioni di formiani sono passate davanti a quel monumento, che continua a rappresentare il legame tra la storia locale e quella nazionale.
Dal punto di vista artistico, l’opera costituisce una delle testimonianze più importanti della scultura monumentale del primo Novecento presente nel territorio pontino. La scelta di raffigurare un soldato idealizzato, anziché un ritratto realistico, richiama il linguaggio simbolista diffuso nell’arte commemorativa dell’epoca, trasformando il fante in un’immagine universale del sacrificio e del coraggio.
A distanza di cento anni, la statua di Piazza della Vittoria continua a svolgere la funzione per cui fu concepita: custodire la memoria dei caduti e ricordare alle nuove generazioni il prezzo della pace. Un monumento che non è soltanto un’opera d’arte, ma una pagina di storia che rimarrà scolpita per sempre.