FORMIA – Il pd di Formia, da sempre favorevole all’istituzione di un centro diurno pubblico per disabili, contesta le rette stabilite dall’amministrazione comunale, a suo avviso troppo esose rispetto ad altri comuni del territorio che hanno avviato un’esperienza simile. Di seguito la nota del partito democratico.
“Dopo oltre un anno di attesa, il Centro Diurno Comunale “FormiAbili” è arrivato finalmente alla pubblicazione dell’avviso per l’ammissione degli utenti. È un passaggio necessario, ma siamo ancora in attesa dell’effettiva partenza del servizio.
Su un punto non possono esserci equivoci: il Partito Democratico non ha mai contestato la realizzazione di un centro diurno comunale. Al contrario, lo abbiamo sostenuto e sollecitato, proponendo anche pubblicamente “La Casa Giusta” come sede adatta.
Quello che abbiamo contestato fin dall’inizio è il modo terribile in cui il Sindaco Taddeo ha gestito tutta questa vicenda.
Avevamo chiesto una cosa quasi scontata: fino all’apertura effettiva del centro comunale, bisognava garantire continuità ai servizi già esistenti, sostenendo tutti i centri diurni del territorio che da anni seguivano persone con disabilità grave. È quello che, del resto, è sempre stato fatto da tutte le amministrazioni precedenti, indipendentemente dal colore politico.
Una soluzione di semplice buon senso, tanto da essere condivisa anche in Commissione Servizi Sociali dagli stessi consiglieri di maggioranza.
Il Sindaco ha scelto invece di andare avanti da solo, ignorando perfino il lavoro della sua maggioranza e arrivando a revocare in malo modo l’assessora ai Servizi Sociali Nervino. Il risultato sono stati anni di tensioni inutili, famiglie lasciate nell’incertezza e spesso senza servizio.
Il Centro Comunale era stato annunciato come operativo per marzo 2025. Siamo arrivati molto oltre quella scadenza e ancora oggi l’avviso non indica una data certa di avvio del servizio. Parlare di successo, quindi, è quantomeno inopportuno.
Anche il sistema dei contributi diretti alle famiglie, scelto dal Sindaco in sostituzione del sostegno ai centri, ha dato risultati molto modesti: poche risorse effettivamente erogate e fondi rimasti in larga parte inutilizzati.
E adesso emerge un’altra questione pesantissima: la retta prevista per le famiglie.
La formula inserita nell’avviso può portare la compartecipazione fino a 1.200 euro al mese. Con un ISEE sociosanitario di 5.000 euro si pagherebbero comunque 200 euro mensili; con 18.000 euro, 720 euro; con 30.000 euro, 1.200 euro.
Sono cifre enormemente più alte rispetto a quelle previste in altri centri diurni comunali comparabili. Basta guardare a pochi chilometri da noi: a Minturno la tariffa massima ordinaria indicata per il centro diurno comunale è di 220 euro al mese. A Velletri la compartecipazione massima è di 100 euro mensili; a Terracina il servizio è gratuito fino a 10.000 euro di ISEE.
A Formia, invece, si può arrivare a 1.200 euro al mese e il trasporto non è neppure automaticamente compreso nel servizio. È una differenza che rischia di trasformare un servizio pubblico per la disabilità grave in un servizio difficilmente accessibile proprio per molte delle famiglie che dovrebbe sostenere.
La domanda allora è inevitabile: quanto c’è davvero di pubblico in un centro comunale se una famiglia può arrivare a pagare 1.200 euro al mese?
Il Sindaco Taddeo, invece di autocelebrarsi, dovrebbe spiegare come si è arrivati a queste cifre, su quali costi siano state costruite e perché Formia debba prevedere compartecipazioni così alte rispetto ad altri Comuni.
Dopo aver creato un problema dove prima esisteva un servizio, dopo aver messo in difficoltà famiglie e operatori e dopo oltre un anno di ritardo sull’apertura promessa, sarebbe davvero paradossale presentare ora alle famiglie anche un conto così pesante.
Il Centro Diurno Comunale deve essere pubblico non solo nel nome, ma nell’accessibilità. Su questo il Sindaco non può più rifugiarsi negli annunci: o rivede queste tariffe e rende il servizio davvero accessibile, oppure “FormiAbili” rischia di nascere già con un problema enorme costruito dalla stessa Amministrazione che oggi prova a celebrarlo”.