MINTURNO – Temeva di essere ucciso da un cartello di narcotrafficanti di cui secondo la magistratura brasiliana avrebbe fatto parte. Si trova rinchiuso nel carcere di Cassino Oliveira Da Cruz,il 22enne brasiliano che, destinatario di un mandato di cattura internazionale emesso dalle autorità giudiziarie del paese sudamericano, è stato arrestato martedì scorso a Scauri da parte dei Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Latina, al termine di un’indagine avviata dopo una segnalazione sulla possibile presenza dell’uomo in Italia. E Da Cruz era arrivato in Italia da quattro mesi e la sua presenza ai Carabinieri della Compagnia di Formia non era sfuggita monitorando la madre del giovane, trasferitasi anche lei in Italia e a Scauri perché legata sentimentalmente ad un uomo di mezz’età di Scauri.
Nel frattempo il giovane è diventato ufficialmente latitante il 25 agosto giorno in cui il Tribunale penale dello Stato brasiliano di Rio Grande do Norte aveva emesso una nostra ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di aver partecipato ad un’organizzazione criminale dedita al narcotraffico. E così che su richiesta dell’ufficio Interpol di Brasilia era stata diffusa una Red Notice per rintracciare l’uomo e procedere all’arresto provvisorio in vista dell’estradizione. Secondo quanto riferito dai carabinieri, il ricercato era conosciuto con lo pseudonimo di “Italiano”.
Nell’ambito dell’operazione Leviathan, le autorità brasiliane lo ritengono invece appartenente al Comando Vermelho, organizzazione criminale presente anche nella città di Mossoró e attiva, secondo gli investigatori, nel traffico di droga e armi. Da Cruz a Scauri si era di fatto ambientato. Viveva con la madre ed il compagno di lei e per non destare facili sospetti aveva trovato un lavoro come addetto presso una stazione di autolavaggio gestito da altri immigrati. Ai Carabinieri, appena individuato e bloccato, il giovane 22enne ha giustificato la sua latitanza in Italia e a Scauri riferendo di temere per la sua vita in Brasile dopo che per le sue ricerche in Italia si erano svolte sotto il coordinamento della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, con la collaborazione degli uffici Interpol e del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia. Dopo l’arresto è stata informata la Procura di Cassino.
L’uomo, assistito dall’avvocato Pasquale Di Gabriele, sarà chiamato a rinnovare questa sua linea difensiva venerdì quando comparirà davanti il presidente della quarta sezione della Corte d’appello di Roma, l’ex Gip del Tribunale di Latina Aldo Morgigni. Davanti al magistrato si svolgerà una sorta di interrogativo di convalida dell’arresto che per i casi oggetto di un ordine di cattura internazionale avviene davanti la Corte d’appello competente per territorio rispetto al luogo in cui la misura è stata eseguita.