Alghe non pericolose per l’uomo e batteri sotto soglia, le analisi dell’Arpa nel Golfo di Gaeta

FORMIA, GAETA, MINTURNO – Le alghe in mare? Nessun timore per la salute umana. Il fenomeno è naturale, acuito dalle elevate temperature dell’estate più calda che si ricordi. Si snoda in una relazione di 25 pagine una relazione con cui il dipartimento “Stato dell’ambiente” (servizio “Monitoraggio delle risorse idriche” ed ufficio “Risorse idriche” di Latina) dell’Arpa Lazio pensa di mettere una parola fine alle infinite polemiche delle ultime settimane circa le segnalazioni di schiume e di colorazioni anomale, potenziali fonti di inquinamento nelle acque marino costiere dei Comuni di Gaeta, Formia, Minturno. I responsabili Marco Le Foche e Laura Aguzzi hanno preso carta e penna per ribadire ai sindaci di Minturno,Formia e Gaeta, alle rispettive Polizie Locali, alla Capitaneria di porto di Gaeta, alle Guardia Costiera di Formia e di Scauri, al Dipartimento Prevenzione dell’Asl di Latina, alla direzione regionale Ambiente e per finire al Dipartimento “Ecologia” dell’Amministrazione Provinciale che ribadire fondamentalmente che la situazione è sotto controllo e non destano alcuna forma di preoccupazione in alcuni tratti del litorale pontino e di quello del Golfo in particolare la presenza di scie, schiume colorate o fenomeni di torbidità delle acque marine

Chiamata più volte in causa da segnalazioni di residenti e turisti e delle istituzionali del territorio circa una sua presunta latitanza sul problema, l’agenzia regionale Protezione ambiente si difende innanzitutto affermando come “svolga regolarmente la sua attività istituzionale di controllo delle acque di balneazione ai sensi della normativa vigente (decreto legislativo116/08 e Decreto del Ministero della Salute 30 marzo 2010), secondo il calendario ministeriale”. I campionamenti sono iniziati a partire dal mese di aprile 2026 (campionamento pre-stagionale) e proseguiranno fino alla fine della stagione balneare (30 settembre), come previsto da un decreto della Regione Lazio del 16 aprile scorso.

“Tutti i campioni effettuati da aprile ad oggi nell’area del Golfo (Minturno, Formia e Gaeta) sono risultati conformi ai limiti previsti. È utile ribadire – precisano i due dirigenti dell’Arpa – che la conformità delle acque di balneazione è definita dal rispetto dei limiti di legge delle concentrazioni di due indicatori microbiologici, Enterococchi intestinali ed Escherichia coli, come previsto dalla normativa e non dalla trasparenza, dalla torbidità o dalle colorazioni anomale delle acque. Per le acque marine questi limiti corrispondono, per singolo campione, a 200 MPN/100 ml per gli Enterococchi intestinali e 500 MPN/100 ml per Escherichia coli. Il campionamento viene eseguito in tutti i punti individuati dalla Regione mediante bottiglia sterile.

In particolare, i campioni di acqua di balneazione, devono essere prelevati 30 centimetri sotto la superficie dell’acqua e in acque profonde almeno un metro. I campioni, conservati ad una temperatura di 4°C durante il trasporto e lo stoccaggio, devono essere esaminati al massimo entro 24 ore. Gli Escherichia coli e gli Enterococchi intestinali sono considerati indicatori d’elezione per valutare l’inquinamento microbiologico di origine fecale, fungendo da campanello d’allarme di scarichi urbani non depurati o di malfunzionamenti fognari; pertanto, la definizione della conformità delle acque di balneazione tiene conto in modo diretto dell’eventuale contaminazione microbiologica causata dagli scarichi”. L’Arpa indossa i panni del pompiere per spegnere nuovi focolai di polemiche quando riferisce ai tre comune di Formia,Gaeta e Minturno, alla Capitaneria di Porto, all’Asl e alla stessa Regione come altri fenomeni come la torbidità delle acque marine, le colorazioni anomale o la presenza di schiume sono indicatori di particolari condizioni ambientali. Riguardano i fenomeni di fioriture (bloom) fitoplanctoniche “che, nondimeno, l’Arpa Lazio monitora costantemente nel corso dell’anno, ai sensi del decreto legislativo numero 152/06 (Codice dell’Ambiente – Parte terza “Tutela delle Acque”) e del decreto legislativo 190/10 (Strategia Marina)”.

L’intensa proliferazione di alghe microscopiche (fitoplanctoniche o fitobentoniche), che si verifica di norma dalla tarda primavera fino all’inizio dell’inverno, è “causata – rimarcano Le Foche e Aguzzi – principalmente falle condizioni climatiche favorevoli e dalla disponibilità di nutrienti (azoto e fosforo nelle acque marine) e sia, nella maggior parte dei casi, responsabile delle colorazioni anomale delle acque marine (verde, giallo, marrone,…) e della presenza di schiume.” L’Arpa Lazio ha fatto osservare ai tre principali comuni del Golfo che le colorazioni anomale delle acque marine costiere si possono osservare nei casi di fioritura algale a carico di alcune specie particolari quali, ad esempio, Prorocentrum triestinum (acque di colorazione verde), Fibrocapsa japonica (acque di colazione marrone), Tenuicylindrus belgicus (acqua torbida e schiume), Alexandrium pseudogoniaulax (schiume e mucillagini).

La Fibrocapsa japonica, una microalga particolarmente prolifica in queste ultime settimane lungo tutto il litorale della provincia di Latina, “non impedisce la normale balneazione e non rappresentano un rischio igienico-sanitario diretto per i bagnanti. E’ una specie potenzialmente ittiotossica e, dunque, -ammette questa volta l’Arpa Lazio – può causare sofferenza o mortalità nei pesci e nei molluschi a causa del rilascio di sostanze emolitiche e composti che danneggiano le cellule delle branchie. Non risulta tossica per l’uomo. Ostreopsis ovata è una microalga marina i cui picchi di fioritura nei mesi estivi possono, in particolari condizioni, sprigionare tossine in grado di causare disturbi temporanei e reversibili nell’uomo (riniti, febbre, tosse, irritazioni a occhi e pelle) principalmente tramite l’aerosol marino”. L’Arpa Lazio ha fatto sapere di monitorare le concentrazioni di questa microalga e, al superamento delle soglie, e di avvisare, quando è necessario, il Comune affinché il Sindaco emetta ordinanze di divieto di balneazione. In molti casi, a seguito della produzione massiva di queste microalghe viene rilasciato in acqua del materiale mucillaginoso brunastro che, una volta in sospensione, genera strie di agglomerati che alla vista può essere scambiato per inquinamento da scarichi.

Un altro aspetto che sta creando allarmismi riguarda la presenza di strie di schiume di colore bianco o marrone rinvenibili in mare nel periodo estivo, in particolare nei giorni immediatamente successivi a fenomeni caratterizzati da elevato moto ondoso e/o di forte vento. Per l’Arpa Lazio nella maggior parte dei casi “è dovuta all’energia stessa delle onde e alla presenza di sostanze tensioattive di origine naturale legate ai cicli di produzione del plancton. Queste schiume tendono naturalmente a concentrarsi in alcune aree a causa delle correnti marine locali e possono dare origine a nuclei di aggregazione anche per altro materiale presente sulla superficie del mare sia di origine naturale, come batteri, piccoli organismi, frammenti vegetali o pollini di pino (questi ultimi responsabili, tra aprile e giugno, della colorazione giallognola delle schiume), sia di origine antropica, come ad esempio frammenti di plastica”.

L’agenzia regionale di Protezione Ambientale sconsiglia “di immergersi direttamente nelle schiume, ma di attendere che queste formazioni si disperdano o spiaggino”. Per approfondimenti, visualizzazione dei risultati della balneazione o per ulteriori informazioni riguardo alla balneabilità delle acque l’Arpa ha diffuso un indirizzo web, https://www.arpalazio.it/ambiente/acqua/acque-di-balneazione” mente i risultati delle analisi delle acque di balneazione effettuate dalla stessa agenzia possono essere consultati anche sul Portale Acque del Ministero della Salute all’indirizzo: https://www.portaleacque.salute.gov.it/PortaleAcquePubblico/”