Da Boston a Gaeta, risale alle origini del nonno alla “Ruota degli Esposti”

GAETA, BOSTON – C’è un filo invisibile che lega Boston a Gaeta e al complesso monumentale della SS. Annunziata, un filo lungo più di un secolo che oggi si è finalmente ricomposto. Peter Del Col, 92 anni, ha attraversato l’Oceano Atlantico per compiere un pellegrinaggio che aveva nel cuore da una vita intera: rendere omaggio al luogo dove, nel lontano 1884, suo nonno Egidio fu affidato alle cure della Santissima Annunziata, dopo essere stato lasciato, appena nato, nella storica “ruota degli esposti”.

Ad accoglierlo, insieme al fratello Robert e ad alcuni familiari giunti apposta dagli Stati Uniti per questo momento, sono stati il Presidente di ASP Istituti Riuniti del Lazio, Prof. Alessandro Inserra, e la Direttrice dell’ente, dott.ssa Maria Veronica Gallinaro, che hanno voluto riservare alla famiglia un benvenuto caloroso e carico di significato.

Tutto ha inizio il 31 agosto 1884, quando un neonato viene esposto presso lo Stabilimento di Pubblico Beneficio di Gaeta. Pochi giorni dopo, il 4 settembre, il verbale di consegna registra l’affidamento del piccolo trovatello, a cui viene dato il nome di Egidio e il cognome Fragolino, matricolato con il numero 3264, alla balia Marianna Turco, moglie di Pasquale Tallini, residente nel rione Borgo di Gaeta. Da quel momento inizia la storia di un uomo che, attraversato l’oceano nei primi decenni del Novecento, costruirà negli Stati Uniti — tra Somerville e Rochester — una nuova vita e una famiglia numerosa, mantenendo per sempre, pur senza saperlo esprimere a parole, un’origine che affonda le radici nella terra di Gaeta.

Quel cognome, negli anni, si trasformerà in America in Frangolini, ma il legame con la città che lo accolse resterà intatto, tramandato di generazione in generazione fino a Peter, che oggi custodisce ancora la storia di quel bambino affidato alla ruota.

Questa storia, però, non sarebbe mai riemersa dall’oblio senza l’intuizione di una parente di Peter, Fulvia Ciaramaglia, che nell’aprile 2026 ha deciso di far luce sulle origini gaetane della famiglia, coinvolgendo la Direttrice dell’ASP-IRL dott.ssa Maria Veronica Gallinaro. Colpita dal desiderio della famiglia di ritrovare le proprie radici, la Direttrice ha affidato la ricerca documentale-archivistica al dott. Andrea Brengola, divulgatore storico.

Con pazienza certosina, Brengola si è immerso nei registri ottocenteschi del complesso, fino a ritrovare il verbale di consegna del 1884: il documento che attestava l’esposizione e l’affidamento del piccolo Egidio Fragolino. Una scoperta che ha dato il via, mesi dopo, al commovente viaggio di Peter Del Col a Gaeta.

Il culmine della visita è arrivato quando a Peter è stato mostrato l’originale verbale di consegna del 1884, il documento che racconta nero su bianco l’inizio della vita di suo nonno Egidio. Per alcuni istanti il tempo sembra essersi fermato: gli occhi di Peter, lucidi, hanno scorso quelle righe scritte più di un secolo fa, mentre la commozione si faceva strada tra i presenti.

“Grazie all’accoglienza di questo Istituto, noi oggi siamo qui,” ha dichiarato Del Col, con la voce rotta dall’emozione, davanti alla ruota degli esposti dove suo nonno fu abbandonato appena nato. “Guardare questo documento, toccare con mano la storia di mio nonno, è stato come chiudere un cerchio che la mia famiglia ha portato con sé per generazioni”.

Il Prof. Alessandro Inserra ha voluto sottolineare il valore di questi incontri, che trasformano l’archivio storico dell’Annunziata in un ponte vivo tra passato e presente: “Ogni volta che una famiglia torna a Gaeta per ritrovare le proprie radici, riviviamo insieme a loro il senso più profondo della missione di questo Ente: essere stati, per oltre un secolo, un luogo di accoglienza e di speranza. La storia di Egidio Fragolino, che dalla ruota degli esposti è arrivato fino in America dando vita a una famiglia numerosa e oggi a un discendente che torna qui commosso, è la testimonianza più bella di quanto la memoria possa attraversare il tempo e le distanze. Accompagnare Peter e la sua famiglia attraverso i nostri archivi storici, fino a mostrare loro il documento originale del 1884, è stato un privilegio. Vedere la commozione di chi, dopo 142 anni, ritrova fisicamente il luogo dove tutto è iniziato per la propria famiglia, ci ricorda quanto sia importante custodire e valorizzare questa memoria storica, non solo come documentazione, ma come patrimonio umano”.

Il Presidente Inserra ha voluto inoltre annunciare che questa giornata rappresenta solo il primo passo di un percorso più ampio: “Questo è il primo di una serie di momenti che vogliamo dedicare al ricordo dei tanti gaetani che, nel corso dei decenni, sono emigrati all’estero in cerca di fortuna, e dei loro discendenti che, come Peter, restano ancora profondamente legati a questa terra. Vogliamo che l’Annunziata diventi un punto di riferimento per tutte quelle famiglie sparse nel mondo che desiderano ritrovare le proprie radici gaetane”.

Dopo il momento davanti alla ruota degli esposti e la consultazione dei documenti d’archivio, la visita è proseguita con un giro degli ospiti presso la suggestiva Cappella d’Oro, altro luogo simbolo del complesso della Santissima Annunziata, che ha lasciato tutti i presenti senza parole per la sua bellezza e il suo valore storico-artistico.

Peter Del Col è ripartito da Gaeta con qualcosa che nessun documento d’archivio, per quanto prezioso, potrà mai restituire completamente: la sensazione di aver finalmente toccato con mano il punto esatto in cui la storia della sua famiglia ha avuto inizio.

Un bambino affidato a una ruota nel 1884, un nome scritto su un registro ingiallito, un viaggio attraverso l’oceano e attraverso i decenni: oggi, grazie all’accoglienza di ASP Istituti Riuniti del Lazio, quella storia ha trovato il suo giusto epilogo, e insieme un nuovo, commovente capitolo.