LATINA – C’è una nota impresa specializzata nella vendita di materiale edile della provincia di Latina tra le tre società cartiere finite sotto la lente d’ingrandimento della Procura della Repubblica di Nola che, al termine delle indagini della Compagnia di Casalnuovo di Napoli della Guardia di Finanza, ha sequestrato ai danni di sette persone – tra cui il rappresentante legale dell’azienda pontina – beni per un importo di un milione e 535 mila euro e ha bloccato crediti fiscali riferiti ad attività per imposte anticipate (Deferred Tax Assets – Dta), risultati fittizi, quantificati in 133.198.312 euro. Secondo le indagini svolte dai finanzieri del Capitano Giorgio Ruta ad incassare illecitamente la gran parte di questi crediti fiscali sarebbe stata proprio la società cartiera della provincia di Latina che – in base agli accertamenti condivisi dalla Procura nolana – avrebbe nel corso degli ultimi anni “sottratto” allo Stato crediti fiscali che non le spettavano per un valore poco superiore ai 90 milioni di euro.
Le indagini delle Fiamme Gialle della Compagnia di Casalnuovo di Napoli erano scattate quasi per caso nel corso di una verifica fiscale nei confronti di una ditta individuale di Somma Vesuviana, operante nel commercio di materiali edili. Gli uomini del Capitano Ruta avevano riscontrato la presenza di rapporti commerciali tra l’impresa verificata e alcuni contribuenti privi di sedi operative e con pregresse irregolarità fiscali a loro carico, con fatture per operazioni mai avvenute in favore dell’azienda controllata, allo scopo di consentire un milionario risparmio d’imposta.
A seguito di un’analisi dei fornitori, è emerso che tre società ‘cartiere’, due con sede a Napoli e la terza in provincia di Latina (non è stata resa nota la località in quanto gli accertamenti sono tuttora in corso e potrebbero conoscere nuovi e significativi risvolti), benché prive di operatività, avevano presentato dichiarazioni fiscali artificiose, al fine di costituire crediti di imposta milionari da utilizzare in compensazione delle imposte dovute oppure per cederli a terzi. Sono state sequestrati tre immobili, quote sociali e saldi attivi, dal valore complessivo di oltre – come detto – di un milion e mezzo di euro, nonché il blocco tempestivo dei crediti fiscali fittizi, quantificati in oltre 130 milioni di euro.