SPERLONGA – Ha avuto una durata davvero fulminea il processo iniziato venerdì mattina davanti il collegio penale del Tribunale di Latina (presidente Mario La Rosa, a latere giudici Mongillo e Ciccone) per uno degli imputati ‘eccellenti’ dell’inchiesta denominata “Sistema Sperlonga”, l’ex Colonnello dei Carabinieri (ora in pensione) Giuseppe Grimaldi. E’ stato accusato ed è finito a domiciliari per la presunta accusa di corruzione per essere stato presidente della commissione del concorso per funzionario amministrativo che, indetto dal comune di Sperlonga, registrò l’affermazione dell’avvocato di Itri Vittoria Maggiarra. Se quest’ultima, difesa dall’avvocato Vincenzo e Matteo Macari e Gaetano Netani, è stata l’unica a non essere stata raggiunta da alcuna misura cautelare nonostante l’accusa piovutale fu quella di aver vinto un concorso pilotato a tavolino, il dibattimento per l’ex Colonnello Grimaldi ha registrato un primo ‘pit stop’ grazie al determinante intervento del suo legale difensore.
L’avvocato Renato Archidiacono ha chiesto ed ottenuto un rinvio del processo, che ha preso il via con il giudizio immediato, al prossimo 25 febbraio. E il motivo scaturisce da un inverosimile corto giuridico verificatosi lo scorso luglio. Nonostante si trovasse ai domiciliari, il Colonnello Grimaldi comparve davanti il Gup del Tribunale di Latina che avrebbe dovuto decidere se rinviarlo o meno a giudizio con l’accusa – come detto – di corruzione. L’avvocato Archidiacono eccepì un difetto di notifica e le carte tornarono negli uffici della Procura in via Ezio. Il magistrato titolare delle indagini, il sostituto procuratore Giuseppe Buontempo, sapendo della scadenza imminente della custodia cautelare ai domiciliari per l’alto ufficiale dell’Arma, tentò di anticipare la difesa chiedendo e ottenendo il rito immediato per Grimaldi, nel frattempo tornato libero dopo che il Riesame aveva annullato l’ordinanza cautelare notificatogli dal Gip del Tribunale di Latina. Dunque per Grimaldi nessuna udienza preliminare, nessun rinvio a giudizio ma la Procura chiese ed ottenne il giudizio immediato che ora si è …fermato.
L’avvocato Archidiacono ha chiesto al collegio giudicante che si “allineassero” il processo per il suo assistito e quello degli altri indagati che deve in effetti ancora iniziare. E’ prevista per il 17 novembre prossimo l’udienza preliminare e a decidere il rinvio a giudizio, tra gli altri, dell’ex sindaco di Sperlonga ed ex presidente della Provincia Armando Cusani sarà il Gup del Tribunale di Latina Paolo Romano. L’ipotesi di reato è sempre la corruzione – secondo l’inchiesta svolta dai Carabinieri della locale Stazione e della Compagnia di Terracina– e a “rischiare” un nuovo processo, oltre a Cusani (sospeso dall’incarico di primo cittadino per effetto della legge “Severino” dopo essere stato condannato a sei anni per l’inchiesta Tiberio ma pronto ad affrontare agli inizi del 2027 l’appello),sono l’ex segretaria generale del Comune di Sperlonga, Massimina De Filippis, Giuseppe Mario Di Lelio detto “Ciccillo” – l’ex sottoufficiale dei Carabinieri, definito “uomo di fiducia” di Armando Cusani- il luogotenente dei Carabinieri della Tenenza di Fondi, Gianluigi Simonelli, l’Agente della Polizia Locale di Sperlonga, Giuseppe Di Lelio (classe 1969) e, ancora, Federica Vaccaro e Simonetta D’Arcangelo (accusate di falso in relazione all’attestazione di alcune particelle immobiliari in località Salette) ed Enrica Perfidi per il sequestro di un cantiere.
L’avvocato Maggiarra, diventata nel frattempo regolare dirigente dell’Area “Territorio e Ambiente” del comune di Sperlonga, non dovrà affrontare alcuna udienza preliminare ma la sua dolorosa vicenda, umana e professionale, è echeggiata venerdì nel processo per l’ex colonnello Grimaldi per fatti davvero datati, risalenti al 2021-2022. In base ad alcune intercettazioni dei Carabinieri di Sperlonga e della Compagnia di Terracina sarebbe stata promossa una presunta condotta corruttiva posta in essere dal Sindaco dell’epoca di Sperlonga Cusani, dalla Segretaria Comunala Massimina De Filippis e da un fedele collaboratore del primo cittadino, anch’egli un ex Sottufficiale dell’Arma, Giuseppe Mario Di Lelio. Il destinario di queste pressioni sarebbe stato proprio il Colonnello Grimaldi che, nella veste di Presidente della Commissione esaminatrice, avrebbe dovuto far si che quel concorso lo vincesse l’avvocato Maggiarra.
Le cose non andarono completamente così in quanto la Maggiarra arrivò seconda anche se poi fu recuperata grazie alla decisione della vincitrice della prova di andare a lavorare altrove. Il processo per Giuseppe Grimaldi ruota tutto attorno alle presunte condotte corruttive poste in essere dall’agente della Polizia locale del Comune di Sperlonga, Giuseppe Di Lelio. Si sarebbe messo a disposizione di un fedele collaboratore del Sindaco ottenendo in cambio la promessa che si sarebbero adoperati a fare arruolare il figlio nelle Forze Armate. Il “gancio” romano sarebbe dovuto essere niente meno che Ettore Bernabè, l’ex amministratore delegato di Telecom. L’avvocato Archidiacono ha inserito il nome del manager nella lista testi della sua difesa aggiungendo di provare a sconfessare un altro elemento accusatorio della Procura e,cioè, che il famoso manager è stato impegnato in politica nel triennio 2022-2024. “Niente di più falso -ha tagliato corto il penalista – Il dottor Bernabè in quegli anni faceva tutt’altro e lo verrà a dire lui in aula”. Quando sarà..
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