Scompare Pierino Forte, ideatore del presepe vivente di Maranola

FORMIA, Maranola – Sarà una festa patronale di San Luca all’insegna della tristezza e del dolore quella che vivrà nel fine settimana la comunità di Maranola a Formia. Il borgo aurunco sabato mattina si fermerà per tributare l’ultimo saluto ad un personaggio che si è rivelato fondamentale per la sua crescita culturale, sociale e aggregativa. Pietro Forte, per tutti Pierino, all’età di 77 anni ci ha lasciati un po’ più poveri dopo una lunga e vana lotta contro un male che lo ha sottratto all’adorata moglie Angela e alle figlie Lilli e Roberta. Se cristianamente la morte costituisce sempre un sinonimo di speranza, Pierino in queste ore di lutto comunitario è forse il più contento di tutti: potrà riabbracciare il suo adorato Maurizio che quasi trent’anni fa cessò di vivere giovanissimo a Ventotene dove d’estate si recava perché ricercato per la sua riconosciuta laboriosità.

La morte di Maurizio ha segnato naturalmente l’esistenza di Pierino e di tutti i suoi familiari ma Pierino per rinvigorire giorno dopo giorno la memoria del figlio scomparso giovanissimo aveva coronato un suo sogno: la creazione di un ranch che, a fronte della pigrizia, indolenza e rassegnazione di tanti maranolesi, ha rappresentato un primo modello di un esempio di imprenditoria che, “dal basso” , ha dimostrato che il parco regionale dei Monti Aurunci non è ghetto, né una riserva a prescindere, ma uno strumento per favorire forme di sviluppo innovative ed ecosostenibili.

Pierino Forte ha lasciato Maranola interdetta e più povera perché era il primo a sapere, tra i maranolesi, che nel 2027 è in programma il trentennale della costituzione dell’ente parco (nell’ambito della legge 29 del 1997, primo presidente fu un maranolese allievo di Pierino Forte, Vincenzo “Becio” De Meo) che, grazie anche a lui e ai suoi adorati cavalli, stava conoscendo finalmente una svolta in termini economici, occupazionali e rispetto della natura. “I nostri giovani devono rimanere qui – ci diceva – perché hanno i presupposti per concretizzarsi grazie a tanti doni che abbiamo”.

Pierino Forte era decisamente innamorato di Monte Ruazzo, di Monte Petrella, di Monte Redentore e soprattutto della sua Maranola dove esattamente 50anni fa esatti è stato, insieme a tanti pionieri di quell’epoca (tra tutti Mimmo Forte, Angelo D’Onorio De Meo e Angelo Riccardelli, uno dei fondatori del gruppo Scout Maranola I° che, fedele all’insegnamento di Baden Powell, ha sempre coniugato il rispetto (anche di tipo francescano) e tutela per la natura con una forte e sincera devozione religiosa, naturalmente d’ispirazione cattolica. Quel gruppo di “capelloni” maranolesi il gruppo Scout Maranola I°, naturalmente l’ dell’Agesci (Associazione guide e scouts cattolici italiani), l’aveva costituito per applicare sul campo il sostantivo inglese che, ora molto in voga nello sport e nel calcio, significa esploratore.

Il gruppo Scout Maranola I° ufficialmente nacque a Gaeta e un motivo c’era: questa associazione aveva bisogno dell’imprimatur della chiesa del Golfo, insomma dell’Arcidiocesi di Gaeta. Poi la decisione di ubicare il gruppo nella zona attigua alla chiesa parrocchiale di San Luca per intitolarlo ad un sacerdote-monumento che ha permesso alla frazione più importante di Formia di riscattarsi e di mettere alle spalle le macerie e i lutti, umani e materiali, derivanti della seconda guerra mondiale. Quel sacerdote sapiente, raffinato che ci sapeva fare con i giovani si chiamava Don Benedetto Ruggiero. Questi “Indiana Jones” avevano un’infinita voglia di scoprire cose e modelli nuovi.

E così sempre quel gruppo che aveva dato al gruppo Scout Maranola una sera d’estate del 1974 parlottando in piazza Antonio Ricca ebbero un’idea geniale che avrebbero potuto avere gente come Gianni Borgna o Renato Nicolini: perché non facciamo un presepe vivente coniugando la tradizione agro-pastorale di Maranola e delle sue montagne con le scene della Natività. Pierino Forte fu testardamente convinto che il Presepe Vivente – contrariamente a quanto avviene oggi per ragioni di sicurezza- doveva iniziare la Notte di Natale. E così che il debutto avvenne la notte del 24 dicembre 1974 e il viaggio di Maria in dolce attesa con Giuseppe iniziò sulla schiena di un asinello da piazza Ricca con una colonna sonora che – secondo una ricostruzione mai smentita – fu osteggiata dal nuovo parroco di Maranola e assistente spirituale degli Scout I°, don Antonio De Meo. Fu quella tratta da “Jesus Christ Superstar”, l’opera rock composta da Andrew Lloyd Webber con testi di Tim Rice che, ispirando alle vicende dell’ultima settimana della vita di Gesù, furono narrate dalla prospettiva originale del punto di vista di Giuda Iscariota, rappresentando il conflitto umano e ideologico tra i due personaggi.

E così che nacque un circolo che si chiamava “Maranola Nostra”, poi trasformato nel 1984 in un’associazione e, lo scorso anno, in una moderna Ets. Il suo attuale presidente è l’ingegner Claudio Severino Filosa, nipote di quell’Angelo D’Onorio De Meo che di “Pierino” era il migliore amico. L’ingegner Filosa ci ha fornito uno degli ultimi scatti in pubblico di Pierino Forte: era esattamente un anno fa, la vigilia della festa di San Luca e Pierino rubò la scena per la gioia di tanti incontenibili bambini “piombando” come l’angelo dell’Apocalisse sul ”tondo” di piazza Ricca. Pierino non era amante dei riflettori. Tutt’altro.

La morte improvvisa del suo Maurizio l’aveva reso ancora più timido ed introverso. Appariva su uno dei suoi cavalli per lanciare due messaggi che forse in pochi hanno colto: il rispetto di quello che ci circonda deve coniugarsi con la necessità di mantenere vive tradizioni ed il proprio passato. “Sono conditio sine qua non- ripeteva per costruire un futuro migliore”. E i suoi interlocutori continuavano ad essere i giovani. Anche loro hanno apprezzato l’infinita bontà, generosità e duttilità di un vero personaggio che ha deciso di andarsene alla vigilia di una delle tre feste patronali di Maranola che più prediligeva, quella di San Luca.

La scomparsa di Pierino Forte ha suscitato commozione e cordoglio ed il quattro volte sindaco di Formia Sandro Bartolomeo con un post sui social l’ha voluto ricordare così: “Ci sono persone che si identificano e rappresentano, più di altre, il proprio territorio . Pierino era tra questi : i cavalli , il monte Redentore , il gruppo scout , Il Presepe Vivente le tradizioni della sua Maranola al primo posto . Una gran bella persona ci ha lasciato . Ti abbraccio Angela , hai perso un tesoro”.

E sabato mattina, alle 10,la chiesa dell’Annunziata di  Maranola sarà troppo angusta per raccogliere quanti si stringeranno, fisicamente e spiritualmente alla moglie Angela e alle figlie Roberta e Lilli alle quali vanno le condoglianze di chi scrive e dell’intera redazione Potranno essere contente di un particolare: Pierino e Maurizio da sabato sono i custodi di un altro ranch, quello eterno…Ciao Pierino

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