Formia / Elezioni, Taddeo punta al bis e il centrosinistra cerca la quadra: il Pd apre a Iniziativa per Formia

FORMIA – Allargare…allargare…allargare. Il segretario regionale del Partito Democratico Daniele Leodori, partecipando sabato mattina al Castello Baronale di Minturno alla convention organizzata dal sindaco Gerardo Stefanelli per “festeggiare” il ritorno nel recinto Dem, aveva utilizzato tre volte questo verbo per lanciare un invito ma anche un monito alle segreterie del partito nei centri del sud pontino chiamati alle urne la prossima primavera per rivedere, estendendoli, i confini del campo largo e/o del fronte e/o, più semplicemente, del centrosinistra.
Questo auspicio di Leodori (e di Gerardo Stefanelli) è stato raccolto immediatamente. Martedì sera, a tre giorni dalla partecipazione del segretario regionale Dem alla convention di Stefanelli, una delegazione dell’associazione “Iniziativa per Formia” faceva ilsuo ingresso nella nuova (e ancora spoglia) sezione del Pd formiano in via Lavanga

A capeggiarla era il suo presidente Luca Scipione, affiancata dagli assessori al comune di Formia GiuseppeMasiello e Nicola Limongi, dall’ex consigliere comunale Luigi Scafetta e dall’ex consigliere comunale di Gaeta Mauro Sasso. Questa delegazione ha messo piede nel circolo Dem con l’indiretta investitra formalizzata sabato mattina da Leodori a Minturno. Aveva chiesto al Pd di recitare sì un ruolo da protagonista nei 18 comuni pontini (e soprattutto di quelli del Golfo) chiamati alle urne nel maggio 2027 anche se poi questa istanza al segretario Dem di Formia Stefano Scipione e al capogruppo ( e consigliere provinciale) Luca Magliozzi è stata soltanto riferita – qualcuno avrebbe anche video registrato l’intervento dell’ex presidente facente funzione della Regione Lazio – semplicemente perché i due esponenti del Pd formiano non c’erano a Minturno.

E una motivazione politica c’era per giustificare le assenze dei dirigenti Dem di Formia, di Gaeta e della stessa Minturno ritenuti vicini al consigliere regionale, Salvatore La Penna, che,impegnato contestualmente a Terracina ad un’iniziativa promozionale dell’Asl di Latina, ha dovuto assumere una linea difensiva da quando ha saputo dell’accoglimento della richiesta di iscrizione di Stefanelli al Pd.

“Iniziativa per Formia” da mesi aveva insistito per ottenere questo incontro. Alla fine l’ha ottenuto incontrando il segretario cittadino del Pd Stefano Scipione e questa volta il gruppo consiliare al gran completo: il capogruppo Luca Magliozzi e i consiglieri Alessandro Carta e chi realmente ha insistito più di tutti per farlo,la dottoressa Imma Arnone.

Chi si attendeva sfraceli che avrebbero rivoluzionato il corso della politica a Formia è rimasto deluso perche le due parti hanno ribadito in questo primo faccia a faccia le loro rivendicazioni: diventare il capofila, il centro boa di uno schieramento che rivendicando il ruolo del candidato a sindaco, deve poi contrapporsi con la potente macchina elettorale di Gianluca Taddeo.

Partecipando all’incontro minturnese con il segretario regionale Leodori, l’avvocato-presidente Luca Scipione ha messo piede (forse per laprima volta nella sua vita) nel circolo cittadino del Pd per lanciare un’Opa allo stesso Pd e al fronte progressista e diventare così l’allargameno del perimetro politico-elettorale auspicato da Leodori.

La decisione che dovrà assumete lo stato maggiore Dem di Formia è di capitale importanza. Scegliere l’avvocato Luca Scipione quale punto di riferimento per allargare al centro la coalizione significherebbe far abortire già nelle prime settimane di gestazione il campo largo che intende mandare a casa, dopo cinque anni e mezzo, il sindaco forzista Gianluca Taddeo.

Ecco perché è arrivato, dopo quarantacinque di dibattito, un nulla di fatto che le parti hanno considerato un bicchiere mezzo pieno perché “almeno cominciato a parlare”.

Il Pd è consapevole che alla sua sinistra i mugugni non mancheranno qualora ci fosse questa apertura auspicata dai suoi vertici regionali e provinciali. Potrebbe polverizzare in un sol colpo il già ristretto fronte progressista che – vedi i risultati delle elezioni amministrative di Fondi dello scorso maggio – ha racimolato poco più del 10% dei voti, un dato che arriverebbe al 20% se si affiancassero le percentuali degli altri candidati sindaco cosiddetti “d’area”.

Un fatto è certo. Il Partito Democratico di Formia un candidato a sindaco non ce l’ha. Il disimpegno ad accettare una seconda ricandidatura è stata ribadita dal capogruppo consiliare Magliozzi. Negli ultimi giorni è stato accompagnato da un altro garbato rifiuto. A dire di “no” è stato un altro avvocato, Gianluca Giattino che, nato politicamente nell’associazionismo ambientale, è poi confluito nella Margherita di Rutelliana memoria e, grazie al congresso fondativo del Lingotto, è approdato sulla riva riformista, cattolico-democratica del Pd.

Il suo nome garantisce equilibrio e moderazione ma il Pd ha chiesto un aggiornamento all’avvocato Scipione perché deve trovare un complicato equilibrio con la parte civica e movimentista dello schieramento, quello di Un’altra città dell’ex sindaco di Formia Paola Villa, di Avs (la sintesi di Sinistra Italiana e di Europa Verde) e del Movimento Cinque Stelle.

Se la riunione Dem-Iniziativa per Formia di martedì ha congelato il raggiungimento di un difficile (anche se non impossibile) accordo per la definizione di un’alleanza elettorale anti-Gianluca Taddeo con candidato sindaco avvocato Luca Scipione (“non abbiamo parlato assolutamente di candidature ma di definire un metodo”), gli altri partners del campo largo stanno facendo finta che non stia avvenendo nulla…

E così che il M5S, per esempio, avrebbe chiesto un indice di gradimento su una possibile sfida di un altro ed ennesimo avvocato, Mattia Aprea e la risposta – secondo è emerso – è stata assolutamente positiva. Consigliere comunale nella maggioranza di centro sinistra durante il quarto ed ultimo mandato di Sandro Bartolomeo, l’avvocato Aprea fu tra i primi a salire polemicamente sull’Aventino e a far precipitare quell’esperienza politico amministrativa dopo una promessa – secondo una ricostruzione mai smentita – mai mantenuta di consentirgli di guidare quella che sarebbe dovuta diventare una vera e propria società municipalizzata del Comune di Formia, la Golfo Ambiente.

Dell’incontro con la delegazione di “Iniziativa per Formia” il segretario democratico Scipione ha fatto il punto nel corso del direttivo di mercoledì sera. E’ stata presa in considerazione questa richiesta di allargare la coalizione con un timing quasi imposto dal presidente Scipione: il tempo, di fronte all’azione amministrativa del sindaco Taddeo, comincia ad essere un alleato tutt’altro che fedele..

GIANLUCA TADDEO INSEGUE IL BIS

Se il Pd sembra Tom Hanks nella mitica scena finale di Cast Away che, dopo un esilio forzato in seguito ad un incidente aereo su un atollo polinesiano, al primo incrocio nella normale e sconfinata America non sa quale strada intraprendere, il sindaco di Formia Gianluca Taddeo ha lanciato domenica la sua corsa al secondo mandato.

L’ha fatto nel giorno in cui nella frazione formiana di Maranola si festeggiava il Patrono San Luca e alla cui processione Taddeo partecipò nella serata del 18 ottobre 2021.Lo fece alcuni minuti dopo aver ottenuto la certezza matematica di aver battuto, per soli 38 voti, lo sfidante Amato La Mura al termine di una significativa rimonta nelle operazioni di spoglio del turno di ballottaggio.

Taddeo innanzitutto ha illustrato le linee guida del suo primo mandato (“Con impegno, passione e tanta responsabilità ho sempre avuto come unica meta il bene della nostra comunità Tante sono state le sfide, non facili, ma i veri cambiamenti avvengono solo con scelte determinate”).
Inevitabili i ringraziamenti all’intera sua amministrazione, dalla maggioranza Forza Italia-Fratelli d’Italia alla Giunta passando per i tanti delegati nominati(“con me hanno portato avanti la parte amministrativa esecutiva in piena ed armonica condivisione di intenti, non è mai mancato un numero legale in una commissione o in un consiglio comunale, abbiamo tutti la stessa idea di Città, ma soprattutto perchè abbiamo scelto la nostra solida squadra”) e ai cittadini. “In questi anni mi avete supportato con tanta amicizia e passione – ha aggiunto -Sono stati realizzati progetti importanti, con un unico sguardo quello della valorizzazione e allo sviluppo dell’intera comunità, dalla periferia al centro”

Il sindaco di Formia ha allontanato alcune indiscrezioni che lo volevano impegnato a cercare una candidatura alle regionali del febbraio 2028 che, per quanto riguarda il sud della provincia, spetta al consigliere regionale in carica ed ex sindaco di Gaeta Cosimino Mitrano. Per questo motivo ha annunciato ufficialmente la sua ricandidatura nelle amministrative del prossimo maggio: “Con la tenacia e determinazione che ci vengono riconosciute dobbiamo continuare a lavorare per la nostra straordinaria città. Per questo obiettivo abbiamo già riunito tanti cittadini – il riferimento alla ‘pioggia’ di delegati nominati qualche settimana fa – che vogliono aiutarci, altri ancora chiedono di poter far parte di questo rinnovato progetto. Io scelgo la squadra, non faccio sommatorie di gruppi politici che potrebbero sembrare utili per vincere, ma poi non consentono di governare serenamente e con unitarietà di intenti. Continuiamo insieme questo bellissimo viaggio perchè lo merita la Città di Formia e lo merita ogni cittadino formiano”.

Quello di Taddeo non è stato un post come tanti. Ha ricevuto i ‘like’ attesi e prevedibili. Uno sicuramente non lo è stato. Un “mi piace” è arrivato da un autorevole rappresentante del mondo politico formiano, anche lui avvocato, Pasquale Di Gabriele, il presidente del consiglio comunale durante il mandato durato due anni e mezzo del sindaco Paola Villa.

Di Gabriele nella consiliatura agli sgoccioli è rimasto ai box dopo aver sostenuto alle amministrative del 2021 la sfida elettorale dello sfidante sconfitto da Taddeo, il dottor Amato La Mura. In molti lo consideravano nell’orbita del Pd moscardelliano e riformista ma quel “like” sul post del sindaco Taddeo costituisce, dopo un incontro informale tra i due, un primo indizio – secondo molti – di un orientamento dell’ex presidente d’aula ad allestire una civica a favore della ricandidatura del primo cittadino che già fa affidamento su diversi consiglieri ed assessori facenti parte dell’amministrazione Villa.

E un probabile secondo indizio – come afferma sempre l’avvocato penalista Di Gabriele nei processi che lo vede protagonista – comincia ad essere una prova”. O qualcosa di più forse.