PONTINIA – L’intelligenza artificiale utilizzata per appropriarsi dell’immagine di un noto influencer e trasformare i suoi video in pubblicità di prodotti che non ha mai sponsorizzato. È quanto denuncia Alessandro Malandruccolo, 35enne imprenditore di Pontinia conosciuto sui social come Alex Perfumes, che su TikTok conta circa 1,4 milioni di follower. Il suo volto e i suoi contenuti sarebbero stati utilizzati senza autorizzazione per realizzare inserzioni pubblicitarie destinate alla vendita online di profumi di dubbia provenienza. Una vicenda sulla quale è stata presentata una denuncia alla Polizia Postale attraverso l’avvocato Giulio Mazzaglia, al quale l’influencer si è rivolto per tutelare la propria immagine e mettere in guardia i suoi numerosi seguaci.
Il meccanismo denunciato da Malandruccolo sarebbe tanto semplice quanto insidioso. Gli autori delle inserzioni avrebbero prelevato alcuni dei suoi video più popolari, modificandoli attraverso programmi di intelligenza artificiale in modo da far apparire l’influencer mentre mostra e pubblicizza prodotti completamente diversi da quelli realmente recensiti. Le immagini, manipolate digitalmente, sarebbero state poi utilizzate per campagne pubblicitarie diffuse su Facebook e Instagram, sfruttando la notorietà e la credibilità conquistate negli anni dall’imprenditore pontino nel settore delle fragranze.
A far emergere il caso sono state anche le numerose segnalazioni arrivate direttamente dai follower. Diversi utenti, dopo essersi imbattuti nelle inserzioni, hanno contattato Malandruccolo per chiedergli se fosse realmente lui a consigliare quei profumi. Un particolare che dimostra quanto le manipolazioni possano risultare credibili agli occhi di chi conosce e segue abitualmente i suoi contenuti.
«Stanno utilizzando la mia immagine, manipolata con l’intelligenza artificiale, per pubblicizzare prodotti che non ho mai sponsorizzato. Voglio fare chiarezza su questa situazione, soprattutto per tutelare chi mi segue. La questione è già nelle mani del mio avvocato», ha spiegato l’influencer in un video pubblicato su TikTok direttamente dallo studio del suo legale.
Malandruccolo ha ricostruito anche le modalità attraverso le quali sarebbero stati realizzati i filmati contraffatti. «Hanno rubato uno dei miei contenuti e con l’intelligenza artificiale hanno messo il loro prodotto nelle mie mani», ha raccontato, precisando che le inserzioni rimandano a un sito di commercio elettronico che non risulterebbe italiano e sul quale viene richiesto il pagamento alla consegna.
Proprio le caratteristiche della piattaforma di vendita hanno alimentato ulteriori sospetti. L’imprenditore sostiene di non essere riuscito a individuare con certezza l’azienda produttrice dei profumi né i soggetti responsabili delle campagne pubblicitarie. Le inserzioni sarebbero inoltre riconducibili a profili social dalla dubbia autenticità, creati apparentemente per indirizzare gli utenti verso l’acquisto.
«Non sappiamo cosa c’è dietro, potrebbe essere di tutto», ha avvertito Malandruccolo, invitando i follower a non acquistare i prodotti pubblicizzati attraverso quei video. Tra le fragranze promosse utilizzando indebitamente la sua immagine figurerebbe anche un profumo denominato «Sexy Afghano», rispetto al quale l’influencer ha preso pubblicamente le distanze.
Il rischio, secondo il trentacinquenne di Pontinia, è che i consumatori siano indotti ad acquistare prodotti sconosciuti nella convinzione che siano stati effettivamente provati e consigliati da lui. Una forma di pubblicità potenzialmente ingannevole che sfrutta il rapporto di fiducia instaurato tra un creatore di contenuti e il proprio pubblico. La manipolazione digitale, infatti, può rendere particolarmente difficile distinguere una recensione autentica da una ricostruzione artificiale, soprattutto quando il filmato originale è già conosciuto dagli utenti.
La vicenda è ora all’attenzione della Polizia Postale. L’avvocato Giulio Mazzaglia ha presentato una denuncia affinché vengano individuati i responsabili dell’utilizzo non autorizzato dell’immagine dell’influencer e della diffusione delle inserzioni. Gli accertamenti dovranno chiarire chi abbia materialmente realizzato i filmati, quali soggetti gestiscano i profili social e il sito di vendita e se dietro l’operazione si nasconda un’attività fraudolenta ai danni dei consumatori. Al momento, infatti, l’ipotesi di una truffa resta da verificare, così come la natura e la provenienza dei prodotti commercializzati.
«Ci stiamo muovendo per vie legali. Andrò a fondo su questa questione», ha assicurato Malandruccolo, ribadendo di non avere alcun rapporto con le aziende o con i soggetti che utilizzano i suoi contenuti per promuovere quei profumi.
Il caso solleva una questione che interessa sempre più frequentemente il mondo della comunicazione digitale: l’impiego dell’intelligenza artificiale per creare false testimonianze pubblicitarie attribuite a persone note. La possibilità di modificare immagini e filmati già esistenti consente di costruire contenuti apparentemente autentici, nei quali un personaggio pubblico sembra pronunciare dichiarazioni o consigliare prodotti senza averlo mai fatto. Una pratica che può danneggiare la reputazione di chi subisce la manipolazione e, contemporaneamente, esporre gli utenti al rischio di acquisti effettuati sulla base di informazioni false.
Per questo Alex Perfumes ha scelto di rendere pubblica la vicenda, invitando i suoi follower a prestare particolare attenzione alle inserzioni che utilizzano il suo volto e a verificare sempre la provenienza dei contenuti attraverso i canali ufficiali. Una battaglia che, partita da Pontinia, porta ancora una volta al centro dell’attenzione i rischi connessi all’utilizzo illecito delle nuove tecnologie e alla tutela dell’identità personale nell’epoca dell’intelligenza artificiale.