Necroforo suicida a Gaeta, dopo la riesumazione e l’autopsia si procede all’esame istologico

GAETA – E’ durato più del previsto l’esame autoptico che il medico legale Gabriele Margiotta ha effettuato nel pomeriggio di venerdì presso l’obitorio dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino sul cadavere del necroforo di 48 anni trovato suicida il 13 febbraio scorso nella cantina della sua abitazione in viale America a Gaeta.

A disporre l’esame tecnico irripetibile è stato il sostituto Procuratore Andrea Corvino, il magistrato che, dopo un determinante esposto presentato dall’avvocato Pasquale Di Gabriele per conto della moglie e dei fratelli dell’uomo dipendente da oltre un anno e mezzo dell’”Antica Impresa Onoranze Funebri” di Salvatore Salemme, ha disposto l’apertura di un’inchiesta con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio per la quale è indagata a piede libero una conoscente del necroforo scomparso, una donna di 51 anni di Gaeta.

All’autopsia ha partecipato anche un consulente di parte nominato dalla famiglia del 48enne, il dottor Giorgio Bolino che, unitamente al perito della Procura, ha definito determinante ora l’esito degli esami istologici e di laboratorio in programma nei prossimi giorni per tentare di accertare la causa reale della morte dell’uomo.

Saranno necessari, dunque, ulteriori approfondimenti– hanno spiegato i due medici legali – sulla scorta dell’avanzatissimo stato di decomposizione del cadavere riesumato venerdì mattina dagli stessi colleghi di lavoro dell’uomo, un’operazione avvenuta nel più totale e comprensibile riserbo nelle prime del mattino nel cimitero monumentale di via Garibaldi a Gaeta alla presenza degli agenti del commissariato di Polizia di Gaeta coordinati dal dirigente Crescenzo Pittiglio.

Avv. Pasquale Di Gabriele

Mercoledì intanto è iniziata un’altra operazione peritale disposte dalla Procura di Cassino. Aveva nominato l’ingegner informatico Fabiano Querceto per “scoprire” il contenuto – traffico delle telefonate e messaggi sms e whattsapp -dei telefonini utilizzati sia dal necroforo scomparso che della donna di 51 anni unica indagata a piede libero per istigazione al suicidio.

Almeno per ora. La difesa della donna – rappresentata dall’avvocato Pasquale Cardillo Cupo – ha deciso di non nominare alcun consulente di fiducia sia per l’analisi dei due telefonini che per l’autopsia svolta venerdì pomeriggio a Cassino.

Per l’esame dei due telefonini l’obiettivo della Procura è quello di trovare le prove del presunto incontro avvenuto tra i due il giorno del decesso e se vi siano messaggi (anche cancellati ma rimasti nei data base dell’operatore telefonico) sul contenuto della discussione che avrebbero avuto.

Il legale dell’indagata, Cardillo Cupo, ha rinnovo la sua linea: l’esistenza di una “semplice amicizia, di tipo personale” tra la donna e l’uomo suicida ma la Procura, così come la famiglia dell’uomo scomparso, vuole vederci chiaro.

Avv. Pasquale Cardillo Cupo

Segue la pista economica, sulla base di accertamenti eseguiti sui movimenti finanziari della vittima, una situazione degenerata e culminata con il ritrovamento del 48enne con una corda attorno al collo nella cantina trovata chiusa dall’esterno con le chiavi erano sparite.

Furono ritrovate nelle scorse settimana dalla locatrice dell’appartamento nella buca della propria corrispondenza ma l’autorità giudiziaria è interessa a verificare il ruolo della 51enne in questo giallo dove la pista dell’amicizia si incrocia subito con quella dei soldi.