VENTOTENE – Una giustizia troppo lenta e al neo presidente della sezione penale “A” del Tribunale di Cassino Alessandro Iannitti e non è rimasto altro che dichiarare con una sentenza di una dozzina di righe (anche se le motivazioni saranno depositate entro i prossimi 90 giorni) la prescrizione per cinque componenti di un’organizzazione di politici e imprenditori in grado, attraverso un sistema illecito, di pilotare l’affidamento ad aziende ‘preselezionate’ di opere e servizi mediante gare, promosse con il metodo della procedura negoziata indette solo da un punto di vista documentale, in quanto le imprese risultavano fittiziamente invitate solo per garantire la scelta precedentemente operata a favore di un determinato imprenditore.
Questa pesante ipotesi accusatoria della Procura della Repubblica di Cassino, all’epoca sostenuta prima dal sostituto procuratore Roberto Nomi Bulgarini e poi dalla dottoressa Chiara D’Orefice, si è infranta -come da tempo annunciato – contro la lentezza che ha caratterizzato il processo che hanno dovuto affrontare l’ex sindaco di Ventotene, l’ex assessore Daniele Coraggio e gli imprenditori Claudio Santomauro, Antonio Langella e Raffaele Di Gabriele. Due di loro – il dottor Assenso e Coraggio – il 23 maggio 2017 furono anche arrestati con le gravi ipotesi di associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, falsità ideologica, truffa aggravata, per l’erogazione di pubbliche forniture e abuso d’ufficio finalizzato alla realizzazione del “cosiddetto voto di scambio”. Il processo è proseguito stancamente nel corso di questi anni davanti al collegio penale presieduto dal giudice Claudio Marcopido con la decapitazione di molte delle ipotesi accusatorie avanzate dalla Procura di Cassino: stralciate quelle per quelle era maturata la prescrizione con una dovuta sentenza, erano rimaste in piedi l’associazione a delinquere e la turbata libertà degli incanti, anche loro travolte dall’incapacità della giustizia di dare una risposta, certa e celere, agli imputati, in primis all’ex sindaco Assenso.
A raccontare come si svolsero le indagini ma anche gli accertamenti e le verifiche richieste dalla Procura di piazza Labriola era stato il luogotenente Antonio Merolla, l’ufficiale che ha guidato a lungo la Brigata di Ventotene della Guardia di Finanza Nonostante in sede cautelare il Riesame e la Cassazione avessero rigettato l’ipotesi associativa, il luogotenente Merolla ha però insistito nel corso della sua deposizione come ad operare a Ventotene sino alla primavera 2017 fosse stata un’associazione a delinquere che decideva chi invitare alle gare ed il loro esito. In effetti già il Gup nel maggio 2019 in sede di udienza preliminare aveva stralciato quattro capi di imputazione per l’avvenuta prescrizione e aveva assolto l’ex sindaco di Ventotene Geppino Assenso perche il fatto non sussiste dall’accusa di falsità materiale, di aver presieduto una seduta di Giunta il 15 maggio 2015 che approvava una delibera contenente un atto di indirizzo propedeutico allo svolgimento di una gara d’appalto.
In questo processo davanti il Tribunale di Cassino era stata formalizzata una sola costituzione di parte civile, quella della Regione Lazio anche se i finanziamenti concessi non sono mai stati investiti. Si tratta di 500mila euro per la sistemazione della banchina del porto, di interventi di adeguamento di messa in sicurezza della zona portuale con la creazione di un punto di pronto soccorso; di 300 mila euro per il completamento della stazione marittima con annessi servizi e di 250 mila euro per la messa in sicurezza delle aree portuali tramite un impianto antincendio. La Regione Lazio è arrivata a tracciare una linea: il danno subito fu di 569mila euro perché, a fronte dei finanziamenti erogati, le opere oggetto di contributo furono sospese o, peggio, mai attuale. La prescrizione è stato il poco dignitoso epilogo di una vicenda, giudiziaria-processuale e (naturalmente) umana, di cui Ventotene e le sue articolazioni amministrative, economiche ed imprenditoriali di cui avrebbe fatto a meno. Senza se e senza ma..
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