Fondi / Infarto non diagnosticato al pronto soccorso: Asl condannata a risarcire moglie e figli

FONDI – Ci sono voluti 23 anni per risarcire una famiglia di Fondi per la morte di loro congiunto. Il tribunale di Latina ha condannato l’Asl di Latina al pagamento di circa 550mils euro alla moglie e ai due figli di un uomo di 54 anni che il 25 aprile 2003, festa nazionale della liberazione, si era recato al pronto soccorso dell’ospedale di Fondi per un forte dolore al torace e al braccio con evidenti segni e sintomi di un infarto in corso. Ciononostante i medici lo avevano dimesso, rassicurandolo che era tutto a posto e che poteva andare a casa: “…Avrai mangiato troppo in questo giorno di festa!”

Diversamente, la sera il 54enne di Fondi veniva colto da nuovi dolori al torace e raggiunto a casa dal medico di famiglia che effettuava un elettrocardiogramma trasmesso in telemedicina con diagnosi di infarto del miocardio e pericolo di morte immediata. Nonostante il trasporto in Emergenza presso il pronto soccorso, il 54enne moriva durante il tragitto fra le braccia del Medico ed amico di famiglia che aveva cercato in tutti modi di raggiungere l’ospedale distante qualche decina di chilometri.

L’avvocato Renato Mattarelli che ha assistito la famiglia contro l’Asl di Latina, a cui appartiene il presidio ospedaliero di Fondi, ha evidenziato davanti al tribunale come “…all’accesso ospedaliero l’uomo di Fondi presentasse tutti i segni e tutti i sintomi di un infarto in corso e come i medici del pronto soccorso abbiano mancato una diagnosi di facile compilazione…”

L’avvocato della famiglia ha affermato che “…di fronte al paziente con dolore toracico, anche un non addetto ai lavori sarebbe stato in grado, se non di diagnosticare, quantomeno di sospettare l’infarto, inducendo i medici a trattenere il paziente in osservazione per sottoporlo ai dovuti esami degli enzimi cardiaci, rivelatori e rilevatori della grave patologia. Se lo avessero fatto il paziente non sarebbe morto!…”

L’avvocato Mattarelli ha osservato che “…a prescindere dal piano giuridico e risarcitorio, è davvero inquietante sapere che il 54enne di Fondi si fosse diligentemente recato al Pronto Soccorso e che si trovasse, quindi, nel posto giusto al momento giusto; e ciononostante sia stato dimesso con rassicurazioni da parte di medici specializzati nella Urgenza-e Emergenza e quindi da parte di sanitari, il cui obiettivo è proprio quello di stabilizzare ed evitare la morte del paziente… “.

A prescindere da questa vittoria risarcitoria, non è escluso che il legale della famiglia impugni la sentenza per ottenere un risarcimento maggiore di quello ottenuto. Quello liquidato dal tribunale infatti è un risarcimento da perdita di chances di sopravvivenza ovvero il danno dato dalla incertezza: se il paziente sarebbe sopravvissuto nel caso in cui gli fosse stata diagnosticata e curata tempestivamente la patologia cardiaca.

L’avvocato Renato Mattarelli ritiene invece che il danno da risarcire sia dato dalla certezza della sopravvivenza del paziente se fosse stato tempestivamente curato. Resta naturalmente, il disagio della famiglia che dovrà valutare se proseguire questo estenuante giudizio durato 23 anni poiché è passato prima per un processo penale per poi finire nellasa iniziata in sede civile e terminato con la sentenza del tribunale civile di Latina.