È nato a Formia un nuovo spazio di discussione politica. Si chiama “Open Formia – Idee in Comune” e si candida a rispondere ad una casella lasciata attualmente vuota. “A Formia – si legge nell’invito concepito in ambienti progressisti – manca uno spazio in cui la città possa discutere seriamente di se stessa, delle proprie priorità e delle scelte che la riguardano. Da qui l’idea di costruire un laboratorio, un luogo in cui la città possa confrontarsi, proporre, mettere in ordine i problemi”. L’idea vede tra i promotori attivisti vicini al partito democratico ed anche di altre estrazioni di centro sinistra, ma persegue l’obiettivo di consentire un confronto aperto tra cittadini, associazioni, operatori sociali e culturali, realtà del terzo settore, forze politiche: “Open Formia prende forma come un ciclo di incontri pensato per far emergere esperienze, punti di vista e aspettative su ciò che la città dovrebbe diventare. Ogni assemblea affronta un tema centrale per il futuro della città. fragilità sociali, giovani, ambiente, sviluppo, cultura, qualità della vita”. “La piattaforma ha anche uno scopo eminentemente pratico – Spiega Luca Magliozzi, consigliere del Pd di Formia, perché consente di portare le proposte direttamente in consiglio comunale o di costituire la base per iniziative di più lungo termine. Ma in questa fase interessa soprattutto raccogliere testimonianze e stimolare il dibattito”.
Il primo incontro è fissato per il 30 gennaio presso la Sala Falcone e Borsellino ed è dedicato a Fragilità e Servizi Sociali: disabilità, inclusione, povertà, servizi, diritti. Alla classica assemblea è stata aggiunta, sempre per rendere più documentato e costruttivo il dibattito, una piattaforma online, dove è possibile inviare contributi, documenti e progetti, prenotare interventi e trovare tutte le informazioni sul progetto e sugli appuntamenti.
“Nel nostro territorio le fragilità crescono e i divari si allargano, mentre l’azione amministrativa dei Comuni si concentra su altro. Troppe persone, troppe famiglie, vivono situazioni di difficoltà che restano ai margini delle scelte pubbliche. Le fragilità vengono ancora troppo spesso trattate come problemi dei singoli, con il peso che ricade quasi sempre sulle famiglie, invece che assunte come responsabilità collettiva. Negli ultimi anni la povertà e le vulnerabilità si sono consolidate come fenomeni strutturali”. Gli interventi hanno una solida base di partenza a livello nazionale nel Rapporto Caritas 2025 che parla di oltre 5,7 milioni di persone in povertà assoluta e di più di 2,2 milioni di famiglie in difficoltà economica persistente. Dati che saranno calati sulle vicissitudini che vivono i ceti meno abbienti e le famiglie che hanno nel proprio nucleo persone in stato di disagio psichico e fisico.
Sono quattro gli assi portanti attorno ai quali saranno chiamati ad interrogarsi gli intervenuti: “la disabilità, con un focus su inclusione attiva, qualità dell’assistenza e costruzione di una città realmente accessibile; le fragilità economiche; la povertà educativa; e il tema dell’integrazione, perché senza inclusione reale non esiste coesione sociale”.
Lo scopo che sembra invece già raggiunto, considerando le tante adesioni e contributi che stanno pervenendo in queste ore in vista della prima riunione, è quello di legittimare nuovamente la possibilità di porre domande e di arrivare insieme a conclusioni non preconfezionate. Cosa non affatto scontata dato che il dibattito politico e le motivazioni delle scelte amministrative formiane in questi ultimi anni sono diventate piuttosto stitiche.
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