Omicidio di Armando Tortolani, Luca D’Agostino condannato a 24 anni

VILLA LATINA, Omicidio Tortolani – Ventiquattro anni di reclusione. E’ l’entità della condanna che la Corte di assise di Cassino – presidente Lucio Aschettino, a latere Antonio Falchi Delitalia – ha inflitto giovedì mattina ai danni di Luca Agostino, 45 anni, di Villa Latina, accusato di aver ucciso il 19 maggio di due anni fa, al termine di una lite scoppiata per futili motivi la sera precedente in un pub del paese, Armando Tortolani. D’Agostino, imputato di omicidio volontario, non riuscì a metabolizzare la tensione provocata dal presunto affronto subito il giorno precedente il delitto e incontrando per strada “Armandino” – così era conosciuta la vittima – lo ferì gravemente. Tortolani cessò di vivere durante il suo trasporto d’urgenza all’ospedale “Santa Scolastica” di Cassino. Ma perché questo delitto in un paese ipertranquillo come Villa Latina. Alla base ci sarebbe stato, in base alle ricostruzioni dei Carabinieri, un pericoloso incrocio di sguardi, soprattutto tra Tortolani, il fratello e la cognata di D’Agostino.

La moglie della vittima ed i suoi legali

Alle dichiarazioni di alcuni testimoni al processo si sono aggiunte anche alcune relazioni medico-legali al termine del quale il sostituto procuratore Chiara Fioranelli, definendo incompatibile la ricostruzione fornita da D’Agostino, ha chiesto, senza il riconoscimento delle attenuanti generiche (pur ritenendo non configurabile l’aggravante dei futili motivi), una condanna a 16 anni di reclusione. Invece la Corte d’assise è andata oltre. I legali di parte civile della vittima, soprattutto della moglie, gli avvocati Paolo Marandola, Vittorio Salera, Michelangelo e Alessandro Montesano Cancellara, Marcello Panzini e Carmine Cervi – hanno sottolineato la volontarietà dell’azione omicidiaria escludendo l’ipotesti legittima difesa e la qualificazione del reato ipotizzato dalla Procura in omicidio preterintenzionale. I difensori di D’Agostino hanno inoltre insistito sul riconoscimento dell’aggravante dei futili motivi preannunciando ricorso in appello appena saranno depositate le motivazioni