LATINA, Inchiesta Enrico Tiero – L’orientamento sembra essere uno: affrontare il processo senza ricorrere a riti alternativi. Lo ha preannunciato la difesa di Enrico Tiero dopo che i sostituti Procuratori Martina Taglione e Giuseppe Francesco Aiello hanno chiesto ed ottenuto dal Gip del Tribunale di Latina Giuseppe Cario lo svolgimento del giudizio immediato nei confronti di Enrico Tiero, il consigliere regionale di Fratelli d’Italia (ora autosospeso) dopo essere finito ai domiciliari il 18 ottobre scorso con la grave accusa di corruzione. Il processo, che secondo la difesa di Tiero si svolgerà con il rito ordinario escludendo il ricorso al patteggiamento o al rito abbreviato, inizierà il prossimo 3 giugno davanti il primo collegio Penale del Tribunale di Latina. Non si svolgerà, pertanto, l’udienza preliminare davanti il Gup che avrebbe potuto decidere o meno il rinvio a giudizio dell’esponente politico a conferma che la stessa Procura considera robusto granitico il proprio quadro probatorio sulla scorta delle indagini svolte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale e dalla Guardia di Finanza di Latina.

Soltanto il 6 marzo la Corte di Cassazione aveva annullato con rinvio l’ordinanza del Riesame che aveva, in precedenza, confermato la misura preventiva, per gravi motivi indiziari, emessa dal Gip del Tribunale di Latina su richiesta dei pm della stessa Procura della Repubblica che, prima dell’interrogatorio preventivo, aveva contestato a Tiero cinque capi d’imputazione, il più grave dei quali riguarda, oltre alla prospettazione di posti di lavoro (uno in particolare per la figlia), l’aver intascato una mazzetta di 6mila euro destinati a finanziare il tesseramento di Fratelli d’Italia. Insomma Tiero avrebbe sfruttato la propria funzione e il potere esercitato in cambio anche di un’occupazione per la figlia. Nei giorni scorsi la Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza. I Legali del consigliere regionale di Fdi, gli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Angelo Fiore, dopo l’annullamento con rinvio dell’ordinanza del Riesame da parte della Suprema Corte avevano messo in conto che la Procura avrebbe potuto chiedere il rito immediato già prima del pronunciamento degli “ermellini”. E così è stato.
Il giudizio immediato inizierà il 3 giugno ma la difesa attenderà ora i primi di aprile quando la Cassazione depositerà le motivazioni e così presentare un nuovo ricorso davanti ad una sezione diversa del Riesame che nei confronti di Tiero era stata implacabile. Aveva scritto, come “sia di tutta evidenza che quanto ricevuto da Tiero quale controprestazione per il suo interessamento a favore dei privati, costituisca un’oggettiva (indebita) utilità… l’indagato ha accresciuto il suo peso politico sul territorio pontino, orientando anche in concreto l’azione politica sul territorio di riferimento, essendosi così assicurato, soprattutto attraverso il tesseramento, un bacino di voti a suo favore”. Lo stesso Riesame aveva tenuto in piedi l’accusa dei Pm Taglione e Sgarrella, le cui indagini “restituiscono l’immagine plastica di un soggetto che ha sistematicamente piegato la pubblica funzione rivestita al perseguimento di interessi privati”.
Si tratta di ipotesi accusatorie gravi che la difesa di Tiero aveva respinto soprattutto quando era stato considerato la punta dell’iceberg di un “patto corruttivo” tra promesse e favori per il buon esito delle richieste avanzate da diversi imprenditori della provincia di Latina. Gli avvocati Cardillo Cupo e Fiore lo decideranno nei prossimi giorni ma non hanno escluso, in attesa del nuovo Riesame, di chiedere al Gip Tiero – in mancanza del fumus della reiterazione del reato e, soprattutto, della fissazione del giudizio immediato l’attenuazione della misura cautelare ai domiciliari con l’obbligo di firma o l’obbligo di dimora.
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.