Olimpiadi di Milano Cortina, Bartolomeo e Palombi vice capo missione

FORMIA – Prima degli atleti ha dovuto respingere l’assalto dei giornalisti provenienti da ogni angolo del pianeta. Enzo Bartolomeo è un manager formiano del Coni che da venerdì sera, giorno della cerimonia dell’inaugurazione allo stadio San Siro della 25° edizione dei Giochi Invernali partecipa, in qualità di dirigente, alla sua settimana Olimpiadi: la quarta invernale (Sochi nel 2014, Pyeongchang nel 2018 e Pechino quattro anni fa) che si aggiunge alle tre estive di Rio de Janiero nel 2016, Tokyo nel 2021 e Parigi nel 2024.
Bartolomeo, di fatto, fa parte della missione del Comitato olimpico nazionale che – bisogna specificarlo – non organizza le Olimpiadi di Milano Cortina ma è uno degli asset dell’omonima fondazione di cui è presidente l’ex numero uno del palazzo H del Foro Italico, Giovanni Malagò
Il neo presidente dello sport italiano Luciano Bonfiglio ha deciso di nominare quale responsabile della missione italiana alle Olimpiadi di Milano e Cortina il segretario generale del Coni, Carlo Mornati e sette vice capo missione. Due di loro sono il formiano Bartolomeo ed il ciociaro Alessio Palombi di Vallecorsa.
I sette vice capo missione, poi, sono stati incaricati di guidare gli altrettanti cluster o località in cui sino a domenica 22 febbraio prossimo si assegnano le medaglie olimpiche in quelli che sono i terzi giochi italiani invernali (all’edizione del 1956 a Cortina seguirono mezzo secolo dopo, nel 2006 quelli di Torino)
A Bartolomeo è stata affidata la gestione e responsabilità del cluster più delicato e impegnativo, quello di Porta Romana a Milano che, riqualificato dalla Giunta Sala, sarà adibito, subito dopo le Paraolimpiadi, ad un moderno studentato.
La struttura ospita il numero più alto di atleti – 1700 – partecipanti alle Olimpiadi che ha inaugurato venerdì sera il presidente della Repubblica nel catino dello stadio San Siro.
Se Milano è il cuore urbano dei Giochi 2026, Bartolomeo sta coordinando la gestione di atleti e squadre in lizza negli sport su ghiaccio che, in programma nel nuovo polo di Santa Giulia e nel più noto forum di Assago, vedrà assegnare medaglie nell’hockey, maschile e femminile, nel pattinaggio di figura e nello short track.
E a Bartolomeo il Coni ha affidato subito un impegnativo compito mentre nel cluster di Porta Romana arrivavano i primi olimpici: indossare i panni del Cicerone di turno e, in occasione del Media day, far scoprire ai giornalisti accreditati l’organizzazione del duro lavoro svolto negli ultimi mesi dietro le quinte e le iniziative adottate per agevolare la quotidianità di coloro che da sabato mattina proveranno a rendersi protagonisti sulla neve e sul ghiaccio a cinque cerchi, animati dal sogno di regalare al proprio Paese una medaglia.
“E’ il mio settimo impegno olimpico a livello dirigenziale ed essere a capo del cluster urbano di questa edizione dei Giochi mi inorgoglisce sul piano professionale ed umano – ci ha dichiarato Bartolomeo che ha accolto i media insieme alla dottoressa Maria Rosaria Squeo, responsabile sanitario dell’area Olimpica del Coni – Quella che sta iniziando è davvero un’Olimpiade diffusa, moderna, profondamente radicata nei territori e allo stesso tempo proiettata su una scena globale. Il significato culturale e sociale di Milano Cortina 2026 riguarda un’edizione che mette al centro sostenibilità, inclusione e accessibilità come parti integranti dell’esperienza olimpica e paralimpica”. E poco importa se sullo sfondo di ogni gara ci siano le luci di una grande metropoli come Milano o le vette delle Dolomiti.
Essere un dirigente di Formia del Coni è per Bartolomeo un altro motivo di orgoglio: “Il nostro centro di preparazione olimpica “Bruno Zauli” quest’anno ha compiuto i suoi primi settant’anni di attività e ho rivisto qui a Milano molti atleti che si sono preparati negli ultimi due anni a Formia, nonostante il Cpo sia stato concepito inizialmente per la solo atletica leggera. Aver preparato a Formia atleti, per esempio, del pattinaggio e dello snowboard – che è una specialità sportiva tipicamente invernale – è stata un’altra grande geniale idea di un grande amico che ha diretto il “Bruno Zauli”. Davide Tizzano ci lasciati purtroppo prematuramente due settimane fa e sono convinto che molti azzurri che gareggiano qui lo omaggeranno a suon di medaglie”.

Di un incarico ancora più prestigioso è stato investito Alessio Palombi, di Vallecorsa. Responsabile della preparazione olimpica del Coni, il neo presidente Buonfiglio ed il segretario generale Mornati hanno attribuito al dirigente ciociaro l’incarico di vice capo missione vicario e di responsabile del cluster più importante e frequentato dell’intera Olimpiadi bianca 2026, quello di Cortina D’Ampezzo.Nella località bellunese si svolgeranno, di fatto, le gare mediaticamente più seguite ed attese: dallo sci alpino, al bob, allo slittino e al sempre più seguito e meno enigmatico curling. Diplomato al liceo scientifico “Francesco Severi” di Frosinone, Palombi ha avuto sempre però un feeling professionale con le materie matematiche ed economiche che l’hanno portato a conseguire una laurea all’Università “La Sapienza” e successivamente- dopo aver collaborato con la Federnuoto e la Coni servizi spa, ad insegnare “Finanza aziendale” all’università di Cassino e del Lazio meridionale.Ora è arrivato l’incarico di vice capo missione vicario che nella gerarchia dello Sport italiano presente a Milano-Cortina significa essere il numero tre alle spalle del presidente Buonfiglio e del segretario generale (ed olimpionico nel canottaggio) Carlo Mornati.Molti azzurri della neve , attraverso i social ed il passaparola, hanno saputo che a Formia e nel suo centro di preparazione si mangia da favola e così hanno cominciato a mobbizzare l’ex presidente del Coni e attuale presidente della fondazione “Milano Cortina” Giovanni Malagò: “Vogliamo Giovanni…Non ci deluda”.
Si tratta di Giovanni Vallario, il responsabile della mensa del Cpo “Bruno Zauli” di Formia. Dove spedirlo è stata un’impesa titanica. Alla fine è stato scelto il cluster di Predazzo dove lo chef di Cellole cucinerà per la squadra olimpica azzurra. Con un avvertimento: “Chiedetemi tutto ma non le mozzarelle di bufala…”

(Foto di Ferdinando Mezzelani)