Dipendenti del comune di Formia in stato di agitazione, la proclamazione ufficiale dei sindacati

FORMIA – Ora è ufficiale. I dipendenti del comune di Formia hanno dichiarato lo stato di agitazione – di cui non si aveva un ricordo da un paio di decenni – e, chiedendo un incontro, hanno sollecitato un tentativo di conciliazione da parte del Prefetto di Latina secondo prevede il secondo comma del secondo articolo della legge 146/1990. Naturalmente a formalizzare questa richiesta sono stati due sindacati, la Funzione Pubblica della Cgil e della Uil in una nota congiunta che, sottoscritta da Maria Porceddu e da Ottavio Mariottini, è stata inviata, oltre al Prefetto Ciaramella, alla Commissione di Garanzia per l’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, al Sindaco di Formia Gianluca Taddeo e soprattutto alla segretaria Generale Marina Saccoccia nella veste di presidente della delegazione trattante del Comune di Formia. La dichiarazione dello stato di agitazione scaturisce dalla “partecipatissima” assemblea tenutasi il 9 febbraio scorso in cui erano stati affrontati tutti i problemi derivanti dalla mancata sottoscrizione del contratto decentrato entro lo scorso 31 dicembre “con le negative ricadute che tale fatto comporta nei confronti dei lavoratori dell’Ente. Nonostante ripetute richieste e solleciti, l’Amministrazione comunale di Formia non ha ritenuto di intervenire per la definizione di questa controversia – hanno specificato Porceddu e Mariottini – Non ha ritenuto neppure di dover convocare le organizzazioni sindacali di categoria per trovare una soluzione condivisa che recuperasse le omissioni da parte dell’Amministrazione stessa. Tutto ciò in palese violazione della vigente normativa ed al corretto principio di buona fede e trasparenza alla base della gestione della pubblica Amministrazione”. Le lavoratrici e lavoratori de Comune di Formia, “nonostante questo comportamento di chiusura”, hanno continuato con senso di responsabilità a garantire la regolare continuità dei servizi istituzionali di competenza dell’Ente, a favore dei Cittadini”. Il vaso della pazienza – fanno osservare Porceddu e Mariottini – è tracimato da tempo e così “abbiamo deciso di mettere in campo ogni azione di mobilitazione che la vigente normativa consente a tutela del futuro lavorativo e contrattuale dei lavoratori dell’Ente”. I sindacati hanno deciso sinora di gestire con la dovuta cautela questa velenosa controversia ma l’affollata assemblea di lunedì mattina presso la sala “Falcone-Borsellino” del comune di Formia ha provocato le reazioni delle minoranze. La prima in assoluto era stata la consigliera comunale del Partito Democratico cui si sono aggiunti giovedì il gruppo consiliare ed il coordinamento comunale della Lega di Formia che avevano espresso “profonda e sincera solidarietà” ai dipendenti del comune di Formia.
“I dipendenti e i sindacati stanno soltanto chiedendo la sottoscrizione dell’accordo decentrato che, prevista dal contratto nazionale di lavoro entro lo scorso 31 dicembre, non è stata deliberata dalla Giunta. Sta provocando, come hanno giustamente fatti rilevare i sindacati, ingenti perdite economiche agli stessi lavoratori” – avevano tuonato i consiglieri comunali della Lega Antonio Di Rocco, Nicola Riccardelli e Amato La Mura ed il coordinatore comunale del ‘carroccio’ Vittorio Pecorino non mancando metaforicamente di rappresentare l’apparato burocratico-amministrativo del comune di Formia come un esercito che, alle prese con tanti colonnelli che appena possono scappano via, è rimasto senza soldati e equipaggiamento