SPERLONGA – Non si sono fatte attendere le prese di posizioni politiche dopo la decisione del Gip del Tribunale di Latina di accogliere in parte le richieste avanzate dalla Procura della Repubblica di Latina sull’operato – le ipotesi di reato sono risalenti agli anni 2021 e 2022 – del comune di Sperlonga. I sostituti procuratori Valentina Giammaria e Giuseppe Bontempo avevano focalizzato, grazie alle indagini svolte dai Carabinieri della Compagnia di Terracina e della Stazione di Sperlonga, la gestione di assunzioni pilotate, permessi edilizi irregolari, falsi, induzione a dare o promettere utilità e rivelazione di segreto d’ufficio. La dottoressa Mattioli il 4 dicembre scorso aveva tenuto i previsti interrogativi preventivi nei confronti dei sei indagati depositando le decisioni (con tanto di motivazioni) il 13 febbraio scorso. Se sono finiti ai domiciliari Giuseppe Mario Di Lelio (classe 1952) e Giuseppe Grimaldi (classe 1959), il Gip ha disposto l’interdizione dai pubblici uffici per un anno nei confronti di Giuseppe Di Lelio, vigile urbano di 46 anni di Terracina ma residente Sperlonga, e per Gianluigi Simonelli, carabiniere di 58 anni di Formia. Sono state invece respinte le istanze con cui la Procura chiedeva i domiciliari per l’ex segretaria comunale (ora in pensione) Massimina di Filippis, di 68 anni di Minturno, la sospensione per un anno del servizio per la dirigente del settore “Territorio ed ambiente” Vittoria Maggiarra e l’obbligo di firma del sindaco Armando Cusani. E proprio quest’ultimo è finito nel mirino – e c’era da attenderselo – del direttivo del locale Partito Democratico: “Sperlonga è in balìa del dominio incontrollato di chi, ritenendosi abbastanza scaltro da potersi sottrarre al rispetto della legalità, ha fatto del Palazzo Comunale la cabina di pilotaggio dei suoi interessi privati”. Il Pd sostiene in una nota come da “troppi anni scelte urbanistiche dissennate e un sistema di viabilità scellerato abbiano drasticamente ridotto la libertà di movimento dei cittadini e la possibilità di utilizzare i già pochi spazi di socialità, con la conseguenza (e forse con lo scopo) di trasformare la comunità sperlongana in un arcipelago ove ciascun cittadino è un’isola”. Le censure dei Dem sono per certi versi inquietanti quando si rimarca come “sempre da troppo tempo” i cittadini di Sperlonga “si trovino nella condizione di sudditi, costretti, per timore o per quieto vivere, a sopportare pressioni, condizionamenti, ricatti e a rinunciare alla libertà di parola e di associazionismo politico”. E sempre “troppo tempo” il nome di Sperlonga continua ad occupare le pagine dei giornali per “vicende di illegalità, abusi, processi e condanne, che hanno ripetutamente colpito i massimi vertici dell’Amministrazione comunale, cioè proprio quelle figure istituzionali preposte ad essere garanti della legalità, dei diritti e dell’uguaglianza dei cittadini”. La sentenza del più noto ed importante processo “Tiberio” è prevista per il prossimo 17 marzo e l’ultima inchiesta della Procura, condivisa in parte del Gip del Tribunale di Latina, ha “infangato il nome di Sperlonga e la dignità degli onesti cittadini sperlongani. Ancora una volta il puzzo nauseante della corruzione, dell’arbitrio , della prevaricazione, del malaffare e dell’imbroglio si è levato dal Palazzo Comunale e ha infestato il paese”. Per il direttivo Dem “la pazienza degli Sperlongani si è esaurita e sempre più forte si è fatto nella popolazione il sentimento di tornare ad essere una comunità sana, coesa e solidale. Così come sempre più forte è diventato il desiderio di tornare a respirare, insieme al profumo del nostro mare, il fresco profumo della libertà e della legalità. Il popolo di Sperlonga non è più disposto a tollerare di essere offeso nella sua dignità e a consentire abusi, iscriminazioni, intimidazioni e prepotenze. Il tempo di dover dire “Gnor sì” è finito per sempre. Gli sperlongani meritano di essere governati da persone di cui non si debbano vergognare.”. Il Pd in un durissimo documento formalizza anche un pesante ‘chiamate alle armi’ quando sostiene che “il tempo che ci attende richiede la responsabilità di tutti”. Il Pd preannuncia che “farà la sua parte” “ispirandoci a quell’irrinunciabile principio democratico secondo il quale un sindaco non deve mai trasformarsi in un sovrano che concede protezione e favori in cambio di obbedienza e sottomissione , ma deve essere invece colui che assume il compito e la responsabilità di coinvolgere tutti nelle scelte che riguardano la vita dei cittadini e il futuro del paese. Insieme ai cittadini e alle cittadine scriveremo una pagina nuova e pulita della storia di Sperlonga”