Elezione del presidente della provincia di Latina, Stefanelli esclude la sua candidatura

LATINA, Elezione del presidente della provincia – Per il Pd il tempo si sta rivelando un avversario di prim’ordine più di quanto potrà essere il 15 marzo il sindaco di Monte San Biagio Federico Carnevale per la scalata alla presidenza dell’Amministrazione provinciale di Latina. La ricomposizione del centro destra e la conclusione dell’esperienza politico amministrativa alla Provincia (e in Acqualatina) tra Forza Italia, il Pd ed alcuni sindaci civici ha mandato in fibrillazione i Dem che tra domenica 22 e lunedì 23 marzo (alle ore 12) deve scegliere il suo candidato alla presidenza da contrapporre a quella del primo cittadino di Monte San Biagio. Da lunedì, da quando Carnevale è stato designato dalle segreterie regionali delle forze politiche del centro destra, la segreteria (da remoto) provinciale del Pd viene convocata “ad horas” perché c’è bisogno di fare sintesi e candidare il miglior sindaco possibile che sia del Pd sì ma trovi il consenso tra i civici. La scelta in queste ore dovrà riguardare Eligio Tombolillo (Pontinia), Annamaria Bilancia (Priverno), Mauro De Lillis (Cori), Barbara Petroni (Roccasecca dei Volsci) e Valentino Mantini (Cisterna) ma col passare del tempo si è ridotta a due, tra i sindaci di Cori De Lillis (favorito) e di Priverno Bilancia.

Il coordinatore provinciale del Pd Omar Sarubbo ha sperato sino all’ultimo che il candidato alla presidenza fosse ancora il sindaco di Minturno (anche se per un solo anno, nel 2027 cesserà dall’incarico non potendosi più ricandidare alla carica di primo cittadino) ma, dopo aver democristianamente tentennato (“ho bisogno di qualche giorno per avviare una riflessione perché non posso indossare nel primo tempo la maglia della Juve e nella ripresa quella del Torino”), ha affidato ai social la sua decisione: ringrazio il Pd per la gratitudine ma devo pensare a chiudere al meglio la seconda consiliatura. Questo messaggio Stefanelli l’ha inviato allegando una foto nell’aula Paolo VI in Vaticano in cui saluta il compianto papa Francesco formalizzando un altro segnale: ora non posso sbagliare alcuna mossa perché Forza Italia e lo stesso Pd, accordandosi con Fdi e la Lega, potrebbero provocare la conclusione anticipata del secondo mandato da sindaco… E non sarebbe cosa buone e giusta… Per il presidente uscente della Provincia “è’ tempo di un nuovo cammino.

Negli ultimi quattro anni, da Presidente della Provincia, cittadini e colleghi mi hanno sempre riconosciuto un ruolo di equità istituzionale, grazie a un grande lavoro di ascolto, coinvolgimento e sintesi tra le parti. L’ho ribadito più volte in questi giorni, la nostra è stata una presidenza di tutti. È nata come la presidenza di Gerardo Stefanelli ed è rimasta tale fino in fondo, ma sento anche di poter dire che giorno dopo giorno, traguardo dopo traguardo, si è estesa in una forma partecipativa di presidenza. È stata la presidenza dei Sindaci, delle istituzioni, delle associazioni culturali e sociali, degli enti di promozione e tutela del territorio, delle scuole, dei giovani”.

Per questo motivo – si giustifica il sindaco di Minturno – “riconosciuto e apprezzato da tutti, ho deciso in serenità di non avanzare di nuovo la mia candidatura a Presidente della Provincia. Tanti amici, il Partito Democratico, così come altre forze Civiche e politiche, riconoscendosi pienamente nel lavoro fatto e consapevoli dell’opportunità di dare continuità ai risultati conseguiti in questi anni, hanno proposto di candidarmi: dopo il sostegno politico che mi hanno sempre dimostrato negli ultimi dieci anni, vedere riconfermata la loro fiducia nei miei confronti è un grande fattore di orgoglio personale”. Il prossimo 15 marzo, dunque, il nome di Stefanelli non figurerà tra quello dei candidati alla presidenza e l’interessato lo motiva quando scrive che…”candidarmi, infatti, significherebbe contraddire questo percorso di condivisione e trovarmi in campagna elettorale contro coloro che sono stati compagne e compagni di viaggio in questi anni”. Stefanelli, concludendo, vuole fuggire dall’etichetta di essere un uomo di contesa, ma di continuare a essere un uomo a disposizione dei cittadini e della nostra provincia. Se richiesto, a chi sarà il nuovo Presidente, posso già dire di rendermi disponibile a trasferire la mia conoscenza del territorio e dell’Ente, così come dell’Egato in una fase delicata per Acqualatina e per il nostro Servizio Idrico Integrato”. E in quest’ultimo passaggio è forse anticipato il futuro di Gerardo Stefanelli.

Le ambizioni che ha nel cassetto sono due: le politiche della primavera o le regionali dell’anno successivo. Ma con chi e per chi? Le forze politiche che hanno i presupposti per firmare una fidejussione a favore del presidente uscente della Provincia sono due: il Pd e Forza Italia. Ma Stefanelli dovrà cominciare a fare delle scelte, la prima della quale è abbondare la casacca renziana di Italia Viva, partito che, come un bambino concepito in laboratorio, non è mai nato. Stefanelli se deciderà di ritornare nel Pd dovrà accasarsi solo in una componente che sia quella più democristiana e riformista, quella insomma capitanata dall’ex segretario provinciale e Senatore Claudio Moscardelli. Ma il sogno che ha Stefanelli nel cassetto è uno soltanto e l’ha anticipato tra le righe nel post di commiato: la presidenza di Acqualatina che conosce meglio delle sue tasche avendo fatto parte del consiglio d’amministrazione e guidato positivamente la conferenza dei sindaci dell’Egato 4. E Stefanelli lo sa: l’unico in grado di garantirgli – e non è escluso che l’abbia già fatto – è e sarà soltanto il Senatore Claudio Fazzone.