Sabaudia / Roghi sul lungomare: quattro incendi contro i chioschi comunali

SABAUDIA – I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Latina e della Stazione di Sabaudia sono tornati più volte sul lungomare di Sabaudia per compiere, insieme ai Vigili del Fuoco, alcuni mirati e specifici accertamenti finalizzati a definire la causa dell’incendio che nella notte tra venerdì e sabato, pochi minuti prima della mezzanotte, ha distrutto tre chioschi ed individuare i presunti responsabili. Le fiamme, di probabile origine dolosa, hanno incenerito il Beach Break, la Capanna e il Coalsa mentre il tentativo di incendiare un quarto chiosco, il Tony Maga Circe, non è andato fortunatamente a buon fine.

Le indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura di Latina, sono molto delicate perché le tre strutture distrutte sono di proprietà comunale, collocate a circa 200 metri l’una dall’altra e andate completamente distrutte. Che sia stato compiuto un atto intimidatorio l’hanno capito subito gli inquirenti. Un elemento, inquietante, ha subito destato preoccupazione. Gli incendi sono stati distintamente quattro a conferma di una precisa volontà di lanciare un messaggio all’amministrazione-Mosca che, dopo le indagini della Procura relative all’affidamento di cinque chioschi agli inizi dell’estate 2025, era impegnata in questi giorni a sbrigare le procedure per il loro affidamento in vista dell’inizio della prossima stagione turistico-balneare.

I piromani sapevano dove mettere le mani tant’è che si sono rivelate laboriose anche le fasi di spegnimento dei quattro roghi appiccati probabilmente da più mani. Secondo il piano di utilizzo degli arenili del comune di Sabaudia il Beach Break e la Capanna avevano una destinazione ben precisa, quella di ospitare i componenti di cooperative sociali ma da anni si trovavano in una situazione di incertezza dal punto di vista amministrativo. Stesso clichè anche per il Coalsa che, gestito in passato dal consorzio albergatori, era oggetto di una procedura per il suo ritorno nella disponibilità del comune, impegnato a promuovere la procedura per riprendersi e assegnare a terzi lo stabilimento “Tony Maga Circe” che, frequentato dai vip, è stato risparmiato dal rogo doloso.

L’episodio ha provocato un mix di sgomento e di rabbia nella comunità di Sabaudia che, svegliata dalle fiamme sul lungomare, non si è ancora ripresa dall’ultima indagine della Procura, poi ridimensionata dal Tribunale del Riesame, che aveva indagato anche il sindaco Alberto Mosca e mandato ai domiciliari il suo ex vice ed assessore alla cultura Giovanni Secci e due dirigenti dell’ente. Che qualcosa di negativo stia avvenendo l’ha confermato l’ex sindaco della città delle dune e ora consigliere comunale di opposizione Maurizio Lucci (Fratelli d’Italia): ”Aspettiamo l’evolversi delle indagine tecniche dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco ma purtroppo non si più dubbi sulla matrice intimidatoria degli incendi”.

Sul fronte sindacale, invece, il segretario provinciale della Uiltucs, Gianfranco Cartisano, parla di un vero e proprio business legato all’utilizzo delle spiagge il cui affidamento spesso finisce sotto la lente d’ingrandimento dell’autorità giudiziaria e lamenta la mancata previsione nelle ordinanze balneari dell’applicazione dei contratti nazionali al fine di tutelare le retribuzioni dei lavoratori spesso vittime di autentiche forme di sfruttamento.