Latina / Enrico Tiero libero, il Riesame cancella la misura cautelare

LATINA – Dalla tarda mattinata di sabato Enrico Tiero è un uomo libero. Al consigliere regionale di Fratelli d’Italia il Riesame ha annullato, esattamente dopo sette mesi, la misura cautelare ai domiciliari disposta il 18 ottobre scorso dopo l’interrogativo preventivo dal Gip del Tribunale di Latina Giuseppe Cario con la grave ipotesi di corruzione. E invece i giudici del Tribunale della Libertà, dopo le severe censure della Corte di Cassazione, hanno emesso un nuovo provvedimento per Tiero accogliendo anche le tesi della difesa che, rappresentata dagli avvocati Pasquale Cardillo Cupo ed Angelo Fiore, ha sempre contestato il castello accusatorio della Procura, in primis l’ipotesi di reato della corruzione.

Il Riesame, dopo la discussione giovedì scorso del nuovo pronunciamento chiestogli dalla Suprema Corte, entro i prossimi trenta giorni depositerà le motivazioni dell’ordinanza ma è assai probabile che affermi che Tiero non doveva essere arrestato ed eventualmente perseguito soltanto per traffico di influenze. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, dopo che i Carabinieri gli hanno notificato l’annullamento dell’ordinanza, è stato avvistato con alcuni amici in un bar nei pressi della sede della Provincia in via Costa a Latina ed è certo che lunedì chiederà al presidente Antonello Aurigemma di tornare a ricoprire l’incarico elettivo di consigliere regionale del Lazio per conto di Fratelli d’Italia e, alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali come le amministrative del 24 e 25 maggio al comune di Fondi ed il rinnovo il 7 giugno prossimo del consiglio provinciale di Latina, sarà molto importante verificare la condotta politica di “Mister Preferenze sul quale hanno indagato tra il 2023 e l’anno successivo due pm di punta della Procura di via Ezio, i sostituti Procuratori Martina Taglione e Antonio Sgarrella. In effetti quattro dei cinque capi d’imputazione dell’accusa erano stati condivisi in sede di interrogatorio preventivo dal Gip Cario, tra cui quello di una mazzetta di 6mila euro versata da un imprenditore a conferma dell’esistenza – secondo il giudice per le indagini preliminari – di un patto corruttivo che avrebbe poggiato le sue basi su uno schema tra promesse e favori per il buon esito delle richieste da alcuni imprenditori della provincia pontina.

IL RITORNO DI TIERO IN REGIONE, GLI EFFETTI

Se Tiero potrà tornare a sedere nel consiglio della Pisana “riacciufando” la presidenza della commissione Sviluppo Economico e Attività Produttive finita nel frattempo ad appannagio del cisternese Vittorio Sambucci, il suo ritorno pone fine alla “supplenza” della prima dei non eletti nella lista di Fdi alle regionali del febbraio 2023, Emanuela Zappone. Proprio nei giorni scorsi il consiglio regionale aveva bocciato un ordine del giorno del Movimento Cinque Stelle che aveva sollevato – ma il voto finale era stato negativo – una presunta incompatibilità del ruolo della Zappone come consigliere regionale “supplente” e di presidente del Parco nazionale del Circeo. Con il pronunciamento del Riesame a favore di “Fratone” tutte le tessere tornano nel loro posto nello scacchiere di Fdi provinciale: Tiero riabilitato come consigliere regionale, la Zappone continua a guidare il parco del Circeo ed il minturnese Vincenzo Fedele quello regionale dei Monti Aurunci. Proprio quest’ultimo era stato messo in preallarme dai vertici di Fdi di Latina perché in caso di dimissioni della Zappone dall’incarico di consigliere regionale avrebbe potuto sostituirlo come quinto (e secondo dei non eletti) piazzatosi nel listino Fdi alle ultime regionali. Enrico Tiero il prossimo 3 giugno comparirà da uomo libero davanti il Tribunale di Latina dove inizierà il giudizio immediato, una richiesta proveniente dalla Procura che, considerando il quadro probatorio “abbastanza granitico”, ha convinto lo stesso Gip a fissare il processo senza l’udienza preliminare davanti il Gup del Tribunale di piazza Buozzi.

SENTENZA DEL RIESAME, IL SILENZIO DI FDI

L’annullamento da parte del Riesame dell’ordinanza custodiale che ha costretto Enrico Tiero a subire la detenzione per sette lunghi mesi – più o meno lo stesso periodo trascorso nel 2021 nella sua abitazione di Latina dall’allora segretario provinciale del Partito Democratico Claudio Moscardelli perché coinvolto nell’inchiesta sulla “concorsopoli” dell’Asl pontina – non è stata accompagnata da alcuna presa di posizione ufficiale da parte dei vertici provinciali e regionali di Fdi. Un silenzio catacombale che ha sancito una netta presa di distanza del partito nei confronti del suo primo degli eletti alle regionali di tre anni fa ed interrotto dal solo presidente del consiglio comunale di Formia, l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, ma nell’esclusiva veste di legale di Tiero.

Il penalista non ha sottoscritto un comunicato stampa ma ha veicolato sui social diviso il suo commento in due parti, il tutto sintetizzato nell’intervista video allegata. Nella prima fa una disamina tecnico-processuale su quanto avvenuto sul pronunciamento bis del Riesame su Tiero. Cardillo Cupo è partito commentando una foto che lo ritraeva insieme al consigliere regionale di Fdi all’uscita dal Tribunale di Latina il 16 ottobre al termine dell’interrogatorio preventivo davanti il Gip Cario. “Riparto esattamente dalle mie parole, pronunciate oltre 6 mesi fa : ” Tiero ha chiarito tutto e nessuna misura deve essere emessa in suo danno”. Riparto esattamente da quelle parole perché, dopo il diktat della Cassazione di due mesi fa che accoglieva il nostro Ricorso, il Riesame di Roma ha annullato l’ordinanza emessa dal Gip di Latina perché profondamente ingiusta, perché ha ingiustamente rovinato la vita a una persona che della Politica fa la sua ragione di vita”. L’avvocato Cardillo Cupo è uscito invece dal seminato quando ancora una volta ha attaccato la stampa, quegli stessi organi di informazione che hanno amplificato nel corso del tempo la sua attività professionale: “Ai cialtroni dei social e ai giornalai da strapazzo, che ancora continuavano almeno a sperare in fantasiose ricostruzioni giuridiche e riqualificazioni in non si sa cosa e che non sanno neanche leggere una Sentenza della Suprema Corte, posso solo dire di andare a studiare perchè la loro profonda ignoranza é la causa dell’imbarbarimento della nostra società. Adesso potete tornare a mettere i video con le mie dichiarazioni all’uscita dal Tribunale : capre!. Bentornato Fratone”. Se qualche dirigente degli ordini professionali dei giornalisti e degli avvocati avviasse un’azione di controllo su quest’ultime affermazioni sarebbe cosa buona e giusta.