Gaeta / “Cajeta Futura” agita il centrodestra: prove di movimento verso il 2027

GAETA – Un fatto è ormai certo: è il centrodestra l’ambito politico nel quale nel fine settimana si è costituito a Gaeta il movimento che ha scelto un nome, “Cajeta Futura”, che provoca a metà – la mitologica figura di Cajeta è nota per essere la nutrice di Enea che sarebbe morta nell’attuale Gaeta durante il viaggio dell’eroe troiano – l’orticaria agli studenti liceali impegnati a tradurre dal latino il settimo libro dell’Eneide virgiliana.

Il varo di questo progetto ha creato scompiglio nel centro destra cittadino, impegnato con una forma quasi di morbosità ad individuare i possibili promotori. In effetti “Cajeta Futura” ha già un mese di vita. Ha debuttato sui social il 15 aprile scorso con la pubblicazione del logo in cui campeggia il logo raffigurante il campanile stilizzato della chiesa cattedrale su un’onda, naturalmente di colore azzurro.

Nello scorso fine settimana è arrivata, dopo due consigli comunali e le polemiche sulla mancata convocazione della seduta per l’approvazione di una delibera di iniziativa popolare finalizzata alla riacquisizione da parte del comune del piazzale dell’ex stazione ferroviaria, la motivazione che ha animato la nascita di questo progetto.

“’Cajeta Futura’ nasce dall’ unione di intenti di un gruppo di amici, uomini e donne di Gaeta. Stimati liberi professionisti, imprenditori e cittadini innamorati della loro città. Un progetto politico? No, ma non è detto. Sicuramente una voce fuori dal coro imparziale e obbiettiva, pronta a “denunciare” ogni singolo episodio di cattiva gestione della Città. Sarà una critica propositiva e costruttiva ma soprattutto “libera” dalle ombre degli interessi personali. L’ invito a seguire questa pagina è rivolto a tutti ma soprattutto a chi è stanco di vedere l’ evidente declino della nostra Città”.

I primi a smentire il loro coinvolgimento in questo progetto sono stati la segreteria ed il gruppo consiliare del Pd e i vertici cittadini del Movimento Cinque Stelle, di Avs e di altre anime civiche che ruotano attorno al costruendo campo largo gaetano. L’attività investigativa dei cronisti è stata estesa a questo punto nel centro destra consiliare che sostiene il sindaco di Gaeta Cristian Leccese. Ma le smentite più morbide sono arrivate da ambienti vicini a due formazioni presenti ufficialmente in maggioranza ma non più componenti della Giunta municipale: Gaeta Democratica e Gaeta Tricolore-Fratelli d’Italia.

La prima ha una sola espressione consiliare, è quella dell’ex presidente del consiglio comunale Pina Rosato. Dopo aver mandato in Giunta l’assessore all’ambiente Diego Santoro, era finita nel mirino di alcuni candidati che attendevano una staffetta a metà consiliatura. L’avvicendamento promesso durante la campagna elettorale delle amministrative del 2022 non c’è mai stato e – come detto – alcuni candidati hanno cominciato a verificare altre soluzioni (sempre civiche) in proiezione del voto della primavera 2027.
La seconda è da tre anni in rotta di collisione con il sindaco Leccese, “reo” nel gennaio 2023 di aver revocato (“senza alcuna motivazione”) l’allora assessore alla Polizia Locale Mario Paone solo perché appartenente ad una componente di Fratelli d’Italia, quella del futuro consigliere regionale Enrico Tiero, che aveva aperto un info point nella città guidata dall’allora candidato e futuro consigliere regionale di Forza Italia Cosimino Mitrano.

Se due indizi cominciano ad essere una prova, il capogruppo e coordinatore cittadino di Fdi Marco Di Vasta due settimane fa ha votato contro il Pef e le nuove (e rincarate) tariffe della Tari per poi risultare assente nel consiglio del 30 aprile sul rendiconto dell’esercizio finanziario 2025.

Che Gaeta Tricolore-Fdi possa dare il suo contributo al progetto “Cajeta Futura” lo comproverebbe un altro “schiaffo” rimediato da un suo dirigente e amico del capogruppo Di Vasta. L’ingegner Fiorello Casale, su indicazione del “sospeso” consigliere regionale di Fdi Enrico Tiero, era stato nominato commissario straordinario dell’ente Parco regionale dei Monti Aurunci.

Gli effetti dei guai giudiziari di “Fratone” sono ricaduti sull’ingegnere Casale. E’ stato l’unico commissario straordinario a non essere promosso “presidente” in un ente di derivazione regionale finendo per essere sostituito da un altro ex candidato di Fdi alle regionali del 2023, il minturnese Vincenzo Fedele.

Proprio quest’ultimo in questi giorni era stato chiamato a farsi trovare pronto per un suo approdo nell’assemblea della Pisana. La temporanea sostituta di Enrico Tiero, la terracinese Emanuela Zappone, erae stata invitata a decidere se continuare a rimpiazzare l’eletto e collega di partito Enrico Tiero oppure optare per continuare a presiedere il parco nazionale del Circeo. Il consiglio regionale del Lazio poi ha deciso: Emanuela Zappone non è incompatibile a ricoprire le cariche di consigliera regionale di Fdi e di presidente del Parco nazionale del Circeo. Con l’annullamento sabato 16 maggio da parte del Riesame del provvedimento cautelare emesso dal Gip Giuseppe Cario il consigliere regionale Enrico Tiero torna al suo posto e, contestualmente, riacciuffa la presidenza della commissione Sviluppo Economico e Attività Produttive presso l’assemblea della Pisana.

Un altrio indizio perché Gaeta Tricolore-Fdi possa aderire al progetto Cajeta Futura è la nascita di un altro movimento, Gaeta Sociale, che, presente nel cono d’ombra dell’assessora regionale al turismo, l’itrana Elena Palazzo, potrebbe rimpiazzare l’attuale governance di Fratelli d’Italia, finita sul banco degli imputati per non essersi attivata, dopo i guai giudiziari di Tiero, a promuovere e rinnovare il tesseramento 2026.

I dirigenti di “Cajeta Futura” quando si sono visti inseguire dai cronisti hanno pubblicato sui social un post che è tutto un programma: “I Componenti? Guardiamo prima le idee e le intenzioni. Tutto a tempo debito. Questo è un paese “difficile” pieno di pregiudizi. E poi questo è un progetto a Largo spettro ed aperto a tutti. A tutti meno che ai soliti noti e a chi ha interessi personali da accomodare con i favori della politica.”

PIAZZALE EX STAZIONE, MATARAZZO “TIFA” PER IL SUO ACQUISTO

Intanto il presidente del consiglio comunale Gennaro Dies ha firmato la convocazione di un consiglio ad hoc per il 4 giugno quando, su richiesta del comitato civico, dovrà discutere la proposta di delibera di iniziativa popolare per il ritorno, dopo sette anni, del piazzale dell’ex stazione ferroviaria. Si tratta di un’area parzialmente venduta dall’ex Consorzio Industriale alla società “Cavour Immobiliare”, il cui futuro – come si ricorderà – aveva costituito l’argomento l’altra sera di un vertice di maggioranza in Comune.

Non era stato invitato il “ribelle” consigliere Raffaele Matarazzo che mette le mani avanti e accusa: “Qualche settimana fa avevo avvertito il presidente del consiglio Dies che dal 1 al 7 giugno prossimi non potevo essere presente per un viaggio programmato da tempo. A quanto mi risulta, sembra che il consiglio si terrà il 4 giugno ed io posso solo prenderne atto”.

Matarazzo ora ha definito “doveroso” spiegare la sua posizione. “Il piazzale deve tornare a disposizione della città. A tal fine mi auguro che la maggioranza consiliare presenti una mozione che vada nella stessa direzione della petizione popolare, firmata da oltre mille concittadini. Ciò che è possibile fare va fatto. So bene che, realisticamente, è quasi impossibile riacquisire l’area ma bisogna fare il possibile per acquisire quelle di proprietà del Consorzio industriale regionale. Successivamente si potrà trattare, da una posizione di forza, per acquisire la parte dell’area indispensabile per entrare e uscire dal parcheggio. Questa mia idea l’ho espressa davanti a tutti, in ogni occasione. Spero che questa mia idea sia condivisa da tutti i consiglieri e che la proposta di acquisizione venga votata all’unanimità. Non esistono vincoli di coalizione o di mandato quando si agisce nell’interesse della città. Il Tuel, che regola diritti e doveri degli amministratori pubblici, è la nostra guida, la nostra bussola. Amministrare è un servizio, non un privilegio, e del nostro operato rispondiamo solo ai cittadini. E alla nostra coscienza” – ha concluso Matarazzo

IL RITORNO DELL’AMERICANO ANTHONY RAIMONDI

L’ex sindaco di Gaeta non ha mancato di attaccare frontalmente Matarazzo – “rappresenta in maniera plastica la parte tragica in cui è caduto il popolo gaetano” – ed il suo successore Cristian Leccese: “Piuttosto vediamo come voterà dopo che si è molto speso con il Comitato che ha raccolto le firme. È, comunque, tutto una farsa dal finale già ben conosciuto”.

LA REPLICA DI MATARAZZO

L’esponente della maggioranza ha rivelato di aver fatto molto fatica ma poi ha ceduto il passo controreplicando all’ex sindaco di Gaeta: “La vera tragedia la città l’ha vissuta nei 5 anni in cui sei stato sindaco. Cinque anni di vuoto assoluto, di cui ricordiamo solo la tua inutilità e la tua sconfinata presunzione. Stai buono dove stai che nessuno sente la tua mancanza. E fatti una domanda: ci sarà un motivo se anche le persone a te più vicine ti hanno ripudiato?”