Ancora strascichi polemici dopo i “Vaffa” e qualche indice alzato verso l’alto che hanno caratterizzato l’ultima seduta, il 23 giugno, della commissione trasparenza convocata su richiesta delle minoranze al comune di Formia sul blocco del servizio della sosta a pagamento. La K City ha interrotto la sua prestazione il 30 marzo scorso (dopo due proroghe) perché l’amministrazione comunale di Formia quasi all’unanimità nel luglio 2025 aveva deciso, modificando lo Statuto, di affidare in house il servizio alla sua municipalizzata, Futuro Rifiuti zero. Il sindaco Taddeo, dopo essere finito nel mirino della consigliera del Pd Imma Arnone, del partito di Formia, del segretario provinciale Omar Sarubbo e finanche del capogruppo consiliare Dem al comune di Terracina Pierpaolo Chiumera, ha deciso di uscire allo scoperto con un post che lo ritrae in pieno centro storico a Bologna. Per il capo dell’amministrazione formiana anche Omar Sarubbo, Segretario Provinciale del Partito Democratico, “concorda che un Sindaco può essere mandato “a quel paese”, peraltro nel corso di una commissione consiliare in piena funzione istituzionale. Ora mi spiego per quale motivo questo partito è ai minimi termini. Sono contento del rientro della consigliera nel PD, nel 2021 il suo partito qui a Formia tentò un rinnovamento, mentre la consigliera partecipò alla famosa ammucchiata dei competenti storici. La Città muore di traffico è vero perchè negli anni non si sono mai realizzate infrastrutture, noi le stiamo progettando e le realizzeremo. Stiamo realizzando tratti stradali bloccati da 15 anni, come via Sparanise, la riapertura del Ponte Tallini chiuso nel 2020 (ristrutturazione complessa) e tanto altro. Basta pensare alla Rotonda dei Carabinieri per capire come era concepita la mobilità nella nostra Città, unica al mondo ad avere un semaforo.
La riorganizzazione del comune, efficiente ma non a misura del Partito Democratico, forse questo non va bene. Se le può essere di conforto posso garantirle che sono molto sereno, il nervosismo è solo nelle vostre menti. Ci vediamo nella primavera del 2027”. L’analisi di Taddeo può essere politicamente legittima ma manca artatamente di un particolare: il suo partito, Forza Italia, è stata una protesi amministrativa della quarta amministrazione Bartolomeo (2013-fine 2017). Era sì all’opposizione ma ha votato completamente tutto quello che proponeva l’allora centro sinistra, forse in maniera più convinta di alcuni cespugli fuori controllo del fronte progressista. Di questa indubbia e inconfessabile fidelizzazione il sindaco Taddeo ora non ne fa cenno mentre alla dottoressa Arnone sono arrivati da Latina gli attestati del segretario provinciale del Pd Omar Sarubbo: “Da tempo si assiste – esordisce – ad una narrazione aggressiva e delegittimante nei confronti di chi, dai banchi dell’opposizione, esercita il proprio legittimo mandato di controllo e proposta. È una tecnica politica vecchia, volta a gettare discredito sulle minoranze, che appare come un tentativo di spostare l’attenzione dal dibattito sulle evidenti difficoltà e sul malgoverno della città. Questa volta (non la prima, ma speriamo l’ultima) è toccato alla consigliera Imma Arnone, a cui va la mia totale solidarietà. Il sindaco è sceso su un piano personale inaccettabile per una prima carica istituzionale: parlare di disperazione, agire patologico, mancanza di serenità, o liquidare l’attività politica di una consigliera dicendo “l’abbiamo sempre lasciata fare per farla divertire”, denota una profonda insofferenza verso il confronto. Le parole del Sindaco – è l’analisi di Sarubbo – trasudano un nervosismo evidente. È un nervosismo persino comprensibile, vista la situazione in cui versa Formia – tra traffico impazzito, sosta selvaggia fuori controllo e cantieri che sembrano infiniti – ma la disorganizzazione amministrativa non può diventare una giustificazione per toni così inadeguati. Ci si aspetterebbe un contegno ben diverso da chi indossa la fascia tricolore. Il Sindaco, per quanto espressione di una parte politica, ha il dovere di ricordare che è il sindaco di tutti i cittadini. A tutti deve spiegazioni, rispetto istituzionale equilibrio e, soprattutto, risultati concreti per la comunità”. E in conclusione Sarubbo conclude rivolgendo “un plauso ed un incoraggiamento al PD di Formia: avanti così, con un’opposizione rigorosa, incalzante sui temi e sempre a difesa del bene comune”.
Sulla rete è comparso un post del Pd cittadino che, a differenza di quello di Sarubbo, è apparso essere più annacquato nel senso che il nome della dottoressa Arnone, che coraggiosamente ha aderito al gruppo consiliare Dem dopo essere stata eletta alle amministrative del 2021 in una lista civca (Guardare Oltre), non è stato mai fatto. Il Pd ha assunto soltanto una timida difesa d’ufficio dell’amministrazione comunale di cui era l’azionista principale ma in carica sino al 2017…un’altra era politica fa. “Formia soffoca nel traffico e in una sosta selvaggia ormai fuori controllo — si legge in una nota – Si tratta non soltanto un problema di decoro urbano, ma causa diretta di ulteriore congestione sulle strade della città. Una situazione che è figlia delle scelte di questa maggioranza: scelte che, ad oggi, non hanno ancora trovato compimento, lasciando i cittadini a fare i conti con un caos che l’amministrazione stessa ha contribuito a generare e non è ancora riuscita a risolvere. I cantieri si aprono, raramente si concludono; le inaugurazioni si fanno a spezzoni, perché le opere non sono finite. I problemi strutturali restano al loro posto, in attesa di decisioni che questa amministrazione continua a rinviare. Nel frattempo, il Sindaco Gianluca Taddeo, dall’inizio del suo mandato, trova puntualmente tempo ed energia per attaccare le opposizioni — e lo fa, è bene ricordarlo, attraverso i profili social istituzionali del Comune, non quelli di parte”
Il Partito Democratico di Formia ha fatto sapere di “prendere atto di questo dato con crescente preoccupazione. Un Sindaco che rappresenta l’intera comunità non può trasformare l’opposizione nel bersaglio di una polemica permanente. Le opposizioni non sono un ostacolo all’azione amministrativa, ma una componente essenziale della democrazia e del corretto funzionamento delle istituzioni. Il confronto politico è legittimo, anzi necessario, e noi lo pratichiamo con serietà e senso di responsabilità. Ben altra cosa è la delegittimazione sistematica di chi esercita il proprio mandato di controllo e di proposta nell’interesse della città. Dall’inizio di questa consiliatura assistiamo a un continuo tentativo di screditare e svilire il ruolo delle opposizioni. È una deriva che chiediamo al Sindaco Taddeo di interrompere, tornando a esercitare il proprio mandato con il rispetto istituzionale, il senso dell’equilibrio e l’imparzialità che la sua funzione impongono” – termina l’anonima presa di posizione del Pd di Formia
Da Terracina sono arrivati gli attestati di solidarietà, sicuramente più incisivi rispetto a quelli formiani, all’indirizzo della signora Arnone. Il capogruppo consiliare Dem Pierpaolo Chiumera ha deciso di rivolgersi al sindaco di Formia: “Mi permetto una riflessione sul metodo, prima ancora che sul merito – ha esordito – Una consigliera comunale può essere contestata, criticata, smentita anche duramente sul piano politico. Fa parte del confronto democratico. Ma parole come “patologico”, “non è serena”, “l’abbiamo lasciata fare per farla divertire”, riferite a una consigliera di opposizione, non aiutano il confronto istituzionale e rischiano di spostare il dibattito dal tema pubblico alla delegittimazione personale. Il ruolo di un Sindaco richiede una misura diversa. Proprio perché rappresenta la prima carica cittadina, dovrebbe garantire rispetto anche quando il confronto è acceso, anche quando l’opposizione pone domande scomode, anche quando non si condividono modi, toni o contenuti – aggiunge Chiumera – Le commissioni, le richieste di chiarimento, gli esposti, le segnalazioni ad Anac o Corte dei Conti non sono “film”: sono strumenti previsti in una democrazia amministrativa. Possono essere fondati o infondati, ma non vanno ridicolizzati. Imma Arnone svolge il suo ruolo di consigliera di opposizione. Si può non essere d’accordo con lei, ma il rispetto della persona e della funzione dovrebbe venire prima di tutto. La politica dovrebbe alzare il livello, non abbassarlo”- ha concluso Chiumera.