Sorelle scomparse, le mosse del collegio difensivo

MINTURNO, sorelle scomparse – Ricorso al Riesame o richiesta di riqualificare il capo d’imputazione, da quello grave di sequestro di persona aggravato a quello meno afflittivo di sottrazione di minori. E’ quanto stanno valutando in queste ore i legali di Valentina D’Acunto, la mamma di Sarah ed Alysia, del nonno Marco D’Acunto e al compagno della madre Vincenzo Esposito dopo aver letto le 12 pagine attraverso le quali il Gip del Tribunale di Sulmona Giulia Sani aveva disposto, su richiesta della locale Procura, il fermo di polizia giudiziaria, poi modificato, in sede di convalida, in obbligo di dimora e doppia firma quotidiana. Gli avvocati Enrico Mastantuono e Luca Cupolino hanno preso atto come il sequestro o sottrazione di Sarah ed Alysia sia scaturito da una grave di grave conflitto familiare, tale – secondo il Gip Sani – da chiedere le esigenze per la madre, il nuovo compagno di lei e per il nonno delle due ragazzine di Minturno. Il provvedimento cautelare – reso più morbido dopo la confessione dei tre in sede di interrogatorio di convalida – poggia su due architravi. Il primo è rappresentato dalle dichiarazioni della signora Sofia Di Russo, la vedova indagata a piede libero e venerdì pomeriggio intervenuta nella trasmissione di Canale 5 “Dentro la Notizia” affiancata dai suoi due legali, gli avvocati Vincenzo Macari e Sarah Grieco. Hanno riferito di un soggetto con molte fragilità che, per questo, non si è resa conto dall’inizio della gravità delle azioni che stava mettendo in essere anche se il suo racconto dell’anziana donna è stato considerato il tassello cardine anche per procedere contro gli altri indagati. Dopo aver avuto ospiti le ragazzine presso la sua abitazione nel popolare quartiere di Rio Fresco Scacciagalline a Formia, l’anziana la notte in cui furono ritrovate le due sorelle dichiarò ai Carabinieri che le stesse erano arrivate lì con il nonno e che il giorno prima della loro sparizione Valentina D’Acunto, insieme ai suo genitori, si era recata da lei a Rio Fresco per chiedere il “favore” di tenere con lei “per un po’ di tempo” Alisya e Sarah. La prova regina, poi, che ha incastrato la signora D’Acunto, il padre ed il compagno era stata la famosa videochiamata fatte alle due figlie utilizzando una scheda acquistata al mercato nero di Napoli. Gli avvocati Mastantuono e Cupolino stanno valutando l’ipotesti di chiedere la modifica del reato originario in sottrazione di minori (piuttosto che ricorrere al Riesame) perché sostanzialmente il Gip Sani ha ritenuto che il pericolo di reiterazione del reato si possa evitare con l’obbligo di dimora e le firme due volte al giorno. Sarah ed Alysia (quest’ultima, la più grande, era o meno consapevole e consenziente circa la fuga dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, avvenuta nella notte tra il 6 il 7 giugno?) in questo momento si trovano in una casa famiglia fuori dalla provincia di Latina e dunque il divieto è considerato sufficiente ad evitare che ci sia un altro blitz dei familiari. I legali difensori hanno espresso una pacata soddisfazione anche per un altro aspetto: nell’ordinanza del gip di Sulmona non vi sarebbe – a loro dire – alcun riferimento alla “rete” di copertura dei tre indagati, di cui si è parlato negli ultimi giorni, anche se questo troncone del procedimento – bisogna correttamente evidenziarlo – manca della parte riferita ad eventuali altre persone coinvolte, oltre alla stessa Sofia Di Russo su cui non sono stati presi provvedimenti restrittivi in considerazione dell’età. Sullo sfondo dell’intera vicenda penale resta, in realtà, quella civile e in particolare la conferma della revoca della potestà genitoriale a Valentina D’Acunto, contenuta nella sentenza del Tribunale di Cassino di fine maggio. Sarebbe stato quel provvedimento a spingere la trentanovenne di Minturno a studiare un modo alternativo per riprendersi le figlie portandole via dalla struttura abruzzese in cui erano state collocate dai Servizi sociali.

In Copertina: ritrovamento delle sorelline a Formia presso la casa di Sofia Di Russo – Foto di Antonio Gioia