PONZA – Costruita negli anni settanta dalla famiglia Ferraris, Villa delle tortore sorse come residenza estiva privata in località campo inglese, tra il porto e Le Forna. Fu poi acquistata dalla Regione che però lasciò per diversi anni il sito nell’incuria. Tornò alla ribalta infine nel 2014, in seguito alla fiction di Rai 1 Un’Altra vita e divenne nell’immaginario collettivo degli spettatori “la villa maledetta”. Nella fiction diretta dalla regista Cinzia Th Torrini, Villa delle Tortore diventa la residenza del protagonista Antonio, un luogo isolato scelto come dimora da un personaggio altrettanto oscuro. Il Set dell’intera serie è girato sull’isola di Ponza.
Nella realtà si tratta di un immobile di circa 600 metri quadrati, comprensivi anche di un teatro, e quasi 1.500 metri quadrati di pertinenze a ci vanno ad aggiungersi un’area verde di 5.300 mq, una strada carrabile e sentieri pedonali.
“La sua storia, il rapporto con il territorio e la posizione nel cuore del Mediterraneo fanno di Villa delle Tortore un luogo di particolare valore per Ponza, non soltanto dal punto di vista storico e culturale, ma anche per il suo legame con l’identità dell’isola.
Di proprietà della Regione Lazio, la Villa era rimasta per decenni fuori da concreti processi di recupero e valorizzazione. Il Comune di Ponza ha portato avanti, insieme alla Regione, un percorso finalizzato a restituire al complesso una funzione attiva e a reinserirlo nella vita dell’isola. Un patrimonio che torna a vivere. Il 23 agosto, alle ore 20.00, Villa delle Tortore sarà protagonista della cerimonia inaugurale che accompagnerà la sua riapertura.
All’evento è prevista la partecipazione di autorità civili e militari, amministratori locali, rappresentanti e assessori regionali, oltre naturalmente alla cittadinanza. Il significato della serata, però, va oltre il semplice momento istituzionale.
L’obiettivo è coinvolgere direttamente la comunità nella realizzazione e nella celebrazione dell’inaugurazione, perché Villa delle Tortore non venga percepita come un bene distante o riservato a pochi, ma come un luogo che appartiene alla storia di Ponza e che torna a disposizione dei ponzesi.
È questo, in fondo, il significato più importante della riapertura: una comunità che riabbraccia un proprio luogo riscopre un pezzo della propria storia, ma allo stesso tempo apre uno spazio per costruire il futuro.
La Villa sarà infatti aperta durante tutto l’anno e potrà tornare a essere un luogo vissuto quotidianamente, non soltanto in occasione di eventi e iniziative. Uno spazio dove trascorrere una giornata all’aria aperta, fare una passeggiata, fermarsi a leggere, incontrarsi o semplicemente godere del paesaggio e del tramonto.
Un luogo da vivere e da sentire nuovamente proprio, capace di accogliere iniziative, incontri e nuove progettualità e di contribuire a rafforzare il ruolo di Ponza non soltanto come destinazione turistica, ma come luogo di cultura, identità e vita della comunità durante tutto l’anno.
Un ringraziamento particolare va all’assessore regionale Fabrizio Ghera, per l’attenzione e la disponibilità dimostrate nel percorso che ha portato alla riapertura della Villa. La collaborazione tra Regione e Comune ha permesso di trasformare un patrimonio rimasto a lungo inutilizzato in una nuova opportunità per l’isola e per la sua comunità. È anche attraverso questo dialogo tra istituzioni e territorio che diventa possibile restituire valore e funzione a luoghi che appartengono alla memoria collettiva.
Il 23 agosto, dunque, non sarà soltanto una cerimonia inaugurale. Sarà soprattutto un momento di restituzione alla comunità: la riapertura delle porte di un luogo importante per l’isola e, insieme, l’inizio di un nuovo percorso per costruirne il futuro”. Così in una nota il Comune di Ponza
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