GAETA – Poteva essere evitata la polemica sull’entità della rigenerazione urbana che, interessando l’area ex Avir, ha giocoforza inglobato lo stadio di calcio Antonio Ricinello con la sua delocalizzazione in località Arzano? Sì, se il sindaco Cristian Leccese avesse reso noto una lettera che un mese fa,il 21 agosto, nel clou dell’estate,aveva inviato al dirigente del settore Urbanistica del Comune Pasquale Serao. Gli comunicava la volontà politica della sua maggioranza – ma è stata completamente informata ? – di affidare a due tecnici esterni l’incarico per la redazione della “progettazione di fattibilità tecnico-economica (PFTE) e progettazione esecutiva per la rigenerazione urbana delle aree ex Avir, Vecchia Stazione Ferroviaria e Stadio Comunale “Antonio Riciniello”. La lettera all’ingegner Sarao è spuntata ufficialmente solo in questi giorni dopo che sono stati incaricati con un impegno economico che sfiora i 140mila euro ciascuno – l’importo che secondo il Codice degli Appalti non può essere superato se gli incarichi sono affidati direttamente da un dirigente – gli ingegneri Maurizio Mastroianni e Massimo Sarnataro per la delocalizzazione e realizzazione dello stadio Riciniello e per la rigenerazione dell’area ex Avir e del vicino piazzale della stazione (almeno della parte ancora pubblica..).
Se Leccese avesse reso noto la lettera inviata all’ingegner Sarao avrebbe impedito alle minoranze, consiliari e non, di alimentare dubbi e perplessità che per quanto riguarda la realizzazione di nuovi insediamenti abitativi nel catino dello stadio Riciniello restano ancora tali e, per certi versi, fondati. Innanzitutto perché ancora sul sito istituzionale dello studio d’ingegneria “Lombardini 22” è ancora on line lo studio di massima commissionatogli dalla delegazione pontina dell’associazione nazionale dei costruttori edili in virtù di un preciso protocollo d’intesa sottoscritto tra il presidente dell’Ance Pierantonio Palluzzi (la cui società avrebbe voluto realizzare con un progetto di finanza un discusso parcheggio multipiano in località Spaltoni, ai piedi del parco urbano di Monte Orlando, poi fatto abortire dalla Regione Lazio per i numerosi vincoli che disciplinano questa zona) ed il sindaco pro tempore del Comune di Gaeta. Sui social è diventata virale un’intervista che il sindaco Leccese rilasciò il 16 settembre 2025 – un mese – presso il Museo Cambellotti di Latina in occasione di un’iniziativa dell’Ance. E in merito alla soluzione progettuale degli ingegneri milanesi Leccese, incalzato dalla collega intervistatrice, aveva ammesso…”Si…c’è anche un po’ di residenziale”. Lo studio della “Lombardini” non è più valido anche se la società lombarda continua a pubblicizzarlo per tenere fede al contratto con i costruttori di Latina?
Se la rigenerazione urbana (che non dovrebbe corrispondere ad un appesantimento volumetrico) dell’area ex Avir interessa anche alle minoranze, perché Leccese della lettera a Sarao non ha informato la città attraverso una seduta monotematica del consiglio comunale? Ha temuto imboscate da parte della sua stessa maggioranza o la disapprovazione dell’associazionismo calcistico (tuttora silente e silenzioso) di Gaeta sul paventato trasferimento del “Riciniello” ad Arzano”. La lettera al “Gentilissimo dirigente” esordisce subito con un preliminare, la collaborazione avviata con l’Ance della provincia di Latina attraverso uno “studio di inquadramento preliminare relativo ad un percorso di rigenerazione urbana della vecchia fabbrica del vetro (Avir), dell’area della vecchia stazione ferroviaria nonché dell’area dello stadio Riciniello, con contestuale realizzazione del nuovo stadio comunale nell’area di “Arzano”. Leccese dice a Serao che non è stata ultimata “la definizione dello studio di inquadramento da parte dei professionisti incaricati dall’Ance, che ha avuto notevole apprezzamento anche dal territorio e da parte del mondo professionale”. Da qui nasce “attualmente l’esigenza di provvedere ad avviare la fase successiva di progettazione tecnica preliminare (PTFE) nonché la fase successiva di progettazione esecutiva, per poter definire una progettazione di maggior dettaglio e rendere operativa l’amministrazione per presentare istanze/domande di finanziamento a valere su misure regionali, statali e/o europee”.
La richiesta a Sarao era prevedibile – “Le chiedo pertanto di poter avviare le necessarie procedure di affidamento della Progettazione di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) e successiva progettazione esecutiva relativa all’oggetto” – ma Leccese non utilizza la prima personale plurale ma quella singolare facendo indispettire -o almeno- l’ex sindaco e attuale consigliere regionale di Forza Italia Cosimino Mitrano. L’obiettivo è finalizzare lo studio di indirizzo di rigenerazione urbana che interessa tre nodi strategici di Gaeta: l’ex vetreria Avir, l’area della vecchia stazione ferroviaria e lo stadio comunale “Antonio Riciniello”. Come? Sviluppando così “una nuova connessione urbana che, attraverso il riuso e le nuove destinazioni urbanistiche, potranno sviluppare non solo il tessuto sociale ma anche quello economico, culturale e naturalistico del centro della città di Gaeta; unire sostanzialmente il borgo marinaro di Via dell’Indipendenza con il lungomare di Serapo, passando per i Il Sindaco quartieri di Via del Piano/Atratina e Corso Cavour. Da anni l’amministrazione – scriveva un mese fa il sindaco – persegue una visione di sviluppo urbano sostenibile, moderno e integrato.
Gli interventi dovranno connettere il tessuto storico con le nuove funzioni urbane, valorizzando l’identità locale e migliorando la qualità della vita dei cittadini”. Sarao ha dovuto nominare due professionisti, che da anni lavorano (e tanto) con le amministrazioni comunali di Formia e Gaeta, attenendosi alle “ seguenti linee di indirizzo”. Per l’ex vetreria il suo recupero deve essere di tipo archeologico-industriale finalizzato a spazi culturali, sociali e aree verdi pubbliche, “anche con la presenza di attività commerciali e turistiche (sia ricettive che non)”. Per il piazzale – o quanto di pubblico resta – della dismessa ferroviaria la riqualificazione “dovrà essere incentrata sulla viabilità, verde pubblico e parcheggi pubblici (non privati), mobilità sostenibile, intermodalità e servizi al turismo”. Il nuovo stadio deve essere progettato in località “Arzano”, nelle aree deputate dal Prg dell’ex Consorzio industriale del sud pontino “già individuate” (un impianto sportivo in un’area a vocazione produttiva ed industriale?) e al suo posto deve essere realizzata “una grande area a verde, servizi e spazi collettivi, servizi di pubblico interesse, mobilità e parcheggi”.
Leccese a Sarao chiedeva due incarichi per la “creazione di un percorso continuo e ciclo-pedonale che colleghi fluidamente le tre aree con il centro della città, il borgo di Porto Salvo ed il quartiere di Sant’Erasmo” e, in tema di sostenibilità, “l’utilizzo di tecniche di bioedilizia, efficientamento energetico e massima invarianza idraulica”. Sarao un mese era stato invitato a fare subito – “le chiedo pertanto di attivare tempestivamente le procedure di affidamento dei servizi di architettura e ingegneria necessari, garantendo il rispetto dei tempi previsti dalla programmazione comunale” – ed il dirigente del settore urbanistico il 15 settembre nominava gli ingegneri Mastroianni e Mastroianni. Ma lo studio milanese “Lombardini 22” è stato informato?