GAETA – Le polemiche, veementi, alimentate sulla paventata delocalizzazione dello stadio di calcio “Antonio Riciniello” di Gaeta in località Arzano, e la rigenerazione urbana dell’area ex Avir, approderanno con l’inevitabile amplificazione politico-elettorale nel consiglio comunale convocato per giovedì 24 settembre, alle 9.30. Nell’agenda consiliare c’è un argomento, il sesto ed ultimo, che solleticherà di sicuro la bagarre tra il sindaco e le minoranze preoccupate che dietro il progetto di riqualificazione di questo tratto del litorale di Serapo si celi un presunto intervento residenziale privato: la conclusione del procedimento di approvazione del progetto in variante al Prg per l’ultimazione della impianto sportivo in via Venezia che dista poche decine di metri dallo stadio Riciniello ed è confinante con la stessa ex Avir e del piazzale dell’ex stazione ferroviaria.
Che il Pd non sottovaluterà l’occasione la riprova, seppur indirettamente, arriva da un pesantissimo attacco che arriva sul conto dell’operato dell’amministrazione gaetana da parte della coordinatrice del circolo ”Gino Valente” del Partito Democratico. Chiara De Conca definisce quanto “messo a conoscenza” dell’opinione pubblica in questi ultimi giorni in merito alla delocalizzazione dello stadio “Riciniello”, “assume contorni ogni giorno più inequivocabili. Ora tutto è più chiaro. E a far chiarezza concorre il Sindaco Leccese, che ringraziamo per questo. Se non fosse per lui – rincara la dose la segretaria Dem con una quantità industriale di ironia e sarcasmo – non avremmo capito molte cose”.
Il sindaco, scoppiato il bubbone, nei giorni scorsi aveva definito le dichiarazioni del Pd ma anche di Europa Verde, del Movimento Cinque Stelle e dell’associazione “La Piazza” “notizie fondate sul nulla”, “salvo poi sapere dalle sue stesse parole del 2025, tratte da un video diventato virale, che il residenziale nello stadio “Riciniello” era previsto eccome. Abbiamo quindi capito che quel “nulla” era proprio lui”. Nel mirino della segretaria del Pd gaetano è anche il contenuto della lettera del 21 agosto scorso che, inviata al Dirigente Dott. Sarao, il sindaco Leccese chiedeva di procedere ad affidare gli incarichi per “avviare la fase successiva di progettazione tecnica preliminare (PTFE)” prende atto dello “studio di inquadramento da parte dei professionisti incaricati dall’ANCE, che ha avuto notevole apprezzamento anche dal territorio e da parte del mondo professionale”.
Questa è un’accelerazione tecnico-amministrative e politica che il Pd non tarda ad evidenziare e censurare: “Siccome il Consiglio Comunale che dovrebbe decidere su una così profonda modificazione dell’assetto urbanistico della Città non è stato mai coinvolto, e l’unico progetto di professionisti incaricati dall’Ance Latina di cui siamo a conoscenza è quel rendering dello studio d’ingegneria “Lombardini 22” che invece le palazzine nel Riciniello le prevede, direi che il Sindaco Leccese anche in questo caso ha chiarito a tutti le intenzioni della sua Amministrazione. A poco serve scrivere, nel seguito della lettera del 21 agosto, di “grande area a verde, servizi e spazi collettivi, servizi di pubblico interesse, mobilità e parcheggi”. L’intento reale Leccese l’aveva ben chiarito, le opere private devono ristorare anche le opere pubbliche!”
La riflessione che intende promuovere “è seria e non superficiale, senza slogan con toni elettoralistici, perché l’area dell’impianto sportivo dello stadio ‘Riciniello’ merita ogni attenzione ed ogni tutela possibile. Il complesso sportivo, che include lo stadio ed il Palamarina, ospita ogni anno centinaia e centinaia di bambini, ragazzi, atleti di ogni età, ed è per lo sport di Gaeta e per la comunità cittadina un punto di riferimento imprescindibile. Della sua delocalizzazione se ne parla da quaranta anni circa – anche se pensiamo che a nessuno, mai prima d’ora, sia venuto in mente di costruire palazzine al suo posto – ma tutti noi sappiamo bene che i tempi per avere piena disponibilità delle aree ad Arzano non sono certo brevi, e che i costi per le acquisizioni, per le bonifiche e per la costruzione del complesso sono enormi.
Semmai ci fossero ancora le condizioni per pensare ad una delocalizzazione del Riciniello, e secondo noi non ci sono ed è bene chiarirlo, l’iniziativa non può detenerla un’associazione datoriale di costruttori edili che, per sua legittima vocazione, tutela imprenditori che chiedono “profitto e tempi brevi”; dovrebbe essere, invece, nelle mani del Comune di Gaeta, ma solo attraverso un’amministrazione capace e trasparente – non l’attuale, dunque – che non prenda in giro i cittadini gaetani con tentativi maldestri e sospetti (caso ex-stazione docet). Noi non abbiamo timore di ritenere quello del “Riciniello” proprio uno di questi casi”.
Per i Dem “questa brutta pagina dell’affaire Riciniello non è per nulla chiusa, e sarebbe riduttivo individuare in Leccese l’unico responsabile. Leccese ha certamente grandissime responsabilità, ma ci pare evidente che le abbia l’intera filiera politica, dal Senatore Fazzone al Consigliere Regionale ed ex sindaco Mitrano, che erano presenti in prima fila all’Aeneas Landing un anno fa, e che dunque erano consapevoli di quale fosse la proposta dell’Ance. A poco serve, adesso, a bubbone scoppiato e a distanza di un anno, fare a gara per smarcarsi e fingersi sorpresi. Quello che occorre adesso per Gaeta è – conclude avanzando un monito Chiara De Conca – un cambio radicale di visione e di regia, un ritorno alla trasparenza ed un’amministrazione che rimetta al centro dell’azione politica l’interesse collettivo ed il bene pubblico. Drizziamo le antenne, il PD veglierà su questa vicenda. Intanto, il Riciniello non si tocca”. Punto.
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