FORMIA – Un giudice del lavoro che sarà chiamato, suo malgrado, a valutare le presunte irregolarità nella gestione (trasporto e soprattutto smaltimento) dei rifiuti da parte della “Futuro Rifiuti zero”, la società municipalizzata dei Comuni di Formia e Santi Cosma e Damiano, destinataria proprio la scorsa settimana (tra mille e velenose polemiche) da parte del consiglio comunale formiana dell’incarico di gestire ora anche le strisce blù in città. Inizierà il prossimo 25 novembre davanti la sezione lavoro del Tribunale di Cassino il procedimento promosso dal signor Danilo Tenore che, attraverso l’avvocato Maurizio Ricigliano, ha deciso di impugnare il suo licenziamento che ha firmato il 10 luglio scorso l’amministratore unico della Frz Raffaele Rizzo. Tenore, originario di Castelvolturno, sostiene che di aver visto nascere la società municipalizzata del comune quando, nel 2015, si chiamava Formia Rifiuto Zero.
Vi era subentrato dopo essere stato negli anni precedenti un dipendente delle varie aziende private, dalla Nuova Superiride alla Latina Ambiente passando per l’Ama di Roma, trovando quella stabilità e sicurezza economica che gli ha permesso “tante cose, di acquistare una casa con un mutuo, di mettere su famiglia. Insomma di essere una persona soddisfatta del proprio lavoro, anche se ti impone tanti sacrifici, e di essere fondamentalmente felice”. Questa serenità – a suo dire- l’ha persa con la nomina del sindaco Giancarlo Taddeo, accusato di “essersi troppo fidato” sul piano della gestione della società che l’amministrazione di centro destra avrebbe voluto chiudere per tornare a privatizzare il ciclo dei rifiuti , della nuova governance della Frz, insomma dell’amministratore unico. Il licenziamento naturalmente non è scaturito dall’oggi al domani ma nel corso del tempo, caratterizzato da ben quattro lettere di richiamo sull’operato di Tenore e dal rapporto umano e lavorativo che si è inevitabilmente lacerato con Rizzo al punto che il dipendente, ormai ex, della Frz, ha rimediato uno stato di stress “che solo grazie all’apporto della mia famiglia” non si è trasformato in depressione.
Rizzo, da par suo, contesta a Tenore una condotta non più compatibile con il suo essere un dipendente della Futuro Rifiuti zero.Si tratta di una “serie di eventi” che l’operaio il 18 settembre scorso ha messo per iscritto in un esposto che ha consegnato “a mano” ai Carabinieri Forestali di Spigno Saturnia, al nucleo ispettorato del lavoro della stessa Arma e alla Polizia Provinciale di Latina. Si tratta di un dossier che, giocoforza, è stato allegato nel fascicolo finito sulla scrivania del giudice del lavoro di Cassino, chiamato a fine novembre a valutare se reintegrare l’operaio domiziano. Ecco la versione di Tenore: “ Nel settembre 2025 mi recavo in qualità di autista del compattatore di turno presso l’impianto di smaltimento della Rida Ambiente Srl, la società di Aprilia presso la quale i rifiuti del Comune di Formia vengono sversati e trattati. Solitamente i camion vengono pesati sia all’entrata che all’uscita per computare quanto rifiuto sia stato raccolto e scaricato con l’automezzo. Come sempre, purtroppo, il camion è stato pesato esclusivamente all’ingresso, dandoci un formulario chiedendo di indicare il peso a vuoto come da libretto, senza verificarlo effettivamente. Questo determinava l’impossibilità di valutare effettivamente la quantità di rifiuti raccolti e sversati. In quel caso, ho provato a scaricare l’intero contenuto del compattatore, ma una grande quantità di rifiuti restava all’interno dello stesso, perché spesso andava effettuata una manovra particolare per consentire lo svuotamento completo Ciò non fu reso possibile dal personale del sito della Rida -è questo il primo affondo dell’operaio licenziato – senza fornire spiegazioni. Questo divieto rappresentava un grosso danno per l’ente, visto che non veniva conteggiato correttamente la tipologia e la quantità di rifiuto raccolto, inoltre costringeva gli automezzi a tornare indietro con un gran quantitativo ‘non smaltito ma conteggiato’(e quindi pagato) ‘perché pesato all’ingresso’ (e non all’uscita, come già indicato in precedenza)”.
Si è verificato un altro aspetto ora al vaglio dei Carabinieri Forestali che hanno dovuto aprire giocoforza un fascicolo: “Quando lo stesso mezzo veniva utilizzato per raccogliere altro materiale (la Rida si occupava di raccogliere solo rifiuti indifferenziati), le altre società ti addebitavano delle penali perché vi erano rifiuti di tipo indifferenziato ancora all’interno del compattatore. In alcuni casi ci imponevano (giustamente), data la natura mista dei rifiuti raccolti e l’impossibilità
di riciclarli correttamente, di smaltirli interamente nell’indifferenziato, costringendo l’ente a pagare ulteriori costi per il rifiuto. Per valutare il danno, bisogna tener presente che il rifiuto di tipo carta, rappresenta un guadagno per l’ente che lo raccoglie e lo sversa, mentre l’indifferenziato viene pagato per essere smaltito”.
Tenore ha spiegato ai Carabinieri di essersi imposto nel settembre 2025 “a tale imposizione, costringendo gli addetti a effettuare una nuova pesata del camion anche in uscita, rilevando la quantità di rifiuto ‘non smaltito che in quell’occasione ammontava a 10 quintali facendo rispettare le regole e consentendo all’ente di risparmiare tale cifra, che invece avrebbero addebitato ingiustamente”
Trascorse un mese e, durante il suo turno di guida, Tenore si recò presso il sito di via Valcamonica ad Aprilia della Rida. E cosa successe? “Riscontrai la stessa volontà da parte degli addetti di non pesare due volte il camion da me guidato, oltre al mancato rispetto delle norme che imponevano agli addetti stessi di indossare giubbotti catarifrangenti (quali D.P.I. obbligatori). In quel sito vi era un costante pericolo per gli addetti allo scarico del camion, poiché non vi è uno spazio sufficientemente ampio per azionare le attività di scarico dalla rampa, che avviene in modalità pericolosissime per chiunque vi lavori”.
Ai Carabinieri e al Giudice del lavoro Tenore ha deciso di consegnare delle foto che – sempre a suo dire – smentirebbe ilcontenuto della prima lettera di richiamo. “Sono stato cacciato dal sito di sversamento, strappandomi il telefono da mano con violenza, aggredito da tre addetti del sito Rida – testi naturalmente tutta da verificare e riportata soggettivamente dal querelante – mentre cercavo di registrare le gravi irregolarità”. Per Tenore da questo momento è iniziata per lui una ‘deal line” nonostante “avessi deciso di difendere la mia azienda, tutelandola da gravi irregolarità e danni economici arrecati alla stessa”. Da questo momento sarebbe iniziato – secondo la versione di Tenore – da parte della Futuro Rifiuti Zero “un’ostilità nei miei confronti. Sono stato demansionato, impiegandomi in lavori per i quali solitamente vengono impiegati dipendenti con livelli più bassi. Non sono mai più stato impiegato nel trasporto di rifiuti di tipo indifferenziato presso il sito della Rida”.
Questo conflittuale rapporto ha registrato un’altra svolta nel febbraio 2026 quando l’amministratore Rizzo – si legge nell’esposto depositato dall’operaio licenziato ai Carabinieri Forestali – “mi obbligò a recarmi presso il sito della Rida e a chiedere scusa del mio comportamento pregresso, su descritto”. Tenore assolse a questa prescrizione che apparentemente sembra davvero inverosimile? La risposta è affermativa e lo racconta lo stesso protagonista di questa vicenda: “Mi recai nel sito della Rida chiedendo al responsabile della sua sicurezza, tale A., di lasciarci alle spalle i precedenti dissidi.”. La risposta non fu altrettanto affermativa: “Rifiuto la mia proposta imponendomi delle ‘scuse solenni’ per come mi ero comportato. Al mio rifiuto, sono stato nuovamente cacciato dal sito costringendo il mio collega a effettuare le operazioni di scarico dell’automezzo”. E ancora ancora finita.
Secondo sempre la versione di Tenore “da quel giorno la Futuro Rifiuti Zero ha assunto un comportamento ancora più punitivo nei miei confronti, obbligandomi mediante l’amministratore unico Rizzo a cancellare video e foto delle irregolarità dal mio telefono personale. Ho inoltre ricevuto lettere disciplinari senza fondamento, di chiaro carattere vessatorio, fino al licenziamento avvenuto il 10 luglio 2026, successivamente da me impugnato”
Se la richiesta di annullamento del licenziamento pende – come detto – davanti il Tribunale di Cassino, i Carabinieri Forestali, quelli del Nucleo Ispettorato del lavoro e la Polizia Provinciale sono stati invitati a verificare – è questo il verbo utilizzato da Tenore – tre circostanze capitategli. La prima riguarderebbe il corretto calcolo relativo al rifiuto di tipo indifferenziato depositato presso il sito della Rida, “almeno in tutto l’anno 2025, anche convocando gli autisti della società Futuro Rifiuti Zero”. La seconda è sempre verificare “gli addebiti relativi alla raccolta non corretta di rifiuti presso gli altri siti destinati allo sversamento di rifiuti diversi da quello indifferenziato (che dimostrano il mancato svuotamento dei compattatori presso il sito della Rida)”.
Per questa seconda circostanza Tenore aggiunge un altro episodio. Si sarebbe verificato il 22 aprile scorso quando si recò “presso la Società “Ferone” di Castrocielo,in provincia di Frosinone, dove il Comune di Formia conferisce la carta raccolta, Fui costretto a raccogliere nuovamente tutto quanto scaricato perché mescolato con rifiuto di tipo indifferenziato e quindi reso inutilizzabile, costringendo l’azienda a sversare tutto nell’impianto Rida con addebito di costi aggiuntivi (oltre al mancato guadagno derivante dal mancato conferimento della carta)”. La terza anomalia riguarderebbe il funzionamento del centro di trasferenza dei rifiuti, in località ex Enaoli. Tenore ha chiesto ai Carabinieri di “verificare l’esistenza di vasche di raccolta del percolato relativa al rifiuto organico, e il corretto smistamento del percolato stesso”
Il 28 settembre scorso, dieci giorni dopo che Tenore era stato a Spigno presso i Carabinieri Forestali, vi era tornato per confermare e soprattutto integrare la precedente denuncia “con ulteriore documentazione e con le precisazioni che si rendessero necessarie”. Vi ha aggiunto che le sue doglianze le aveva esternate il 27 maggio scorso in un incontro con il vice sindaco del Comune di Formia, l’avvocato Giovanni Valerio. Negli atti del ricorso depositato presso il giudice del lavoro del Tribunale di Cassino c’è anche una diffida, con la relativa richiesta di risarcimento danni, sottoscritta l’11 settembre dall’amministratore Rizzo.
Accusa Tenore che il 2 settembre, dunque oltre mese dopo la lettera di licenziamento recapitata a casa, si sarebbe “introdotto abusivamente nell’area destinata alla gestione dei rifiuti urbani del Comune di Santi Cosma e Damiano, rimanendoci per svariati minuti. Aveva chiesto informazioni in ordine ad un servizio di trasporto di rifiuti di carta, successivamente oggetto di controlli da parte della Guardia di Finanza, che, come prevedibile, ha accertato la regolarità del trasporto. Risulta allo scrivente altresì che Lei sta chiamando autorità e Comune per segnalare presunte ed infondate irregolarità di FRZ nella gestione dei rifiuti. La sua condotta, evidentemente dettata da una sorta di ritorsione al licenziamento comminatole, ha rilevanza penale, ed è stata denunciata alle autorità competenti. La diffidiamo per il futuro dall’assumere iniziative equivalenti, che potrebbero essere valutate come condotte recidivanti, riservandosi in ogni caso la società di fare valere i danni derivati e derivanti dalla Sua condotta”.