FORMIA – “Basta odio, incontriamoci tutti, subito, almeno in Italia, Vescovi , Rabbini e Imam”. E’ stato questo l’appello lanciato nei giorni dal presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Bologna, il Cardinale Zuppi alle fedi religiose di discendenza abramica. Su questo terreno si sta muovendo da qualche anno l”associazione “Hormiae Mare Nostrum ” alla luce anche del messaggio Di Papa Francesco che ricevuto nel 2024, prima della simbolica traversata del Mediterraneo che, partita da Gaeta, si concluse in Tunisia prima e Lampedusa poi.
“Il messaggio di papa Bergoglio – osserva l’attivo fondatore e presidente dell’associazione “Hormiae mare nostrum”, Giovanni Di Russo – ci incoraggiava a “proseguire nell’impegno volto a riaccendere nei cuori la speranza e a favorire percorsi di sensibilizzazione mediante il dialogo tre le culture e religioni”.
E’ proprio sul solco di quanto indicato in quel messaggio l’associazione Formia ha organizzato un incontro nel cuore di Roma fra i rappresentanti delle tre religioni monoteistiche di ispirazioni abramiche, proprio perché “convinti che solo attraverso il dialogo si possono gettare le basi per la risoluzione di qualsiasi screzio, contrapposizione o rivalità”.
Navigando sul Tevere con la piccola barca intitolata “Hormiae” “non abbiamo visto solo ponti di pietra, ma anche quelli del cuore che hanno fatto vivere a tutti coloro hanno partecipato all’evento, un momento di grande intensità”.
Questi incontri fra le rappresentanze religiose sono considerate “della massima importanza, perché mettono a nudo la cruda realtà, ci fanno capire – aggiunge il presidente Di Russo – quali sono i veri giochi che sono dietro determinate azioni, smascherando coloro che provocano le guerre, nascondendosi spesso, dietro aspetti più o meno religiosi. In questo modo, li riusciamo a vedere in faccia come sono realmente, persone senza scrupoli e senza una coscienza, mossi dal solo gusto di gestire il potere per la sopraffazione dell’altro, quasi sempre del più debole. Veri e propri assassini che a volte fanno diffondere immagini che li riprendono in cerimonie religiose. Crediamo che la strada giusta per un inversione di tendenza sia quella di sostenere, aiutare, incoraggiare quelle forze sane, che vivono all’interno di quei paesi martoriati dalla guerra, che vogliono progredire, insieme, nella pace. Proprio Sant’Agostino diceva ‘bisogna uccidere la guerra con la parola, anziché uccidere gli uomini con la spada’ e su questo esempio vogliamo continuare a muoverci.”
In quest’ottica l’associazione “Hormiae mare nostrum” ha annunciato di organizzare “una Vela Latina per la pace 2026” che, in programma la prossima primavera, ribadire “importanza del dialogo nel “costruire ponti fra popoli e religioni” – ha concluso Di Russo.