Arresti domiciliari di Orlando Taddeo, emergono alcuni particolari dell’inchiesta

SANTI COSMA E DAMIANO – Sono emersi alcuni dettagli dalle 26 pagine dell’ordinanza cautelare con cui il Gip del Tribunale di Valeria Tomassini ha disposto l’antivigilia di Natale gli arresti domiciliari per l’imprenditore di Santi Cosma e Damiano, Orlando Taddeo, di 51 anni, con l’accusa di una maxi frode di due milioni e mezzo. Il fratello maggiore del sindaco di Formia è stato raggiunto dal provvedimento della Procura due mesi dopo – era il 14 ottobre – l’interrogatorio preventivo disposto dalla stessa dottoressa Tomassini. L’altro indagato eccellente, Paolino Manfredi, di 67 anni, era stato interrogato il 16 ottobre, due giorni dopo Taddeo, con la stessa accusa. E cioè “per aver realizzato una articolata frode fiscale finalizzata alla fatturazione di traffici telefonici fittizi, destinata a generare crediti Iva inesistenti da utilizzare mediante indebite compensazioni delle somme dovute da parte di persone giuridiche residenti sul territorio nazionale.”. L’ordinanza del Gip Tomassini dice dell’altro e, cioè, che tra i beneficiari delle indebite compensazioni c’era, peraltro, la “/c Italia srl di Paolino Manfredi, che, secondo il capo di imputazione, avrebbe ricevuto un guadagno di oltre due milioni di euro. Lo stesso provvedimento del Gip sintetizza come la vicenda ebbe una prima svolta nel 2022 quando lo stesso Tribunale emise nei confronti di tutti i soggetti coinvolti – sono cinque, tra Glauci Verdola, di 65 anni, l’irlandese Peter Terence Kirby, d 45 anni e l’indiano Manjit Singh, di 49 anni – un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta e per equivalente del profitto dei reati e risultò coinvolta sempre la “7c Italia srl” di Manfredi. L’inchiesta non filò liscio come avrebbe auspicato la Procura di piazzale Clodio.

La Guardia di Finanza del comando provinciale di Roma non trovò beni sufficienti a coprire la somma per equivalente, cioè due milioni di euro. Le Fiamme Gialle estesero le proprie ricerche ai rapporti finanziari con la “4U Italia srl”, denaro riconducibile sempre a Manfredi che di quest’ultima società era legale rappresentante dal novembre del 2013. Insomma la “4Us” non rientrava nelle indagini di quel procedimento ma partì contestualmente un’altra inchiesta per fatti analoghi e relativa ad indebite compensazioni di crediti Ires degli anni 2019 e 2020. E così che le somme della “4U Italia” vennero sequestrate e la Procura prefigurò al Gip l’esistenza di collaudato sistema fraudolento. Si sarebbe consumata attraverso le piattaforme “Commsettle”, “Corex” e “Medi8”, tutte gestite tramite la società non residente “Optimize Technologies Limited” riconducibile a Orlando Taddeo. Il Gip Tomassimi lo definisce il “dominus” in un ambito societario frequentato, direttamente e indirettamente, dalla “Reload spa”, “Eonia Telecom srl” e “4U Italia”, riconducibili a loro volta a Taddeo aventi una sede legale in un palazzo di Roma in cui ci fu una perquisizione della Finanza nel luglio 2025. In quello stabile vennero trovati anche documenti della società madre, la “Optimize” che ha la sede legale oltre il canale di San Giorgio, in Irlanda.
Il Gip Tomassini ha disposto i domiciliari per Taddeo perché, “attraverso le piattaforme da lui gestite ha indotto le società clienti ad affiancare all’attività svolta, ossia quella di gestione di calla center, una parallela attività di intermediazione nell’acquisto e rivendita di traffico telefonico di carattere fittizio”.