Aurora Livoli, Valdez Velazco confessa l’omicidio della 19enne di Monte San Biagio

MONTE SAN BIAGIO, Delitto Aurora Livoli – Emilio Gabriel Valdez Velazco, il peruviano di 57 anni in carcere per una tentata rapina, ha confessato di aver abusato sessualmente e ucciso Aurora Livoli, la 19enne di Monte San Biagio trovata morta in un cortile condominiale di via Paruta a Milano la mattina del 29 dicembre. “In un quadro meramente indiziario c’è stata un’ammissione del mio assistito dei reati, sia dell’omicidio sia del rapporto sessuale – ha detto il legale di Valdez Velzco, Massimiliano Migliara, al termine dell’interrogatorio nel carcere di San Vittore svolto giovedì dal pm Antonio Pansa – Il procedimento era meramente indiziario, ne abbiamo avuto conferma nel momento dell’interrogatorio, quindi questa tecnicamente questa è una confessione di cui si dovrà tener conto”, ha aggiunto il difensore. Sulla dinamica del delitto della giovane di Monte San Biagio – i cui funerali si svolgeranno sabato – ha aggiunto un particolare il legale del presunto omicida: “È stata una reazione a corto circuito in cui non voleva e non si è accorto neanche a posteriori” di aver ucciso Aurora Livoli. Emilio Gabriel Valdez Velazco avrebbe tentato una rapina ai danni di una giovane connazionale alla fermata della metropolitana di Cimiano, poi quasi “senza soluzione di pausa” l’incontro fuori dalla stazione con Aurora. “Lui ha dichiarato che si sono incontrati, che la ragazza voleva un aiuto per comprare le sigarette”, ha riferito il legale. Nel condominio di via Paruta “ha spiegato che sono entrati insieme, non c’è stata costruzione e che la ragazza è entrata spontaneamente”. Dopo averla uccisa “non si è neanche accorto – a suo dire – di avere operato un omicidio, uno strangolamento, se n’è accorto il giorno dopo” dalle notizie di stampa. “È addirittura emerso – ha aggiunto il legale – che lui stesso che riteneva che la ragazza non fosse deceduta: rientrato all’interno del condominio per prendere il cellulare che aveva dimenticato, è rimasto quasi a vegliare la ragazza ritenendola assopita, ma di fatto ha vegliato un cadavere, che ha coperto con un giubbotto”. Quanto alla violenza sessuale, il difensore di Valdez Velazco ha preferito non entrare in particolari “per rispetto del dolore della famiglia”, precisando solo “una circostanza molto importante: il mio assistito ha subito una resezione prostatica…”Non mi sono accorto di averla uccisa”. Il peruviano ha reso, dunque, una “confessione piena” ha raccontato ai pm Letizia Mannella e Antonio Pansa. Avrebbe chiesto ad Aurora una sigaretta e con questa scusa sarebbe riuscito a farsi seguire nell’area più isolata. Una volta compiuta la violenza, il 57enne avrebbe stretto le sue mani al collo della vittima fino a strangolarla. Le sue parole sono ora al vaglio degli inquirenti: la Procura, che dovrà chiedere il carcere anche per questo episodio, sta valutando se chiedere nella misura cautelare (che sarà valutata sa un giudice) l’omicidio aggravato e la violenza sessuale oppure il nuovo reato di femminicidio, il primo per Milano dopo l’entrata in vigore lo scorso dicembre della legge che punisce con l’ergastolo quando l’omicidio di una donna è motivato da discriminazione, odio o per reprimere la sua libertà e personalità in quanto donna. E mentre emergono sconcertanti sulla posizione processuale del 57ennre peruviano – era stato condannato a cinque anni di carcere per una violenza sessuale compiuta nel 2019 ma non è mai finito in carcere per l’omessa trascrizione della sentenza sul suo casellario giudiziario – a prendere le distanze dall’uomo è stata la figlia della compagna di Valdez Velazco, intervistata giovedì dalla trasmissione “Ore 14” in onda su Rai 2 e condotta da Milo Infante. “Io e mia madre non ci siamo mai accorte di nulla, non sapevamo fosse ritenuto pericoloso, non rientrerà più in questa casa, Con noi si è sempre comportato bene – ha raccontato la giovane – Stava con mia madre da tre anni circa e da due convivevano, era tranquillo, le portava la spesa, la accompagnava al lavoro. Noi non conoscevamo i suoi precedenti, almeno non io, neanche quelli per violenza sessuale. Con noi non ha mai dato segnali di violenza. Quando è stato arrestato era con mia madre, stavano andando a prendere l’autobus, lo hanno preso lì”. “Non tornerà mai in questa casa” ha concluso la ragazza.