Coises il balletto del presidente dell’assemblea e la sede di Formia non idonea

Presidente, dimissionario e di nuovo presidente. Che l’assemblea dei sindaci del neonato Coises, il consorzio socio sanitario Lt/5 sia sempre più simile all’ingresso girevole di un albergo di media levatura la conferma è arrivata dall’ultima seduta dell’assemblea. Il suo presidente, il sindaco di Castelforte Angelo Felice Pompeo (Forza Italia) vi è arrivato dimissionario dopo aver effettuato nei mesi scorsi un passo di lato perché il suo posto sarebbe dovuto essere preso dal vice sindaco e assessore alle politiche sociali del comune aurunco Michela Terillo “per ragioni interamente riconducibili a equilibri interni alla propria amministrazione”.

E invece Pompeo ci ha ripensato ed il sindaco di Castelforte è tornato alla presidenza dell’assemblea che, dunque, “a lungo è rimasta colpevolmente senza una guida”. E’ dura ma realista l’analisi politica che hanno compiuto i circoli del partito Democratico del Sud Pontino. Hanno preso atto che il Coises è nato sotto una cattiva stella e le prime dimissioni, quelle del presidente del consiglio d’amministrazione, l’avvocato formiana Carla Ciano, non sono state – a quanto pare – un fatto isolato. Il sindaco di Formia ha provato a rimpiazzarla con un’altra stimata e generosa avvocatessa, Anna D’Auria, ma – secondo i circoli Dem del Golfo – le gravi criticità nella nascita e nell’avvio del Consorzio Socio-Sanitario LT/5 sono rimaste insolute sul tappeto. “Oggi è evidente che non si trattava di timori infondati: il Consorzio non riesce ancora a diventare realmente operativo e, nel frattempo, è stato trascinato dentro dinamiche politiche che nulla hanno a che vedere con il welfare. È inaccettabile che un ente chiamato a governare i servizi sociali del Sud Pontino venga trascinato e gestito come un terreno di gioco per dinamiche interne a una singola amministrazione, o piegato a equilibri politici ed elettorali che nulla hanno a che fare con l’attività del Consorzio. È francamente surreale che questioni marginali, del tutto estranee alla missione dell’ente, finiscano per condizionare uno strumento essenziale per il welfare del nostro territorio”.

Le dimissioni del sindaco di Castelforte non possono essere considerate un caso isolato perché – osserva il Pd del sud pontino – “siamo di fronte a una paralisi che ha segnato l’intero primo anno di vita del Consorzio. A distanza di dodici mesi dalla sua costituzione, il bilancio è stato approvato solo ora. le risorse economiche non sono ancora state trasferite dal Comune di Gaeta, ex capofila del Distretto, alla nuova struttura”. Il Pd arriva a denunciare “un livello di opacità che continua a destare forti preoccupazioni. La nomina del direttore (Annamaria De Filippis, l’attuale dirigente della Polizia Locale del comune di Gaeta che opera part time alla guida del Coises…) è avvenuta senza alcun avviso pubblico, con un incarico triennale e a tempo parziale. Non esiste un sito istituzionale del Consorzio dove consultare atti, delibere o documenti fondamentali. Non è chiaro con quali criteri si stiano effettuando assunzioni o incarichi. Tutto avviene, a nostro avviso, senza adeguata trasparenza e senza un reale controllo pubblico”.

Coises
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E poi c’è un nodo che (volutamente) non è stato mai sciolto: il comune di Formia non ha preso il posto di quello di Gaeta quale sede del Coises: “La sede prescelta presso l’ex caserma dei Carabinieri di via Lavanga a Formia – aggiungono i circoli del Pd del Golfo – si sta rivelando del tutto inadeguata alle funzioni che dovrebbe svolgere. Gli spazi presentano barriere architettoniche, non garantiscono i requisiti minimi di accessibilità e non sono in grado di accogliere il personale aggiuntivo assegnato dal Ministero. Senza una sede idonea, il Consorzio non può organizzare uffici, servizi e personale, né garantire un rapporto corretto con l’utenza. È paradossale che un ente chiamato a occuparsi di fragilità, inclusione e diritti sociali operi in spazi inadeguati”. Insomma il Consorzio, che doveva essere uno strumento per garantire trasparenza e servizi sociali efficienti, “oggi è tutt’altro. Non possiamo accettare che a pagare il prezzo di giochi di potere e tatticismi politici siano, ancora una volta, le persone più fragili, che risultano evidentemente le più penalizzate da questo modo di operare”. E siamo solo agli inizi..