Concessioni balneari di Gaeta, il tar accoglie un ricorso del 2015 contro il comune

Non conosce una tregua il periodo ‘no’ per il comune di Gaeta in tema di gestione del demanio marittimo e, in particolare, delle strutture turistico-sportive, i più noti stabilimenti balneari. Il Tar del Lazio-sezione di Latina (presidente Nicola Durante) che il 26 marzo si pronuncerà sul maxi ricorso dell’Agcm (l’autorità sul mercato e la libera concorrenza) contro le delibere d’approvazione dei progetti di finanza e di quella di Giunta che ha prorogato le concessioni demaniali sino al 30 settembre 2027, ha accolto un altro ricorso di un privati rimproverando di nuovo l’amministrazione Leccese: le concessioni sono scadute e le varie proroghe che si sono susseguite negli anni (dal 2015 in poi, un’altra era geologica sul piano normativo), sia statali che comunali, devono essere disapplicate, insomma sono illegittime. I giudici amministrativi di Latina hanno recepito il ricorso di un’operatrice del settore (la signora Anna Civita Nardella è titolare di un’attività di ristorazione e di un campeggio lungo la strada regionale Flacca) che, avvalendosi della preziosa assistenza legale degli avvocati Luigi Cosmo Di Nitto e Simona Zangrillo, ha chiesto ed ottenuto l’annullamento della concessione rilasciata dal comune – difeso dalla dottoressa Annamaria Rak dell’avvocatura interna a favore della cooperativa “Parco Monte Moneta srl” che sul litorale di ponente di Sant’Agostino aveva avuto l’autorizzazione di una spiaggia attrezzata. Di certo, la signora Nardella, i suoi eredi ed il suo legale Francesco Falzone sono stati costretti ad “armarsi” di molta pazienza perché la concessione demaniale contestata aveva diversi anni, ben 11, sulle spalle. Insomma era stata rilasciata nel 2011 per essere prorogata nel…2015. Il Tar ha evidenziato la “palese violazione del diritto unionale” (la più nota direttiva Bolkestein) quando la società a responsabilita limitata chiamata in causa nelle sue controdeduzioni aveva chiesto il rigetto del ricorso sottolineando come tutte le concessioni in Italia sono scadute il 31 dicembre 2023 anche se poi il comune di Gaeta, grazie ad un salvagente normativo del governo Meloni nel settembre 2024, le ha prorogate sino all’autunno 2027 per permettere agli enti, in primis ai comuni, di avviare le procedure per l’affidamento delle concessioni (scadute) attraverso vere e proprie gare d’appalto e non – come ha deciso di fare il comune di Gaeta – utilizzando l’insidiosissimo strumento del progetto di finanza.

I giudici amministrativi di Latina, annullando a posteriori la concessione demaniale del comune del 2015, sostiengono che “devono essere disapplicate… tutte le disposizioni nazionali che hanno introdotto e continuano ad introdurre, con una sistematica violazione del diritto dell’Unione Europea, le proroghe delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricettive”. Il Tar, entrando nel merito, prende atto dell’entrata in vigore del decreto legislativo numero 131/2024 poi convertito nella legge 166/2023 che prevede un’ulteriore proroga automatica e generalizzata della durata delle concessioni demaniali marittime ma giù duro arrivando ad affermare come l’ombrello del governo Meloni va chiuso – tecnicamente va disapplicato, perché contrasta con l’articolo 12 della direttiva comunitaria numero 123/2006 e con l’articolo 49 del TFUE”. Il Tar è salomonico quando conclude con due decisioni. La prima: la signora Nardella non può beneficiare di alcun danno semplicemente perché il rinnovo della concessione del 2015 non andava fatto dall’amministrazione comunale di Gaeta perché contrastante -come detto- della direttiva Bolsktein. Punto. La seconda: la stessa ricorrente non ha beneficiato di alcuna concessione provvisoria – come chiedevano i suoi legali – “valendo anche per essa la regola della procedura competitiva”. Con un monito politico rivolto – alla vigilia di altri e più attesi pronunciamenti da parte del primo grado della magistratura amministrativa – all’amministrazione gaetana (a pronunciarsi sul ricorso dell’Agcm del 26 marzo sarà la sezione presieduta dalla dottoressa Ines Simona Immacolata Pisano): va espletato un bando pubblico che con la massima pubblicità e informazione cui tutti, in maniera impari, possono parteciparvi, sia che in palio ci siano le concessioni balneari della scadenza ventennale o quelle per una sola estate per la gestione attrezzata di un tratto di spiaggia libera.