Erano davvero tanti lavoratori dell’Azienda speciale di Terracina che, dandosi appuntamento presso il centro diurno “Il Melograno”, hanno partecipato ad una partecipata assemblea promossa dalla Funzione Pubblica della Cisl per illustrare il contenuto di una recente sentenza della sezione Lavoro del Tribunale di Latina che ha condannato l’Azienda speciale al pagamento di poco meno di 25mila ad un lavoratore che aveva avanzato una formale richiesta di riconoscimento dell’avanzamento di livello a seguito di un mutamento delle mansioni svolte. La Cisl è tornata a polemizzare contro la Uiltucs secondo la quale la sentenza del giudice del lavoro ha chiarito come a tutti i dipendenti dell’Azienda speciale vada applicato il contratto nazionale di lavoro sul terziario piuttosto che quello degli enti locali.
Il segretario provinciale della Funzione Pubblica della Cisl Raffaele Paciocca ed il coordinatore del Terzo settore Leopoldo Gagliardi hanno espresso una “diversa valutazione, invece, in merito alle modalità con cui il provvedimento giudiziario è stato divulgato e interpretato, nonché rispetto al fatto che l’avanzamento di livello sia stato di fatto riparametrato facendo riferimento ad un contratto nazionale di lavoro diverso e non di settore, per ragioni non chiaramente esplicitate”. Il sindacato ha anche sottolineato una pronuncia della Corte dei Conti del Lazio, la 68/2023, nella quale si evidenziava, in maniera tutt’altro che marginale, la natura giuridica della Azienda Speciale di Terracina, definita come “incontestabilmente rientrante nell’alveo degli enti pubblici (…) e come ente che rappresenta una vera e propria articolazione della Pubblica Amministrazione”.
La preoccupazione della Funzione Pubblica della Cisl, condivisa dai lavoratori dell’Azienda speciale, riguarda in particolare la modalità con cui la sentenza della magistratura contabile sia stata pubblicamente rappresentata, creando una sovrapposizione di effetti che rimangono, in primo luogo, “inter partes” ed in secondo luogo, non definitivi sulla natura giuridica della Azienda speciale rispetto al precedente giudicato del Giudice “giuscontabile”. Sulla scorta della presenza di “giudicati opposti e contraddittori”, “sarebbe opportuno – hanno aggiunto Paciocca e Gagliardi – coinvolgere la Cassazione per ottenere una pronunzia “definitiva” che “orienti, in maniera assoluta, le decisioni giudiziarie dei tribunali”. Nel corso dell’assemblea è emerso un diffuso clima di incertezza tra i presenti rispetto al proprio futuro lavorativo all’interno dell’Azienda, alimentato da prese di posizione di “alcuni soggetti – chiaro il riferimento al segretario provinciale della Uiltucs, Gianfranco Cartisano – che in maniera impropria, hanno ricondotto la sentenza ad un effetto generalizzato e automatico sull’intero personale, generando confusione e preoccupazione”.
L’assemblea ha tuttavia deliberato l’eventuale avvio dello stato di agitazione del personale dell’Azienda speciale di Terracina “quale segnale chiaro e responsabile volto a richiamare l’attenzione sulle criticità in atto e sulla necessità di garantire certezze, tutele e trasparenza per tutte le lavoratrici e per tutti i lavoratori. E’ necessario riportare il confronto su un piano di correttezza e trasparenza, evitando letture distorte o strumentali che possano alimentare ulteriori tensioni, soprattutto in un contesto già segnato da forti criticità e dalla necessità di garantire stabilità e continuità ai servizi”. Per la Funzione Pubblica della Cisl “resta centrale l’esigenza di garantire, a tutte e tutti, un impianto contrattuale solido e coerente, con tutele idonee a personale che svolge funzioni di natura sociale e non servizi di rilevanza economica, e pienamente riconducibile a un contratto nazionale di lavoro pubblico come quello delle funzioni locali”.