FORMIA – E’ un duro atto d’accusa quello che rivolge il sindacato pensionati della Cgil del sud pontino, lo Spi, alla governance dell’Asl di Latina relativamente alla “propagandistica” promessa, fatta sei mesi fa dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, di migliorare il “servizio sanitario nel nostro territorio”. Franco Meschino, l’attivo coordinatore zonale dello Spi Cgil, ribadisce come siano rimaste tali le promesse fatte dal governatore, ora destinatario di una lettera aperta in cui il sindacato elenca una serie di incompiute del nuovo assetto dell’Asl di Latina riguardanti il presidio Ospedaliero di Formia ed il distretto Sanitario Latina 5 di Gaeta. Lo Spi Cgil innanzitutto ricorda come il “Polo Diagnostico” all’interno dell’ospedale “Monsignor Luigi Di Liegro” presso il Distretto Sanitario di Gaeta, con strumentazioni ferme in deposito per oltre tre anni ma inaugurato lo scorso giugno, si è realizzato “solo grazie alle insistenti denunce e manifestazioni di questo sindacato e dei cittadini”. Dopo sei mesi, “contrariamente a quanto propagandato”, a causa di carenza di personale addetto, il polo Diagnostico “funziona solo poche ore al giorno e, quindi, non ha migliorato e reso più efficiente il servizio per i cittadini”. Presso il Distretto di Gaeta, dopo le proteste dei cittadini e delle parti sociali la Commissione per le patenti speciali, che la Direzione ASL aveva deciso di chiudere, è rimasta fortunatamente operativa. “Se ci fosse stata questa chiusura – aggiunge il segretario Meschino – centinaia di cittadini di questo territorio sarebbero stati costretti a recarsi a Latina per sottoporsi all’esame per la patente speciale, allungando i tempi di attesa in modo spropositato”. Lo Spi Cgil ricorda inoltre, al Presidente della Regione, quale “responsabile della sanità regionale”, che presso l’ospedale “Dono Svizzero” di Formia, continuano a mancare reparti specialistici fondamentali per rendere efficace lo stesso DEA di I° Livello. Uno su tutti: l’urologia, specialistica questa, diventata fondamentale in un territorio dove la popolazione anziana sta aumentando rapidamente. La Risonanza Magnetica realizzata presso il polo ospedaliero “grazie alle vertenze di questo sindacato – aggiunge Meschino – ad oggi, dopo sei mesi dal suo intervento, funziona ancora, solo per i ricoverati e per il pronto soccorso. Le poche migliorie apportate alle strutture del pronto soccorso e del reparto di Ostetricia e Ginecologia del polo ospedaliero da lei vantate lo scorso giugno – fa rimarcare lo Spi Cgil – non hanno assolutamente intaccato positivamente il servizio ai cittadini, visto che la causa principale delle rimostranze anche pesanti che si sono registrate da parte di utenti in queste strutture, sono principalmente imputabili alla carenza di personale. Per non parlare della Guardia medica sul territorio di Formia, costretta in più occasioni a fare visite ai pazienti in strada per mancanza di una sede appropriata?”. Per il piàù importante sindacato italiano dei pensionati questa è “la dimostrazione della assoluta indifferenza con cui la direzione generale dell’Asl di Latina affronta le carenze sanitarie di questo territorio, provocata dalla scelta di non provvedere per oltre tre anni, alla stabilizzazione delle Direzioni sanitarie sia del Distretto che del Dono Svizzero di Formia”, nomine avvenute solo da poche settimane. Duro un altro atto d’accusa al governatore Rocca è “avere nominato per oltre tre anni, solo Direttori Sanitari “sostituti” o “facenti funzioni” o ”ad interim”. E’ stato messo in campo per la direzione di queste strutture personale demotivato; perchè prossimo al pensionamento, o perché sovraccaricato dovendo dirigere anche tre diverse strutture, o perché cosciente che non avrà mai la nomina definitiva. Oltre tre anni di indecisioni, hanno impedito quella certezza di continuità operatività necessaria ad un Dirigente, per impostare e realizzare un programma di attivita sanitarie adeguate ai bisogni dei cittadini di questo territorio”. Altre criticità – che lo Spi Cgil definisce “non scelte” – non risolte dalla direzione generale dell’Asl di Latina riguardano, inoltre, la riduzione drastica delle attività del Consultorio Familiare; la chiusura dell’unica “Uccp” realizzata presso il Distretto, il mancato avvio del Polo diagnostico, la stessa indisponibilità ad assumere servizio sul territorio, se non proprio impedire la fuga di personale, sia medico che infermieristico e tecnico, che hanno impoverito i servizi del Distretto e dello stesso Ospedale di Formia. “Ci chiediamo allora, se la Direzione aziendale si renda conto – ha aggiunto Franco Meschino – che le scelte fatte in questi anni, hanno comportato nei fatti, da un lato la crescita esponenziale nel territorio di strutture e servizi sanitari privati, dall’altro un aumento delle persone che rinunciano a curarsi non potendo pagare le attività in intramoenia del servizio sanitario pubblico e tantomeno visite e prestazioni diagnostiche presso strutture private”. Lo Spi Cgil conclude la sua lettera aperta al presidente Rocca, accusato “in più occasioni di prediligere il semplicistico finanziamento alle strutture private, per sopperire alle carenze del sistema pubblico (con la scusa della riduzione delle liste di attesa) piuttosto che cercare di migliorare il servizio pubblico”, se ritenga che a fronte di quanto esposto, “sia organizzativamente ed economicamente giusto, inventare nuove poltrone dirigenziali, per una figura professionale quale il “Direttore Socio-sanitario”, del costo di circa 140mila euro annui per ogni Asl. Si tratta di una figura professionale già individuabile nell’attuale organigramma delle Asl – conclude Meschino – piuttosto che usare quei non pochi denari per quelle assunzioni di personale e strumentazioni diagnostiche, effettivamente indispensabili per rispondere positivamente ai bisogni sanitari dei cittadini”.