GAETA, Scontro sul Pua – “Il Pua puzza e ora si capisce di cosa”. Non è stato tenero il partito Democratico di Gaeta – ma era preventivabile – dopo l’inverosimile e violento scontro verbale giovedì mattina in pieno consiglio comunale tra il sindaco Cristian Leccese ed il consigliere di Maggioranza Raffaele Matarazzo. Non escludendo di abbandonare l’aula o di votare contro, l’ex docente di educazione fisica avrebbe potuto mettere in dubbio l’adozione del Pua, il piano di utilizzazione degli arenili, essendo a forte rischio il numero legale a causa delle concomitanti assenze di ben cinque consiglieri della stessa maggioranza di centrosinistra. I consiglieri Dem Franco De Angelis ed Emiliano Scinicariello per certi versi avevano provocato il professor Matarazzo (“se sei contro questo piano devi essere conseguenziale!”). Ora la segretaria cittadina del Pd Marilisa Di Mille definisce “impressionante” lo scontro avvenuto tra il Sindaco Leccese e il Consigliere Matarazzo. E “non solo per le parole cariche di intenti minatori e gli atteggiamenti mitomani, ma soprattutto per il “succo” del contendere che sarebbe più corretto definire “percolato”. Ancora l’avvocato Di Mille: “Matarazzo nei suoi interventi narra di spiagge decisamente libere da “opere dell’uomo”, dove si possa andare al mare senza che alcuno lucri su tale risorsa. In questo suo multiverso – accusa il Pd – il Consigliere dimentica di quale Comune sia rappresentante: una cittadina che ha fatto della spiaggia la propria principale risorsa economica e turistica”. In effetti i consiglieri De Angelis e Scinicariello avevano chiarito nei loro interventi come procedere prima dell’approvazione il Pua avrebbe potuto incontrare una convergenza unanime se fosse stata considerata un’analisi più cautelativa: scorporare dal conteggio del 50% degli arenili (destinati a uso pubblico) le aree già interdette da enti sovracomunali per problemi geologici. Ciò avrebbe permesso di ammorbidire l’intensità di sfruttamento della risorsa spiaggia e, contemporaneamente, di aumentare le superfici destinate alla libera fruizione”. L’avvocato Di Mille è un fiume in piena quando incalza lo stesso Matarazzo: “Perché non ha appoggiato questa opportunità, se aveva tanto a cuore il libero accesso all’arenile. La segretaria democratica, sfiorando il sarcasmo, ammette di averlo scoperto “a microfoni (quasi) spenti. Avvicinatosi al banco della presidenza per un colloquio con il Sindaco, Matarazzo rivendica la sua posizione di “disappunto costruttivo” o “astensione co-procedurale”. Qualcosa, però, passa attraverso i microfoni accesi: quello che potremmo definire un “accordo copromino”. Sembra infatti che, attraverso accordi addirittura scritti, il Consigliere Matarazzo si fosse garantito la libertà di astenersi, assicurando però la propria presenza per garantire il numero legale necessario ad approvare il punto. In cambio, il Sindaco si sarebbe dovuto impegnare a garantire tratti di arenile a fruizione gratuita (come se fosse una sua prerogativa discrezionale).Ma, a sorpresa, il Sindaco non sembra esserci stato o non sembra sapere nulla di questo impegno, tanto da apparire intenzionato a rinviare l’approvazione. A quel punto il Consigliere incalza con una prova di autonomia e dignità citando un fantomatico soggetto che sovrasterebbe le dinamiche di maggioranza (che chiameremo per fantasia “Cosimino”): costui gli avrebbe garantito tutto, purché l’impianto del piano rimanga intatto”. E Le riserve Dem hanno investito anche Cristian Leccese: “Il Sindaco, però, non ci sta: se voti rimangono gli accordi, altrimenti si fa senza. In preda all’avvilimento per queste dinamiche preconfezionate da Cosimino, il primo cittadino si è lasciato andare – è l’accusa della segreteria di Gaeta del Pd – a frasi minatorie e atteggiamenti che preferiamo non riportare. Noi del Partito Democratico siamo tra i pochi a tenere ancora alla dignità del ruolo istituzionale. Quei microfoni si sono trasformati in ventilatori che hanno sparso per la città il fetore di accordi privati al ribasso, manovre predatorie e intrighi oscuri. Granelli di sabbia che si trasformano in moneta suonante. Soldi che hanno l’odore della libertà e della dignità di un Consiglio Comunale soffocato da interessi economici e trame politiche. Agli atti resta solo la puzza di quel percolato chiamato Pua”
La gazzarra verbale di giovedì ad ora di pranzo lascerà strascichi nella sempre più affannata e risicata maggioranza di centro destra che ha vinto le elezioni amministrative del giugno 2022 con percentuali plebiscitarie degne del defunto partito Comunista bulgaro? L’impressione che circola negli ambienti politici di Gaeta è una soltanto: Leccese avrà il supporto della coalizione (intera) che gli permise di diventare il successore di Cosimino Mitrano? Probabilmente no, perché il centro destra – in attesa che il fronte progressista ingrani la prima marcia – potrebbe presentarsi all’elettorato con due candidati: Il primo sarà naturalmente il sindaco in carica legittimamente impegnato ad inseguire il bis – Mitrano nel 2017 lo ottenne passeggiando sul velluto – il secondo potrebbe essere uno dei due esponenti di primo piano del mitranismo di questi anni, l’ex vice sindaco ed ex assessore ai Lavori Pubblici Angelo Magliozzi (ora presiede la Pro Loco sfiorando l’incompatibilità per essere un bravo imprenditore nel settore balneare) oppure l’attuale assessore al bilancio Luca Gallinaro che Leccese lo freddò in uno degli ultimi consigli comunali dicendo che avrebbe dovuto dire “due c…te”.